MAESTRA DI SPERANZA E DI GIOIA -
2
3. I
misteri gloriosi educano alla speranza e alla gioia
Mater spei, madre
della speranza, viene invocata Maria. E a ragione. Nellora
della prova, durante la passione, Maria la madre ha seguito e
accompagnato Gesù passo passo fino al sacrificio supremo
sulla croce. Maria è stata fino allultimo discepola
fedele del suo Figlio. Non ha mai interrotto la sequela Christi.
Anzi, proprio in questo periodo, Maria è stata la madre
che ha sostenuto la speranza di chi aveva perduto ogni speranza.
E la sua grande fede fu premiata da Gesù, che per primo
apparve a sua madre.
Nella catechesi mariana di mercoledì 21 maggio 1997, il
Santo Padre Giovanni Paolo II diceva: È [...] legittimo
pensare che verosimilmente la Madre sia stata la prima persona
a cui Gesù risorto è apparso. Lassenza di
Maria dal gruppo delle donne che allalba si reca al sepolcro
(cfr Mc 16,1; Mt 28,1), non potrebbe forse costituire un indizio
del fatto che Ella aveva già incontrato Gesù? Questa
deduzione troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimonianze
della risurrezione, per volere di Gesù, sono state le
donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e
quindi più salde nella fede.3
Che leventuale apparizione del Risorto alla madre non venga
registrata nei Vangeli, viene spiegato col fatto che si tratterebbe
di una testimonianza superflua. 
Il benedettino inglese, Eadmero di Canterbury (1064-1124), a
questo proposito, afferma: Se vi fosse scritto [nei Vangeli]
che alla Madre del Signore, alla Regina del mondo, lo stesso
Figlio suo, risorgendo dai morti, è apparso come ad uno
qualsiasi e lha in questo modo informata della sua risurrezione,
chi non giudicherebbe superflua questa testimonianza scritta?
È come se mettesse la Regina del cielo e della terra e
di ogni creatura sullo stesso piano del tale o talaltro, uomo
o donna che sia, ai quali Gesù apparve.4
In realtà, Gesù Risorto che appare per primo a
sua Madre è un tema caro alla pietà sia occidentale
sia orientale. Abbiamo testimonianze di ciò fin dal primo
millennio dellera cristiana.
Il poeta latino Sedulio (prima metà del secolo V), nel
suo Carme pasquale, riporta la prima apparizione del Cristo risorto
a Maria: Il Signore si mostrò innanzitutto al suo
sguardo [di Maria] quando si presentò apertamente nella
luce, affinché la buona madre, divulgando i grandiosi
miracoli, essendo stata un giorno la via per la sua prima venuta,
diventasse anche il segno del suo ritorno.5
Nel secolo VI, il vescovo Cesario di Arles, in uno dei suoi sermoni,
paragonando Maria alla luna e San Giuseppe e gli undici apostoli
al sole e alle undici stelle del sogno di Giuseppe dellA.T.
(cfr Gn 37,9-13), afferma che questo sogno si è realizzato
nella risurrezione di Gesù: Questo sogno non si
adempì per quel Giuseppe, mentre i misteri di quel sogno
si sono adempiuti nel nostro Giuseppe, cioè nel Signore
nostro Gesù Cristo. Infatti il sole, la luna e le undici
stelle lo hanno adorato quando dopo la risurrezione la santa
Madre, come luna, e il beato Giuseppe, quasi come il sole insieme
alle undici stelle, cioè i beati Apostoli, si sono curvati
e prostrati davanti a lui, portando a compimento la profezia
che aveva detto: «Lodatelo, sole e luna, lodatelo, voi
tutte, fulgide stelle» (Sal 148,3).6
Nel vangelo apocrifo di Gamaliele (sec. VI), si narra di Santa
Maria che non trova il corpo di Gesù nel sepolcro: Ma
poi apparve la luce e, mentre ella nel suo cuore era afflitta
e addolorata, un forte profumo di aromi si effuse dal lato destro
dellingresso del sepolcro. Sembrava che si sprigionasse
il profumo dellalbero della vita. La Vergine si voltò,
guardò al lato destro della tomba presso una spirale dincenso
e vide il buon Dio, là, in piedi, con un abito molto bello
di porpora celeste.7
Giorgio di Nicomedia (sec. IX) loda Maria, come colei che fu
la prima a vedere il Figlio risorto e a provare la gioia
della risurrezione vivificatrice.8
Un theotokion, composto dallimperatore Costantino VII Porfirogenito
(sec. X), così loda la Beata Vergine: Ti sei rallegrata
con i discepoli, o Vergine Madre di Dio, perché hai visto
Cristo risuscitato dal sepolcro il terzo giorno, come egli aveva
predetto. Manifestatosi anche ai discepoli, egli li ammaestrò
e insegnò loro le cose migliori, dando loro lordine
di battezzare nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo e a
noi di credere nella sua risurrezione e di glorificare te, o
Fanciulla.9
Uno scrittore copto del secolo VIII immagina un dialogo tra Maria
e il suo figlio divino. A Maria spaventata dal fulgore del risorto,
Gesù risponde: «O madre mia, che mi portasti
nel tuo seno per nove mesi e cinque giorni, che mi portasti sul
dorso, che mi nutristi del latte delle tue mammelle, più
dolce del miele e dello zucchero, più bianco del latte,
più limpido dellacqua del giardino dellEden,
cosa farò per te, o Maria, madre mia, per quale opera
mi hai chiamato? Quale domanda ti devo accordare? cosa vuoi da
me, cosa devo fare per te?». La Vergine benedetta rispose
al figlio diletto: «Mio figlio e mio diletto, mio Signore
Gesù Cristo, mio Dio, mio Salvatore e mio Sovrano; tu
sei la mia speranza, il mio rifugio, la mia forza: è in
te che metto la mia fiducia [...]; sei tu che menzionerò
in ogni tempo e alla fine dei giorni; tu sei nato da me per tua
propria volontà e con il consenso di tuo Padre e dello
Spirito Santo. Ora, mio Signore, ascolta la mia preghiera e la
mia richiesta, presta lorecchio alle parole che la mia
bocca sta per pronunciare».10
Nella nostra tradizione latina, questo evento è stato
registrato sia negli Esercizi Spirituali di SantIgnazio
di Loyola, che nella prima meditazione della quarta settimana
che pone la contemplazione su Come Cristo nostro Signore
apparve alla Madonna (n. 218-219; 299); sia nella pietà
popolare, nella nota processione dellIncontro del Risorto
con la Madre, allalba della domenica di Pasqua (il Salubong
della tradizione filippina).
Il significato di questo straordinario mistero glorioso viene
spiegato
dal Santo Padre con queste parole: Presente sul Calvario
durante il Venerdì Santo (cfr Gv 19,25) e nel cenacolo
a Pentecoste (cfr At 1,14), la Vergine Santissima è probabilmente
stata testimone privilegiata anche della risurrezione di Cristo,
completando in tal modo la sua partecipazione a tutti i momenti
essenziali del Mistero pasquale. Accogliendo Gesù risorto,
Maria è inoltre segno di anticipazione dellumanità
che spera nel raggiungimento della sua piena realizzazione mediante
la risurrezione dai morti. Nel tempo pasquale la comunità
cristiana, rivolgendosi alla Madre del Signore, la invita a gioire:
«Regina Coeli, laetare, Alleluia!», «Regina
dei cieli, rallegrati, Alleluia!». Ricorda così
la gioia di Maria per la risurrezione di Gesù, prolungando
nel tempo il «rallegrati» rivoltole dallAngelo
allannunciazione, perché divenisse «causa
di gioia» per lintera umanità.11
Gioia e speranza sono esperienze vissute da Maria, che, come
madre, modello e maestra della Chiesa, insegna a tutti i suoi
figli.
Il poeta Charles Péguy riassume bene questo in una sua
preghiera alla Vergine: A colei che è infinitamente
ricca. / Perché è anche infinitamente povera. /
[...] A colei che è infinitamente giovane. / Perché
è anche infinitamente madre. / [...] A colei che è
infinitamente gioiosa. / Perché è anche infinitamente
dolorosa. / Settanta e sette volte settanta volte dolorosa. /
A colei che è infinitamente commovente. / Perché
è infinitamente commossa. / A colei che è tutta
Grandezza e tutta Fede. / Perché è anche tutta
Carità. / A colei che è tutta Fede e tutta Carità.
/ Perché è anche tutta Speranza.12
4. Le
sette gioie di Maria e la nostra speranza
La celebrazione di Maria è
una caratteristica della Chiesa indivisa. Filippo il Cancelliere
(sec. XIII) ha un opuscolo dedicato alle sette gioie della Beata
Vergine. In realtà, si tratta di sette invocazioni a Maria,
madre e maestra della nostra gioia e della nostra speranza. Eccole,
in un nostro adattamento.
1. Ave, Maria, piena di grazia, tempio della Trinità,
ornamento della suprema bontà e misericordia. Per questa
tua gioia noi ti preghiamo di meritare che Dio Trinità
abiti sempre nel nostro cuore e ci accolga nella terra dei viventi.
2. Ave, Maria, Stella del mare. Come il fiore non perde la bellezza
a causa del profumo che emana, così tu non perdi il candore
della verginità per la nascita del Creatore. O Madre pia,
per questa tua seconda gioia, sii nostra maestra nellaccogliere
Gesù nella nostra vita.
3. Ave, Maria, la stella che vedi fermarsi sul bambino Gesù
ti invita a rallegrarti perché tutte le genti adorano
il tuo Figlio. O stella del mondo, fa che anche noi possiamo
offrire a Gesù loro della purezza della nostra mente,
la mirra della castità della nostra carne, lincenso
della preghiera e delladorazione continua.
4. Ave, Maria, una quarta gioia ti è concessa: la risurrezione
di Gesù il terzo giorno. Questo evento rafforza la fede,
fa rinascere la speranza, concede la grazia. O Vergine, madre
del Risorto, effondi preghiere a tutte le ore affinché,
grazie a questa gioia, al termine della nostra vita, siamo riuniti
ai cori beati dei cittadini del cielo.
5. Ave, Maria, hai ricevuto una quinta gioia, quando hai visto
il Figlio salire alla gloria. Attraverso questa gioia imploriamo
di non sottometterci alle potenze del demonio, ma di salire al
cielo, dove finalmente possiamo godere con te e con il Figlio
tuo.
6. Ave, Maria, piena di grazia. La sesta gioia te la dona lo
Spirito Santo Paraclito, quando discende dallalto a Pentecoste
sotto forma di lingue di fuoco. Per questa tua gioia noi speriamo
che il Santo Spirito bruci col suo fuoco di grazia i peccati
causati dalla nostra cattiva lingua.
7. Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Alla
settima gioia Cristo ti ha invitato quando ti ha chiamato da
questo mondo al cielo, innalzandoti al di sopra di tutti i cori
celesti. O Madre e Maestra, intercedi per noi affinché
anche noi siamo innalzati al sommo delle virtù della fede,
della speranza, della carità per poter un giorno essere
uniti ai cori dei beati nella gioia eterna.
Preghiamo
Signore Gesù Cristo, che ti sei degnato di rallegrare
la gloriosa Vergine Maria con questa gioia settiforme, concedimi
di celebrare devotamente queste medesime gioie, affinché,
mediante la tua materna intercessione e i suoi meriti gloriosi,
io possa essere sempre liberato da ogni tristezza presente e
meritare di gioire eternamente della tua gloria, insieme a lei
e a tutti i tuoi santi. Amen.
Angelo Amato, SDB
IMMAGINE:
1 Scene
della vita di Maria di Nazaret
2 Invoronazione
di Maria V., del Beato Angelico, Louvre, Parigi
1 Paolo VI, Lettera enciclica Marialis cultus (1974), n.
21.
2 R. Guardini, Il rosario della Madonna, Morcelliana, Brescia
19945, p. 60-62.
3 Giovanni Paolo II, Maria nel mistero di Cristo e della
Chiesa, LEV, Città del Vaticano 1998, p. 172.
4 Testi mariani del secondo millennio, vol. III p. 121.
5-6-7-8-9-10 Testi mariani del primo millennio, vol. III
p. 426; vol. III p. 573-574; vol. I p. 890; vol. II p. 768; vol.
II p. 948; vol. IV p. 768.
11 Giovanni Paolo II, Maria nel mistero di Cristo e della
Chiesa, p. 173.
12 Maria. Testi teologici e spirituali dal I al XX secolo,
Mondadori, Milano 2000, p. 1355-1356.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2001-6
VISITA Nr. 