MARIA
E LA SACRA SCRITTURA - 2
Nellarticolo
del mese precedente abbiamo ricordato che i passi mariani
dellAntico Testamento, citati dal capitolo VIII della Lumen
Gentium sono cinque.
Ora leggiamo ciò che
esattamente afferma il Concilio Vaticano II in proposito:
Sotto
questa luce, essa (= la Madre del Redentore) viene già
profeticamente adombrata dalla promessa, fatta ai progenitori,
caduti in peccato, circa la vittoria sul serpente (cf Gen 3,15).
Parimenti, questa è la Vergine che concepirà
e partorirà un Figlio, il cui nome sarà Emmanuele
(cf Is 7,14; Mic 5,2-3; Mt 1,22-23).
Essa (= la Vergine Maria) primeggia tra gli umili e i
poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono
da Lui la salvezza.
E infine, con Lei «eccelsa Figlia di Sion»,
dopo la lunga attesa della promessa, si compiono i tempi e si
instaura una nuova Economia, quando il Figlio di Dio assunse
da Lei la natura umana, per liberare, coi «misteri della
sua carne», luomo dal peccato (Lumen Gentium
55).
Fin qui il testo dottrinale
della Costituzione Conciliare. La prospettiva, secondo la quale
dobbiamo leggere i brani citati, è già stata indicata
precedentemente dal Concilio, con queste parole: Questi
primi documenti, come sono letti nella Chiesa e sono capiti,
alla luce dellulteriore e piena rivelazione, progressivamente
mettono sempre più in luce la figura di una Donna,
misteriosa e straordinaria: la Madre del Messia.
Esaminiamo ora i singoli testi:
1º
Testo: Genesi 3,15
(citato dal Concilio)
Il vaticinio, fatto da Dio stesso, ai nostri progenitori e al
serpente, subito dopo il primo peccato, la prima trasgressione,
è stato chiamato, fin dalla metà del XVII secolo,
Protoevangelo, ossia prima promessa di salvezza,
primo lieto annunzio. Lo sentiamo leggere nella prima lettura
della Messa nel giorno
dellImmacolata
ed è considerato come la prima profezia dellAntico
Testamento, la regina di tutte le profezie! Una donna, con la
sua discendenza (seme) appare vincitrice del serpente.
Possiamo ora domandarci legittimamente: chi è quella Donna
di cui si parla nel vaticinio? È Eva? È Maria?
È Eva e Maria insieme?
La fede della Chiesa rimanda ultimamente a Maria, perché
la stirpe della donna che vincerà il serpente
(= Satana) è Cristo Redentore, dunque la Donna, di cui
si parla, è la Madre del Redentore.
Se come molti studiosi pensano la redazione del
testo è da collocare al tempo dellesilio (Sec. VI),
il versetto 15 può opportunamente considerarsi una rilettura
di Is 7,14.
La Donna in tal caso, è una persona ben precisa: lattesa
Madre del Messia. Tale comunque appare, alla luce del Nuovo Testamento,
dove Maria è designata con lappellativo di Donna
(cf Gv 2,4; 19,26) e soprattutto dallintera Tradizione
cristiana.
2º
Testo: Isaia 7,14
Due re, quello di Damasco (Aram) e quello di Samaria (Israele),
invadono la Giudea e minacciano di sterminare la stirpe regale
di Davide per mettere sul trono il figlio di Tabeel.
Il re di Giuda (Acaz) è preso dal terrore, ma, invece
di porre la sua fiducia in Dio, la ripone in soccorsi umani e
cerca alleanze con lAssiria. Allora Dio gli invia il profeta
Isaia a rassicurarlo che liniquo progetto dei due re non
riuscirà. Isaia, per confermare quanto ha detto, invita
Acaz a chiedere un segno a Dio, ma il re ipocritamente
si rifiuta per non tentare Dio, in realtà
perché non crede in Dio.
Nonostante il rifiuto del re, Dio conferma la sua fedeltà
a Davide e promette che conserverà la stirpe regale di
Davide,
la libererà dal pericolo incombente. Pegno e segno di
ciò è
il verginale concepimento e
la nascita verginale dellEmmanuele dalla stirpe di Davide.
Malgrado linfedel-
tà degli uomini, ci sarà un erede per Davide.
San Matteo, nel suo Vangelo, registra puntualmente ladempimento
di questa profezia. Ecco perché il testo di Isaia può
essere letto come profezia mariana.
3º
Testo: Michea 5,1-4
E tu Betlemme...
Il profeta Michea, aggiunge alla profezia del suo contemporaneo
Isaia, una circostanza notevole: il luogo della nascita del futuro
Messia, ossia Betlemme di Efrata, in Giudea.
Con le parole fino a che partorisca Colei che deve partorire
il profeta Michea allude sicuramente alla profezia di Isaia sulla
Vergine che concepisce e partorisce un figlio chiamato Emmanuele.
Il testo di Michea, con il riferimento alla partoriente e alla
pace, può dunque considerarsi una rilettura
del testo di Isaia, che rimane il testo fondamentale. Anche lavverarsi
di questo vaticinio di Michea è stato registrato da Matteo,
nel suo Vangelo, nel contesto dellepisodio dei Magi.
In conclusione, leggendo questi primi documenti come sono letti
nella comunità cristiana e come sono compresi, alla luce
della piena rivelazione che si compie in Gesù Cristo,
noi impariamo a conoscere la Vergine Maria, fin dagli inizi della
divina rivelazione.
Comprendiamo, perciò, quanto insegna il Catechismo della
Chiesa cattolica al n. 488: Dio ha mandato suo Figlio (Gal
4,4), ma per preparargli un corpo, ha voluto la libera collaborazione
di una creatura. Per questo, Dio da tutta leternità,
ha scelto, perché fosse la Madre del Figlio suo:
una figlia di Israele ,
una giovane giudea di Nazareth, in Galilea, una
vergine promessa sposa di un giovane della casa di Davide, chiamato
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria (Lc 1,26-27). Cf
Lumen Gentium n. 56.
Giovanni
Zappino SDB
IMMAGINE:
La Vergine Immacolata - Dipinto di
Miglio (1841) Istituto Immacolata - Novara
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2001-4
VISITA Nr. 