MARIA E LA SACRA SCRITTURA
Maria Santissima
deve essere molto amata e onorata, ma con una devozione che,
per essere autentica, deve essere ben fondata sulla Scrittura.
Così si esprimeva Giovanni
Paolo II, il 24 settembre scorso, nellomelia che abbiamo
scelto come traccia per la verifica della nostra devozione mariana.
Siamo dunque rimandati, dallinsegnamento autorevole del
Papa alla Sacra Scrittura, per fondare su di essa la nostra devozione
mariana.
Dobbiamo innanzitutto notare e prendere molto sul serio la parola
fondamento, perché ci dice che, se la devozione
mariana non ha queste basi solide, essa è destinata alla
rovina.
Viene spontaneo pensare, a questo proposito, alla parabola delle
due case, con cui Gesù, nel Vangelo di Matteo
conclude il Discorso della Montagna.
Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà
simile a un uomo intelligente, che ha costruito la sua casa sulla
roccia. È venuta la pioggia, sono straripati i fiumi,
i venti hanno soffiato con violenza contro quella casa, ma essa
non è crollata, perché le sue fondamenta erano
sulla roccia... Al contrario, chi ascolta queste mie parole e
non le mette in pratica, sarà simile a un uomo sciocco,
che ha costruito la sua casa sulla sabbia. È venuta la
pioggia, sono straripati i fiumi, i venti hanno soffiato con
violenza contro quella casa, e la casa è crollata. E la
sua rovina è stata completa (Mt 7,24-27).
Gesù, evidentemente come emerge dal contesto
parla del discepolo e del suo atteggiamento nei riguardi della
Parola del Maestro, ma possiamo senza forzature
applicare questa immagine delle due case al fondamento
della nostra devozione mariana, perché Maria di Nazaret
è come emerge dal Vangelo una creatura totalmente
fondata sulla Parola di Dio.
Paolo VI, nella Marialis Cultus, la definisce Vergine in
ascolto.
Un altro testo, che ci può illuminare, è il prologo
del Vangelo di Luca, dunque di uno degli evangelisti più
attenti al mistero della Vergine Maria, dove si dice: Anchio
mi sono deciso di fare ricerche accurate su tutto, risalendo
fino alle origini. Ora, o illustre Teofilo, ti scrivo tutto con
ordine, e così potrai renderti conto di quanto sono solidi
gli insegnamenti che hai ricevuto.
Proprio per questo, Luca scriverà il suo Vangelo; per
intanto, egli ci confida la sua preoccupazione circa la solidità
della fede (di Teofilo e dei suoi futuri lettori) fondata
questa solidità della fede sulla esatta conoscenza
dei fatti, riguardanti Gesù, come risulterà dal
seguito del racconto.
Il Papa, dunque, ci rinvia al testo della Sacra Scrittura, per
fondare la nostra devozione mariana... ma già il Concilio
Ecumenico Vaticano II, nel capitolo VIII della Lumen Gentium,
ci aveva rimandato alla Sacra Scrittura, alla Bibbia, per parlarci
de La Beata Vergine Maria, Madre di Dio, nel mistero di
Cristo e della Chiesa.
Anzi, proprio in questo documento solenne del Magistero della
Chiesa (quale appunto è una Costituzione conciliare),
viene delineata, per la prima volta nella storia dei Concili,
una immagine biblica di Maria, secondo i dati dellAntico
e del Nuovo Testamento.
Il Concilio dunque insegna che I libri dellAntico
e del Nuovo Testamento (e la veneranda Tradizione) mostrano in
modo sempre più chiaro, la funzione della Madre del Salvatore,
nelleconomia della salvezza e ce la mettono quasi davanti
agli occhi (LG 55).
Una obiezione, che può sorgere spontaneamente in noi,
e riguarda specialmente lAntico Testamento, si formula
sostanzialmente così: come può lAntico Testamento
parlare della Vergine Maria, se essa non cera ancora; essa
infatti apparirà come aurora della salvezza
e del Nuovo Testamento?
A questa nostra obiezione, il Concilio risponde così:
I libri dellAntico Testamento descrivono la storia
della salvezza, nella quale viene preparandosi la venuta di Cristo
nel mondo. E questi primi documenti, come sono letti nella Chiesa
e come sono capiti alla luce della ulteriore e piena rivelazione,
passo passo, mettono sempre più chiaramente in luce la
figura di una Donna: la Madre del Redentore (LG 55).
Dopo questa affermazione generica, il Concilio Vaticano II passa
a determinare, in concreto, quali sono i passi biblici mariani
dellAntico Testamento. Sono cinque:
1. La Donna,
Madre del Redentore = Genesi 3,15
2. La Vergine-Madre dellEmmanuele = Isaia 7,14-16
3. Colei che dovrà dare alla luce il Messia in Betlemme
= Michea 5,2-3
4. Colei che primeggia tra gli umili e i poveri del Signore
5. Colei che è leccelsa Figlia di Sion.
Ritorneremo su questi testi,
qui appena accennati. Per intanto, contempliamo quasi
in dissolvenza il volto di questa Donna, oggetto
del progetto di Dio, oggetto della sua preveggenza, del suo amore
preveniente.
Possiamo sintetizzare quanto abbiamo detto, con una immagine.
Nel cortile di Valdocco, vicino ad una delle porte laterali del
Santuario, cè una lapide che ricorda la visita di
Giovanni Paolo II, nei primi giorni di settembre, del 1988, anno
centenario della morte di Don Bosco.
Al vertice della lapide, raffigurati nel bronzo, ci sono due
volti: quello del Papa in primo piano, quello di Don Bosco in
secondo piano. Così procede anche lAntico Testamento,
nel parlare di Maria: mentre traccia i lineamenti spirituali
del futuro Messia... delinea già, in lontananza, il volto
della Donna che sarà sua Madre.
Giovanni
Zappino sdb
(continua)
Immagine:
Maria
e la Bibbia, di Rogez van der Weiden (1400-1464)
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2001-3
VISITA Nr. 