LA DONNA DAL CUORE ECUMENICO
Il cuore buono di Maria
Ogni anima ti magnifichi
, o madre di dolcezza, e ogni lingua di genti pie
esalti nei secoli eterni la beatitudine del tuo Cuore, dal quale
scaturì la nostra salvezza.1
Così esalta Maria il benedettino tedesco Egberto di Schönau
( 1184), fratello della famosa veggente Elisabetta di Schönau
(1129-1165).
Il cuore della beata Vergine è il santuario dello Spirito
Santo, il tempio della carità divina trinitaria. Il cuore
della Piena di grazia e della Tuttasanta
è un cuore buono, semplice, aperto, accogliente,
immacolato, tenero, compassionevole, dal momento che ella ha
avuto dentro di sé la sorgente stessa della bontà
insieme ad ogni pienezza di grazia.2
Maria è la donna dal cuore nuovo (cf Ez 11,19),
dal cuore di carne (cf Ez 30,26). È la madre
il cui cuore è aperto a tutti i suoi figli.
Nel santuario di Monte Berico, a Vicenza, la veneranda statua
della Madonna esprime bene questo atteggiamento di Maria, che
con le braccia aperte allarga il suo manto a protezione di tutti
coloro che vi si rifugiano. Nessuno viene escluso da questo abbraccio
materno.
Il cuore di Maria è un cuore che accoglie tutti i suoi
figli, a lei affidati da Gesù sul Calvario.
Mater
unitatis
Per questo la liturgia della
Chiesa invoca Maria come la Mater unitatis. Così
la chiamava Paolo VI, così continua a chiamarla la Chiesa
che vede in lei una cooperatrice al grande mistero dellunità
realizzatosi nellincarnazione del suo Figlio. Maria, vergine
e madre, è immagine perfetta dellunica e indivisa
Chiesa di Cristo.
Se Gesù prega il Padre perché tutti siano
una cosa sola (cf Gv 17,21), Maria, la madre dei discepoli
del Figlio e della Chiesa una, santa e cattolica, coopera anchessa
con la sua intercessione materna a realizzare questa preghiera
di Gesù. Per Maria tutti i battezzati sono figli della
Chiesa e quindi figli suoi.
Ed è un fatto, che tutti i cristiani la onorano in modo
straordinario. In questo Oriente e Occidente sono concordi nella
venerazione della Beata Vergine, nella quale vedono un paradigma
insuperabile di atteggiamenti cristiani e dalla quale implorano
aiuto e protezione.
Lode a Maria
in Oriente e in Occidente
Un inno etiopico, usato anche
nellufficio canonico delle Ore, così loda Maria:
O tu, il cui pensiero è pieno di tenerezza e il
cui costume è di amare gli uomini, tu, interceditrice
di grazie, o Maria, circondata dalla croce come da cinta! Orsù,
venite incontro alla Figlia di Davide, di Giuda. Ecco che essa
viene, eccola insieme al Figlio! Come offerta intrecciamo danze
davanti alla sua immagine. Ogni mattina essa sembra essere un
nuovo ospite.
O tu, il cui pensiero è pieno di tenerezza, scrigno del
Signore, tu che la sua destra ha costruito, abbi pietà
di me, Vergine! Siimi in ogni tempo propizia. Se tu hai di me
pietà, chi potrà condannarmi? Il Giudice del corpo
e dellanima non è Figlio tuo?.
Theotókos, Odigitria, Déisis, Regina degli angeli,
Trono della Trinità, Cooperatrice di Gesù, Educatrice
della Chiesa, Madre e Consolatrice degli afflitti sono questi
alcuni dei mille titoli che la pietà orientale e occidentale
tributa a Maria.
Pietro di Blois ( dopo il 1204) così parla di Maria
Madre ed educatrice della Chiesa: Cristo aveva lasciato
temporaneamente sulla terra la Madre sua affinché trasmettesse
ai discepoli tutte le esperienze che, in modo più familiare,
aveva vissuto con il Figlio e che aveva custodito a lungo nel
suo cuore, e, dopo aver schiacciato il capo dellantico
serpente, secondo il vecchio oracolo (cf Gn 3,15), inculcasse
nel cuore dei credenti una fede e un amore più radicati
e forti verso Cristo; e conducesse al Figlio suo la Chiesa di
Cristo senza macchia e senza ruga; quella Chiesa che, nel momento
dellascensione di lui, ella aveva ricevuto perché
la istruisse.
Atteggiamento
di ammirazione verso la Beata Vergine
Anche la Riforma, che ha forti
riserve sulla pietà mariana cattolica e ortodossa, non
può fare a meno di riscoprire il fondamento biblico e
conciliare della figura di Maria.
Lutero, nel suo noto Commento al Magnificat, vede in lei la creatura
più aperta alle grazie dello Spirito Santo.
Introducendo il suo commento così scrive: Per comprendere
questo sacro inno di lode nella sua struttura cè
da osservare che la Vergine Maria parla a partire dalla propria
esperienza, nella quale venne illuminata e edotta dallo Spirito
Santo [...]. Dopo aver sperimentato di persona che Iddio opera
in lei grandi cose, sebbene essa fosse piccola, insignificante,
povera e disprezzata, lo Spirito Santo le insegna questa profonda
conoscenza e sapienza, che cioè Iddio è un Signore
siffatto che nullaltro ha da fare se non elevare ciò
che è basso, abbassare ciò che è alto e,
in breve, spezzare ciò che è fatto e fare ciò
che è spezzato.1
Tra le preghiere della Comunione anglicana, cè un
Prefazio per le feste della Vergine che recita: E ora ti
rendiamo grazie [o Dio], perché scegliendo la Beata Vergine
per essere la madre di tuo Figlio, tu hai esaltato i piccoli
e gli umili. Il tuo angelo lha salutata come altamente
favorita; con tutte le generazioni la chiamiamo beata e con lei
ci rallegriamo e magnifichiamo il tuo santo nome.
Nelle trentasette chiese e province autonome della Comunione
anglicana viene quasi universalmente celebrata la festa del quindici
agosto o, in sua vece, la festa dellotto settembre. Una
delle chiese anglicane più dichiaratamente mariane, quella
di Papua Nuova Guinea, include nel suo Prayer Book ufficiale
(1991) i testi dellAve Maria, dellAngelus e del Regina
Coeli.
Maria è presente nella Chiesa perché essa è
presente nel mistero dellincarnazione del Verbo allannunciazione,
alla visita a Elisabetta, nel canto del Magnificat, nel servizio
di intercessione materna a Cana, nella vocazione a diventare
madre della Chiesa al Calvario, nellesperienza dellunità
della Chiesa a Pentecoste, nella storia bimillenaria della Chiesa
come sacramento universale di salvezza.
Maria, simbolo
di unità ecclesiale
La profezia di Maria nel Magnificat
è la profezia dellunità: Tutte le genti
mi chiameranno beata (cf Lc 1,48). Nonostante reticenze,
differenze e rifiuti che ancora esistono in alcune comunità
cristiane nei confronti della Beata Vergine resta il fatto
che tutti i cristiani lodano la sua fede, imitano il suo atteggiamento
di speranza e di carità, magnificano la sua corrispondenza
alla grazia dello Spirito e, almeno la maggior parte di loro,
implora la sua intercessione materna sulla Chiesa e sul mondo.
Una riflessione storica, biblica e dottrinale serena non trova
incompatibilità irriducibili nella comprensione di Maria
da parte delle comunità cristiane, anche se permangono
divergenze teologiche e pratiche, soprattutto legate allappello,
alla tradizione, allo sviluppo del dogma e al ruolo del magistero.
Tuttavia conclude in modo perentorio il Gruppo di Dombes
il nostro lavoro ha mostrato che in Maria niente
permette di fare di lei il simbolo di quel che ci separa.2
Angelo
Amato SdB
1 M. Lutero,
Commento al Magnificat, Servitium, Sotto il Monte (BG) 1997,
p. 14.
2 Gruppo di Dombes, Maria nel disegno di Dio e nella comunione
dei santi,
Edizioni Qiqaion, Bose 1998, p. 173.
RIVISTA MARIA AUSILIALITRICE
2000-1
VISITA Nr. 