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STUDI MARIANI / MARIA e i PADRI della
CHIESA:
MARIA LA NUOVA EVA
Tutti ricordiamo la storica
visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga ebraica di Roma nel
1986. Nellanno del grande Giubileo del 2000, lo stesso
Papa si recò a Gerusalemme e pregò dinanzi al simbolo
della spiritualità giudaica, il Muro del Tempio. Questi
due gesti hanno contribuito a rendere gli Ebrei meno severi nei
confronti dei Cattolici.
Nei primi secoli della vita
della Chiesa, invece, la situazione era ben diversa e gli Ebrei
si mostravano molto ostili nei confronti dei Cristiani. Per questo
motivo, un filosofo palestinese, educato alla cultura greca,
una volta diventato cristiano, scrisse unoperetta per mostrare
agli Ebrei che il rifiuto che essi opponevano al Cristianesimo
era immotivato. Questo filosofo è anche uno dei Padri
della Chiesa, Giustino, che morì poi martire nel 165.
Il titolo dellopera è
Dialogo con Trifone. Questo è il nome del rabbino giudeo
a cui si rivolge. Trifone conosceva molto bene lAntico
Testamento, come Giustino aveva potuto appurare nelle conversazioni
che ebbe con questo maestro dellebraismo antico ad Efeso,
la grande città, oggi in territorio turco e
dove, ai tempi di Giustino, erano presenti una fiorente comunità
cristiana e un folto gruppo di Ebrei. Ricordando quelle discussioni,
Giustino, qualche anno dopo, scrisse il suo Dialogo, citando
molti passi dei Libri Sacri, venerati dagli Ebrei, che noi cristiani
chiamiamo Antico Testamento. Voleva così dimostrare come
essi annunciavano con numerose profezie ciò che si sarebbe
poi realizzato in Cristo.
Seguendo questo procedimento,
introdusse un paragone tra la Vergine Maria con un personaggio
importante del libro della Genesi, Eva. Lo scopo di Giustino
è quello di dimostrare non solo leccellenza della
Madonna ma anche il suo ruolo fondamentale nella storia della
salvezza, che proprio in Cristo, il Figlio di Maria, ha trovato
il suo compimento.
Scrive Giustino:
Il Figlio
di Dio si è fatto uomo per mezzo della Vergine, affinché
la disobbedienza provocata dal serpente fosse annullata attraverso
la stessa vita per la quale prese inizio. Come infatti Eva, che
era vergine e incorrotta, dopo aver accolto la parola del serpente,
partorì disobbedienza e morte, allo stesso modo Maria,
la Vergine, avendo ricevuto dallAngelo Gabriele il buon
annuncio che lo Spirito Santo sarebbe disceso su di lei e che
la potenza dellAltissimo lavrebbe adombrata, concepì
fede e gioia, per cui il nato da lei sarebbe stato il Figlio
di Dio.
Sono solo poche righe eppure
la loro importanza, nella storia della teologia mariana, è
notevolissima. Giustino contrappone due scene: il peccato di
origine e lAnnunciazione, Eva e Maria. Questa contrapposizione
serve a far risaltare il contributo di Maria allopera redentrice
di suo Figlio. Tale contributo è consistito soprattutto
in un atteggiamento spirituale, la sua obbedienza alla Parola
di Dio.
Questa obbedienza, impreziosita dal fatto che nasceva da un cuore
verginale, ha reso possibile lIncarnazione per opera dello
Spirito Santo.
Giustino lascia intendere che
il sì di Maria allannuncio dellAngelo
ha veramente cambiato la direzione della storia: non più
morte per lanima e per il corpo, la triste sorte degli
uomini senza lIncarnazione, ma vita, fede e gioia! Con
questo raffronto tra Eva e Maria, Giustino fa capire che nella
storia della salvezza, raccontata nella Bibbia, esiste una legge.
Questa legge è lanalogia.
Che cosa significa? Significa che i vari eventi con cui Dio chiama
luomo alla salvezza si richiamano e si integrano a vicenda.
Tutti però convergono verso Cristo, il centro e il perfetto
compimento della salvezza. In questo intreccio di eventi e parole,
la Madonna è presente con un suo ruolo insostituibile
e indispensabile.
La Tradizione cristiana, a partire da Giustino, ha
incessantemente
scrutato le Scritture per trovare adombrata la figura della Madonna
in tanti episodi della Bibbia, proprio come lautore del
Dialogo a Trifone era riuscito a scoprire nel parallelismo tra
Eva e Maria.
Il contributo
di Ireneo
Questo paragone piacque tanto
ai successivi Padri della Chiesa che uno di loro, Ireneo di Lione,
non molti anni dopo Giustino, lo riprese e lo approfondì.
Ireneo scrisse unopera voluminosa in cinque libri, intitolata
Contro le eresie.
Negli anni in cui egli visse,
nella seconda parte del secondo secolo, gli gnostici stavano
confondendo le menti di molti cristiani, facendo una specie di
minestrone religioso. Essi, infatti, mescolavano
elementi della Rivelazione cristiana con i miti pagani e con
dottrine della filosofia greca. Una delle conseguenze del loro
insegnamento era questo: per ottenere la salvezza, Cristo non
era necessario, si poteva comprendere Dio e le sue molteplici
manifestazioni e salvarsi facendo ricorso alle proprie forze,
in particolar modo alla propria capacità di conoscere.
Lo gnosticismo era una specie
di new age ante litteram. Pericoloso quello, pericoloso questo.
Ireneo, che era dotato di una grande capacità di contraddire
i suoi avversari, riesce a mostrare come tutta la storia dellumanità
si ricapitola, si riassume in Cristo e nella sua opera di redenzione.
Ed ecco che, a questo punto, anche Ireneo paragona Maria ad Eva
e, a differenza di Giustino, aggiunge anche un secondo parallelismo
che spiega meglio il primo, Cristo ed Adamo.
Era conveniente
e giusto che Adamo fosse ricapitolato in Cristo, affinché
la morte fosse assorbita nellimmortalità e che Eva
fosse ricapitolata in Maria, affinché la Vergine, divenuta
avvocata di unaltra vergine, potesse annullare e distruggere,
con la sua verginale obbedienza, la disobbedienza verginale.
Questo passo di Ireneo, ed
altri ancora simili a questo, illustrano un principio basilare
della fede: Cristo ci ha procurato la salvezza e, per disegno
del Padre, ha voluto la Madonna accanto a sé, come sua
cooperatrice.
Nei secoli successivi, la teologia cattolica ha adoperato unespressione
molto forte per spiegare questa cooperazione di Maria: corredenzione.
Per i Padri della Chiesa, questo
contributo della Vergine Maria allopera del Nuovo Adamo,
cioè suo Figlio il Cristo, appariva giusto e conveniente,
come si esprime Ireneo nel passo che abbiamo citato. Non ci sfugga
che in questo brano santIreneo attribuisce alla Madonna
un titolo che sarebbe poi diventato molto comune tra i cristiani.
Chiama la Madonna avvocata. Non ci spiega ancora
in che cosa consista questa sua prerogativa. È un compito
che sarà illustrato successivamente: la Madonna intercede
per i peccatori, che come Eva non obbediscono alla Parola di
Dio.
Uno studioso contemporaneo,
commentando linsegnamento di Ireneo sulla Madonna, osserva:
La dottrina attuale circa la collaborazione di Maria alla
redenzione degli uomini e alla mediazione della grazia divina
ha le sue lontane ma visibili radici nellinsegnamento del
grande vescovo di Lione. E a questo giudizio volentieri
ci associamo: una meravigliosa sinfonia canta le lodi di Maria,
essa è iniziata nei primi anni della storia della Chiesa
con i Padri della Chiesa, e viene, lungo i secoli e senza sosta,
proseguita da tutti i grandi devoti della Madonna.
Roberto
SPATARO
E-mail: silvaestudiosus@libero.it
Studium Theologicum Salesianum / Gerusalemme

IMMAGINI:
1 La tentazione di fare
a meno di Dio nella costruzione del mondo è una tentazione
profonda che attraversa tutte le generazioni umane. / Adamo ed
Eva, Holbein il giovane (1517), Kunstmuseum, Öffentliche
Kunstsammlung, Basilea.
2 Lespulsione di Adamo ed Eva,
Milani Aureliano (1675-1749). Collezione privata. / La disobbedienza
provocò la caduta e lallontanamento delluomo
da Dio. Lobbedienza di Maria iniziò i tempi del
ritorno delluomo al suo Creatore.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2007 - 11
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