COLLABORATORI DI DIO,
COME MARIA
Il
mondo sarà sempre più umano, più fraterno
e più solidale nella misura in cui sarà sempre
più conforme al sogno di Dio. Se riuscissimo
ad essere umili, come Maria, per saper accogliere il progetto
di Dio, anche se non sempre coincide con il nostro, la salvezza
si incarnerebbe in noi, lamore risplenderebbe e questa
bellezza salverebbe il mondo.
Continuare
a scommettere sui giovani
Per questo andiamo da Maria
per affidarle i giovani del mondo, come farebbe Don Bosco e per
attingere alla sua fede e al suo amore, sì da continuare
a scommettere sui giovani. Abbiamo bisogno di trovare ispirazione
ed energia per offrire loro unesperienza educativa di qualità
che permetta ad essi di sviluppare tutte le loro potenzialità,
per raggiungere unalta misura di vita umana e cristiana,
al fine di scoprire ed assumere progetti di vita per il bene
della Chiesa e della società.
Giovanni Paolo II ha promulgato un anno del Rosario, nella cornice
della Novo millennio ineunte, perché vuole che impariamo
a contemplare il Cristo con lo sguardo e il cuore materno di
Maria. E ci ha regalato lEnciclica sullEucaristia
perché possiamo rivivere in qualche modo lesperienza
dei discepoli di Emmaus: «si aprirono loro gli occhi e
lo riconobbero» (Lc 24,31).
Contemplare il volto di Cristo, e contemplarlo con Maria: ecco
il programma spirituale e pastorale che ci ha additato il Papa
allalba del terzo millennio per prendere il largo nel mare
della storia con lentusiasmo della nuova evangelizzazione.
Contemplare Cristo implica saperlo riconoscere dovunque Egli
si manifesti, ma soprattutto nel Sacramento vivo del suo corpo
e del suo sangue (cf EE, 6).
«Beata sei tu,
o Vergine Maria, perché hai creduto»
La Parola di Dio illumina la
nostra devozione alla Madonna perché ce la fa vedere come
il segno per eccellenza di tutto quello che è stato il
Suo disegno salvifico. Alla luce dellinno della lettera
agli Efesini, Maria appare come piena delle benedizioni di Dio
in Cristo, scelta prima della creazione del mondo per essere
santa e immacolata nel suo amore, predestinata ad essere Sua
figlia, a lode e gloria della grazia che ci ha dato nel Figlio
diletto. Ecco il piano meraviglioso di Dio, che trova in Maria
il suo più perfetto compimento, il modello della Chiesa
e lannuncio di quello che vuole fare a favore di tutta
lumanità.
Il racconto dellannunciazione di Maria ci dice che, anche
se tutta la vita è vocazione perché Dio ha un sogno
e una missione per ogni uomo e ogni donna che viene in questo
mondo, in ogni vita, nonostante tutto, cè una annunciazione
per qualcosa di totalmente nuovo a cui siamo invitati.
Un bel giorno percepiamo con chiarezza che Dio ha pensato a noi
e vuole contare su di noi per realizzare la Sua salvezza. Lunica
cosa che esige è la capacità di accoglienza di
questa proposta divina e una risposta amorosa e generosa, sapendo
in Chi abbiamo posto la nostra fiducia, e metterci in cammino.
È normale che, di fronte ad un intervento di Dio, sentiamo
il timore che Egli venga a cambiare i nostri progetti personali
e, in un certo senso, a complicarci un poco lesistenza.
È questo il momento in cui si deve avere laudacia
e lumiltà di cambiare i propri progetti ed imparare
a lasciarsi condurre dallo Spirito. Il dialogo di Maria con lAngelo
Gabriele lascia intravedere in effetti che essa di fatto ha già
dei piani per sposarsi con Giuseppe e organizzare la vita nel
matrimonio con lui, come farebbe qualsiasi donna ebrea.
Maria non nasconde dunque la sua sorpresa e la sua incomprensione.
Questo dà luogo alla spiegazione dellAngelo circa
la sua missione: diventare la madre del Figlio di Dio, dare carne
alla Parola affinché possa farsi uomo e porre la sua tenda
fra di noi (cf Gv 1,14).
La vocazione implica sempre una missione. Anzi, se Dio chiama
è perché sta pensando di salvare il suo popolo
e, pertanto, sta cercando mediatori della sua salvezza.
Tanto la vocazione, il semplice fatto di essere stata chiamata
e che Dio abbia pensato a lei, così come la missione affidatale,
e a cui non si sente preparata, spingono Maria a esporre la sua
obiezione: «Come avverrà questo, dal momento che
io non conosco uomo?». Questa obiezione, anche se è
un ricorso letterario che appare in tutti i racconti di vocazione,
mette in chiaro che colui che si sente chiamato da Dio non si
sente mai allaltezza delle esigenze divine.
Gli atteggiamenti
della fede
È proprio questo riconoscere
la nostra insufficienza naturale davanti alle esigenze e ai compiti
che Dio ci affida, questo sentirsi superati del tutto nelle proprie
possibilità di fronte alle attese divine, ciò che
rende possibile il fatto che Dio venga in nostro aiuto fornendoci
i doni necessari per realizzare la missione affidataci. LAngelo
promette a Maria che lo Spirito Santo scenderà su di lei
e la coprirà con la sua ombra. Risulta in questo modo
più che mai evidente che il figlio che nascerà
da Maria sarà il Figlio di Dio, ad indicare che la salvezza
viene solo da Dio. Così la nostra vita diventa necessariamente
carismatica, nel senso che non è puramente
naturale ma che è lo Spirito a rendere possibile in noi
limpossibile.
Sempre secondo il testo di Luca, è la stessa presenza
dello Spirito promesso che apre Maria alla proposta di Dio; e
Maria laccoglie con una apertura senza limiti, dandosi
incondizionatamente e senza riserve alla volontà di Dio:
«Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come
tu hai detto».
Lannunciazione a Maria ci presenta gli
atteggiamenti
da coltivare per saper ascoltare Dio e rispondere a Lui, che
non cessa di parlarci e chiamarci. Essi si potrebbero riassumere
in tre grandi atteggiamenti:
La ricerca del piano
di Dio per la propria vita,
sapendo che Dio ha un piano
per ciascuno di noi e che ce lo va rivelando nella misura in
cui noi ci chiediamo cosa vuole da noi a favore degli altri.
Lannunciazione di Dio per noi giungerà attraverso
gli avvenimenti, le persone e la Sacra Scrittura. Di qui la necessità
di convertirci in ascoltatori attenti della Parola e in lettori
credenti della storia. In questo senso mi sembra molto eloquente
vedere Maria rappresentata in molti quadri dellannunciazione
con la Sacra Scrittura in mano, mentre la medita, quasi come
se volesse accoglierla nel suo cuore.
Laccettazione
della volontà di Dio come progetto di vita,
riconoscendo che il progetto
di Dio sarà sempre migliore del nostro. Aprirsi a Dio
significa ammettere la propria situazione di creatura, limitata,
propensa a fabbricarsi idoli e dèi a propria misura. Ammettere
Dio nella propria vita implica riconoscere la sua signoria, non
dipendere da nessun altro, non avere altre priorità nella
nostra vita, identificarci con la sua volontà in modo
tale da farla veramente nostra. Non si può essere vero
credente e pretendere di disporre di Dio, volere che sia piuttosto
Lui a fare la nostra volontà e compiere i nostri desideri.
Maria, quindi, ci insegna in secondo luogo a credere a Dio, fidarci
di Lui, fargli spazio nella nostra esistenza come Colui che è
amato perché ci ha amato per primo, perché ha pensato
a noi. «Ecco la serva del Signore. Avvenga di me quello
che hai detto».
La docilità
allo Spirito di Dio,
che rende possibile in noi
limpossibile. Il racconto ci dice che per la forza di Dio,
che è lo Spirito Santo, Maria concepì e diventò
Madre di Dio. È la docilità allo Spirito che rende
feconda la Vergine Maria. Lo dimostra il fatto che, visitando
Elisabetta, questa risponde al saluto di Maria: «Benedetta
tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno». Il
vissuto profondo di questa energia divina permette a Maria di
sentirsi libera per poter disporre di sé e farsi schiava
del suo Dio. Tale è il senso profondo della verginità
di Maria, che, più che unaffermazione di un elemento
fisico, è la totale disponibilità per il suo Dio:
«Nulla è impossibile a Dio».
Accogliere
Dio incondizionatamente
Nel racconto evangelico dellAnnunciazione
troviamo, quindi, il modello più perfetto di fede umana
davanti a Dio. Spesso un po sotto linflusso
delliconografia ci immaginiamo che il Signore Iddio
manifestò a questa giovane di Nazareth tutto il suo piano
di salvezza, con lo scopo che essa, comprendendolo, lo accettasse
e così collaborasse con Lui. Invece non è così;
non è questa la struttura della fede cristiana. La fede
in Dio non è la conseguenza dellaver compreso ciò
che vuole Dio da noi, ma al contrario: è accettare Dio
nella propria vita in modo incondizionato. Ed è proprio
questo fidarci di Dio che ci permette di scoprire a poco a poco,
lungo tutta la nostra vita, quel che ci succede come espressione
della volontà di Dio. Si direbbe che solo alla luce splendente
della Risurrezione, Maria poté cogliere pienamente il
mistero di suo Figlio, ma nel frattempo aveva già dato
il suo sì al progetto del Padre e si era lasciata
condurre dallo Spirito. Prima di accoglierla nel suo seno, Maria
accolse la Parola nel suo cuore e nella sua mente e così
fu fatta madre di Dio.
Il nostro mondo, assai travagliato, specie quello dei giovani,
ha bisogno di persone che accolgano il progetto di Dio e collaborino
nella sua realizzazione per rendere palese la sua Salvezza.
Maria Ausiliatrice ci insegni a contemplare il Cristo con il
suo cuore e il suo sguardo materno, a riconoscerlo nelle sue
diverse manifestazioni, soprattutto nel Sacramento vivo del suo
corpo e del suo sangue, e a fare nostro il progetto di Dio per
collaborare con Lui nella salvezza dei giovani.
Don Pascual Chávez
IMMAGINI:
1 Maria Ausiliatrice
/
2 Don Pascual Chavez, durante la celebrazione
dell'Eucarestia nel 24 maggio 2003, festa di Maria Ausiliatrice
a Torino-Valdocco
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-7
VISITA Nr. 