MARIA E LA SACRA SCRITTURA
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Dei cinque testi mariani
dellAntico Testamento,
indicati al capitolo VIII della Lumen Gentium, ne abbiamo
presi in considerazione tre:
il
Protoevangelo = Genesi 3;
lannuncio dellEmmanuele = Isaia 7;
la profezia di Michea su Betlemme = Michea 5.
Il testo della Lumen Gentium
continua dicendo ancora: Maria è colei che primeggia
tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono
e ricevono da Lui la salvezza (LG 55).
Per comprendere, in tutta la sua portata, questa affermazione,
è necessario tenere presente che nella storia della
salvezza, delineata dai libri dellAntico Testamento
progressivamente si distingue un gruppo di persone, qualificate
dalla Bibbia come poveri del Signore, gli anawim.
Questi poveri del Signore sono lIsraele secondo
lo spirito, ossia coloro che attendono la venuta del Messia-Redentore,
nellumiltà, nella povertà, nel distacco da
tutto ciò che non è Dio.
Tali furono, per esempio: Giuseppe, sposo di Maria: Zaccaria
ed Elisabetta, genitori di Giovanni Battista: Simeone ed Anna,
due anziani personaggi che incontriamo nel tempio di Gerusalemme,
secondo il racconto di Luca (cfr Lc 2,25-36).
Anzi, questo Vangelo di Luca è ricco di queste umili figure,
che si possono qualificare come poveri del Signore.
Questa corrente dei poveri del Signore, alimentata
dalle esortazioni dei profeti, si era andata sempre più
affermando e raffinando spiritualmente, attraverso le prove,
sia collettive che personali, nellesilio e nel periodo
successivo allesilio.
Nella umiliazione, i profeti indicano la via della esaltazione;
nella povertà, scoprono il segreto della vera ricchezza;
nel distacco, da tutto ciò che è umano e temporaneo,
segnalano il mezzo per possedere ciò che è divino
ed eterno.
È sopra queste persone spiegano i profeti
che si posano gli occhi del Signore, poiché essi sono
oggetto di amore e di benevolenza.
Ebbene tra i poveri del Signore primeggia
Maria , Essa anzi sta alla testa di questa categoria di
persone. Essa è il punto luminoso, nel quale sboccia la
corrente spirituale dellIsraele secondo Dio, perché
Essa lo sintetizza e lo incarna mirabilmente in se stessa e ne
è come la personificazione, preparata da Dio per compiere
in sé e dare alla luce il Messia-Redentore. Essa, infatti,
innanzi allannuncio dellangelo, si attribuisce un
titolo solo, quello di serva del Signore.
NellAntico Testamento, anche il popolo dIsraele è
spesso chiamato servo del Signore. Maria, perciò,
come serva del Signore è la personificazione
dIsraele, anchesso servo del Signore.
Essa, inoltre, attesta che il Signore ha guardato allumiltà
(= tapeinosis anawa) della sua serva. Per questo,
la più povera tra i poveri del Signore è
diventata la più ricca spiritualmente, nientemeno che
la Madre del Signore; da un abisso di bassezza, è
stata innalzata al vertice dalla grandezza. Veramente il Signore
ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili.
I poveri del Signore sono diventati ricchi, davanti
a Dio, e alla testa di questi vi è Maria!
Maria eccelsa Figlia di Sion
Questa figlia di Sion di cui parla, per la prima volta il profeta
Michea (4,8,10) E a te, Torre del gregge, colle della figlia
di Sion..., e dopo di lui Geremia (31,22-23) e, in modo
tutto particolare Sofonia (3,14-18) è la rappresentante,
la personificazione del popolo eletto, ossia la comunità
dellantico Israele, specialmente considerata come il luogo
della presenza di Dio, come colui che vive, soffre, opera nella
viva attesa di dare alla luce il Messia... (cfr Sofonia: in
mezzo a te letteralmente = nelle tue viscere).
Questa figlia di Sion dellAntico Testamento, in Maria,
cessa di essere un simbolo del popolo di Israele, per diventare
una persona fisica, Colei che ha avuto nel suo grembo, il Dio
Salvatore Gesù.
Come appare dalle parole del Vangelo di Luca, nel racconto dellAnnunciazione
letto non frettolosamente, ma con attenzione, cogliendone
tutti i richiami e le allusioni allAntico Testamento
esse riecheggiano le parole del profeta Sofonia, rivolte alla
Figlia di Sion.
Maria, quindi, per levangelista Luca è la vera
Figlia di Sion, la personificazione più bella dellIsraele
ideale, in cui la presenza di Jahwè che salva raggiunge
la pienezza del suo significato.
In tal modo, la presenza di Maria nella Bibbia, ci appare sotto
una luce nuova. Essa sarà nel Nuovo Testamento la realizzazione
più piena della Figlia di Sion dellAntico Testamento.
Essa sarà la parte più pura e santa della comunità
credente dellAntico Testamento, che incentra in sé
tutta la preparazione dellAntica Legge, e la conduce allo
splendore del Nuovo Testamento.
Un recente intervento di Giovanni Paolo II può sintetizzare
felicemente quanto ho cercato di dire. Maria, che ha avuto
la missione della divina maternità e gli eccezionali privilegi,
che la pongono al di sopra di ogni altra creatura, si sente innanzitutto
l«Ancella del Signore» e si dedica totalmente
al servizio del Figlio divino. E si fa anche, con pronta disponibilità,
«serva» dei fratelli, come alcuni episodi evangelici
dalla Visitazione alla nozze di Cana ci fanno ben
intravedere (Giovanni Paolo II - Omelia del 24 settembre
2000).
Il primato di Maria è radicato nella sua umiltà.
Proprio in questa umiltà, è stata raggiunta da
Dio, che lha colmata dei suoi favori, facendone la piena
di grazia. Essa stessa, perciò, confessa nel Magnificat:
Ha guardato allumiltà della sua serva... grandi
cose ha fatto in me lOnnipotente.
Giovanni
Zappino SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-5
VISITA Nr. 