MARIA SEDE DELLA SAPIENZA
Dire che Maria è la
sede della Sapienza significa guardare anzitutto allevento
dellIncarnazione. Solo così riusciremo a comprendere
appieno il senso di questo titolo mariano.
Sede indica
la dimora, e quindi rimanda immediatamente al senso di famiglia.
Come per dire che chi è vicino alla Vergine è di
casa nella Sapienza, è familiare con la Sapienza
stessa. Ma sede indica anche deposito, latto del sedimentare,
il mettere le fondamenta.
La sede, dunque,
è il luogo della durata, è il luogo prescelto per
riporvi qualcosa di prezioso. Ma è anche memoria e testimonianza
di avvenimenti, di epoche lontane.
Nella sede si mettono radici:
nella terra il seme resta, fa la sua sede per poter dare il fiore
e il
frutto,
cioè la gratuita bellezza che ristora lanima e il
nutrimento per la vita nel tempo.
Ora, è proprio delluomo il mettere radici, cercare
stabilità. Luomo vive tutta la sua esistenza cercando
una stabile dimora per il suo spirito. Per questo, Maria quale
sede della Sapienza, è il luogo preferito dal cristiano
che desidera costruire la sua casa sulla roccia, che è
poi Cristo.
Maria Santissima,
Vergine e Madre, è questa terra fruttifera nella quale
è seminato il Verbo. Limmagine è di Santa Caterina da Siena Dottore della Chiesa.
Così Ella prega nel giorno dellAnnunciazione:
«Tu,
Maria, sei quella pianta novella della quale abbiamo il fiore
odorifero del Verbo unigenito Figliuolo di Dio, perché
in te, terra fruttifera, fu seminato questo Verbo».
Maria è
dunque, sede della Sapienza, poiché porta in sé
Colui che è la Sapienza del Padre, Gesù Cristo,
venuto per illuminare ogni uomo.
Ecco perché guardare
a Maria quale sede della Sapienza, significa contemplare anzitutto
lIncarnazione del Figlio che in Maria prende stabile dimora
in mezzo agli uomini e pianta la sua tenda fra noi. Così,
venerare Maria sede della Sapienza è entrare nella tenda
che è Cristo, passare attraverso di Lui che è la
Porta della salvezza.
La Sapienza incarnandosi fa di noi, alberi di morte, alberi di
vita. La Sapienza ci rivela la Verità, cioè il
cuore di Dio, che cosa Dio ha voluto fare creandoci. Questo è
il dono grande della Sapienza: luomo ritrova il perché
del suo esistere, riprende consapevolezza della sua missione
damore: siamo, infatti, creati per lamore e siamo
fatti damore.
Maria è sede della Sapienza,
perché Madre di Cristo Gesù tutto Dio e tutto Uomo.
La Sapienza di cui Maria è sede non è la sapienza,
pur nobile e grande che luomo può conoscere, ma
è la Fonte stessa di ogni umana sapienza: ecco perché
verità e sapienza sono una cosa sola. Scriveva nella Fides et ratio al n°
23 Giovanni Paolo II:
«Nel
Nuovo Testamento, soprattutto nelle Lettere di San Paolo, un
dato emerge con grande chiarezza: la contrapposizione tra la
sapienza di questo mondo e quella di Dio rivelata in Gesù
Cristo.
La profondità
della sapienza rivelata spezza il cerchio dei nostri abituali
schemi di riflessione, che non sono affatto in grado di esprimerla
in maniera adeguata.
Non la sapienza
delle parole, ma la Parola della Sapienza è ciò
che San Paolo pone come criterio di verità e, insieme,
di salvezza. La sapienza della Croce, dunque, supera ogni limite
culturale che le si voglia imporre e obbliga ad aprirsi alluniversalità
della verità di cui è portatrice».
Maria, inoltre, ripete litinerario
di Israele verso la conquista della sapienza, conservando il
ricordo degli eventi riguardanti Gesù e approfondendoli
mediante il confronto: «Maria, da parte sua, serbava tutte
queste cose meditandole nel suo cuore». (Lc 2,19; cfr Lc
2,51).
Maria è la vergine sapiente che non lascia cadere nel
vuoto nulla di quanto Dio le fa incontrare lungo il cammino della
vita e si lascia educare dagli eventi della storia feriale e
quotidiana.
Così ella esercita il suo giudizio e approfondisce la
conoscenza di Gesù che resta anche per lei un mistero
indecifrabile, un «enigma permanente». In lei la
cronaca diventa storia, il fatto si trasforma in simbolo denso
di significato, la maternità si fa discepolato.
Maria non evita gli eventi,
ma si lascia coinvolgere e interpellare da essi: ella passa dallo
stupore al ricordo e allinterpretazione mediante il confronto
dei fatti tra loro e in relazione alla Bibbia, secondo
il metodo sapienziale.
Come la sapienza dellAntico
Testamento conduce il giusto per vie difficili e attraverso la
prova, prima di rivelargli i suoi segreti (cfr Sir 4,16-18),
così Gesù sottopone la madre alla prova nei cosiddetti
cinque
episodi «di rifiuto», o meglio «di evangelizzazione», in cui la invita a trascendere la
carne e il sangue per entrare nella via superiore del Vangelo:
Gesù dodicenne rompe con la stirpe in maniera così
dura che i genitori non capiscono; le parole di ripulsa alla
madre a Cana (cfr Gv 2,4) non consentono interpretazioni edulcorate;
il rifiuto di riceverla quando ella lo va a trovare e il riferimento
agli uditori come a «fratelli, sorelle e madri» di
Gesù (cfr Mt 12,50) devono aver colpito il suo cuore come
una spada; la beatitudine rivolta al seno materno viene di nuovo
rigirata sui credenti (cfr Lc 11,27s.); infine, latto del
sottrarsi a lei (anche se avvolto di molti misteri) nelle parole:
«Donna, ecco tuo figlio» (Gv 19,26) sigilla la lunga
serie dei distanziamenti.
Come discepola
di Cristo, Maria penetra sempre più profondamente nel
disegno della salvezza che si dispiega sotto i suoi occhi, soprattutto
nel mistero della Croce e della Pasqua. Infine, con il dono dello
Spirito, Maria alla Pentecoste raggiunge la massima illuminazione
circa il Figlio risorto e la Chiesa.
Maria risplende perciò
come «sede della sapienza» non solo perché
il suo grembo è stato dimora di Cristo sapienza incarnata,
ma anche e soprattutto perché «possedendo la scienza
spirituale inaccessibile ai ragionamenti umani, con la fede ha
raggiunto una conoscenza sublime» (RM 33).
Da Maria siamo elevati alla
sapienza evangelica e allapprofondimento del mistero della
salvezza. Non si può guardare a lei e restare inerti di
fronte alle «grandi cose» che Dio opera nella storia,
soprattutto al mistero pasquale che rivive ogni giorno nel mondo,
ma anche dinanzi agli eventi feriali della vita.
Lorenzo Villar
IMMAGINI:
1 Maria è sede della Sapienza
immacolata perché ha generato Colui che è larchetipo
e il prototipo della creazione..
2 Nella Risurrezione del Figlio e nellevento
della Pentecoste, Maria raggiunge la piena illuminazione sul
senso della sua chiamata a diventare Madre di Dio. Ella comprende
che Colui che da lei è stato generato al mondo, aveva
da Sé e in Sé creato luniverso e ora laveva
definitivamente redento.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2006 - 9
VISITA Nr.
