UNA
DONNA VESTITA DI SOLE
La Madonna di Don Bosco è
una regina sì, incoronata da dodici stelle e vestita di
sole, come la donna segno dellApocalisse, anche se non
pronta per abbattere i nemici, ma amorevole, provvidente, con
le braccia aperte per proporre ed offrire il Figlio. Lei, come
una regina amica, vicina, materna, attira lattenzione
sul suo Figlio, come a dirci:
Ecco
colui che è la Via, la Verità e la Vita (Gv
14,6), o con le parole che dice ai servi alle nozze di Cana,
additando Gesù: Fate quello che vi dirà.
Il Figlio, da parte sua, secondo le parole di Don Bosco, ha
le braccia aperte, offrendo così le sue grazie e la sua
misericordia a chi fa ricorso alla sua Augusta Genitrice.
La Madonna
di Don Bosco è vestita di sole, resa potente,
perché immersa in quel mare di luce che è Dio,
immersa nel mistero della Trinità, che illumina la sua
persona e la sua missione. È così che la voleva
il nostro Padre, ed è così che è riuscito
a dipingerla nella pala dellabside il Lorenzone, che mosso
dallemozione esclamò: Non sono io che dipingo,
cè unaltra mano che guida la mia.
Avvolta
di luce
La Madonna di Don Bosco è
immagine della Chiesa, quella celeste che celebra già
le nozze dellAgnello, e quella terrestre che è pellegrina
in questo mondo, dunque immersa nel mistero di Dio e avvolta
dalla sua luce, ma presente
nelle nostre vicende storiche, attenta
ai nostri bisogni, come lo fu alle nozze di Cana per quella coppia
di sposi la cui festa stava per finire prima del tempo per la
mancanza del vino, presente e viva nelle nostre famiglie, come
nelle case salesiane, idealmente raffigurate nella chiesa di
Valdocco.
Come la donna
dellApocalisse, la Madonna di Don Bosco, è la vera
immagine della Chiesa, il popolo di Dio nella sua gloria escatologica
che appare nel cielo, ma sottomesso nella terra alle lunghe sofferenze
del parto. È la Chiesa che ha il compito di generare storicamente
il Figlio di Dio e Figlio dellUomo, e, al tempo stesso,
di difenderlo dal Drago, con la forza di Dio che protegge i suoi
e li nutre con lEucaristia.
Ecco la grande intuizione di
Don Bosco, che ha unito il titolo di Maria Ausiliatrice e Madre
della Chiesa, situando il ruolo proprio della Madonna nel cuore
della missione della Chiesa, che protegge sotto il suo manto
tutti i suoi fedeli, li nutre e li fa maturare fino alla pienezza
in Cristo.
Una madre
per i poveri
Era questo ciò che Don
Bosco voleva offrire ai suoi ragazzi in un momento di profondi
cambiamenti epocali, caratterizzati dalla nuova situazione sociale
e politica, dal passaggio da una società contadina di
tipo patriarcale a una società nuova avviata ad un processo
di industrializzazione, che sconvolse gradualmente lordine
sociale: la struttura familiare, il modo di procurarsi le risorse
per la vita, e nella quale, come sempre, i ragazzi erano quelli
che subivano di più le conseguenze, restando allo sbando
ed esposti allo smarrimento.
Come e dove imparare un nuovo
impianto culturale per inserirsi nel nuovo modello sociale, che
richiedeva altre competenze e saperi, altre idee e comportamenti?
Con le sue strutture educative, oratori, centri di formazione
professionale, scuole popolari, iniziative di tutela della classe
più bassa, Don Bosco svolse un ruolo da protagonista nella
evoluzione dei tempi, generando alla società migliaia
di uomini nuovi capaci di affrontare le nuove sfide. La scelta
per i poveri, ai quali erano offerte possibilità, era
unautentica novità e una forma nuova di presenza
della Chiesa, che prendeva cura così dei suoi figli, specialmente
i più svantaggiati.
Modello
di Chiesa
Non meraviglia che in queste
circostanze, tra il 1860 e il 1862, Don Bosco facesse la scelta
definitiva per il titolo di Ausiliatrice, in cui egli decise
di concentrare la devozione mariana da lui proposta al popolo.
È proprio del 1862 il sogno delle due colonne.
Tre anni dopo diede inizio alla costruzione del tempio dedicato
a Maria Ausiliatrice.
La pala dellabside
con la bellissima immagine della Madonna rappresenta tanto lecclesiologia
come la mariologia di Don Bosco: Maria è figura della
Chiesa, madre e modello di essa, dove il volto della madre è
uguale al volto del figlio, e dove lei appare sostenuta da Pietro
e Paolo e attorniata dagli Apostoli ed Evangelisti, vale a dire
una Chiesa apostolica e missionaria.
Oggi la situazione sociale,
politica e culturale si trova di nuovo in un processo di profonda
ed accelerata trasformazione. Questa volta non è più
la modernità la grande sfida, ma piuttosto il modello
sociale che sta emergendo, frutto di
unEuropa che pretende di vivere
prescindendo da Dio o, nel migliore dei casi, lasciandolo ad
uso privato, senza nessun risvolto nella vita sociale.
Vicina alluomo
Oggi come ieri i cambiamenti
in atto stanno avendo un impatto grande nella struttura familiare,
nel tessuto sociale, nella concezione della vita. E la Chiesa
è chiamata a proporre ed offrire Gesù e il suo
Vangelo, come lo fa Maria.
La pagina delle nozze di Cana, che abbiamo sentito proclamare
nel Vangelo, ci illumina e ci offre spunti operativi. A Cana
infatti è possibile contemplare il senso della missione
di Gesù, e, accanto a Lui, il compito di Maria.
Proprio a Cana Maria ci si rivela presente, vicina a noi, condividendo
la nostra esistenza, le nostre gioie e sofferenze, con lavvedutezza
propria di una donna, attenta ai bisogni degli altri, come una
Chiesa che sa che la sua missione è servire, non essere
servita.
E il servizio migliore che
ci può rendere è quello di indicarci Gesù,
di offrirci Gesù, perché solo in Lui cè
la salvezza. Questa è la dinamica che ci offre levangelista:
lopera di Gesù e la salvezza degli uomini non sono
comprensibili senza la presenza di Maria e il contributo della
sua fede.
Il rivolgersi di Maria a Gesù per il bene degli uomini
e il suo rivolgersi agli uomini per condurli a Gesù diventa
per noi un modello da seguire, se vogliamo ringiovanire la Chiesa
e fare che i giovani diventino Chiesa.
In cammino
con il Papa
Mentre ringraziamo il Signore
per il dono che ci ha fatto della sua Madre come Madre nostra,
mentre rendiamo grazie a Maria che ci ha orientati verso il suo
Figlio, accogliamo lappello del Santo Padre, Benedetto
XVI, che ci ha chiesto di non
lasciarlo solo nello svolgimento del
ministero petrino, che gli è stato affidato. Gli saremo
vicini con laffetto sincero, cordiale, come farebbe Don
Bosco, e collaboreremo con lui nella sua missione pastorale di
prendere il largo nel mare della storia e gettare le reti
per conquistare gli uomini al Vangelo, portandoli fuori
dal mare salato di tutte le alienazioni verso la terra della
vita, verso la luce di Dio.
Come Maria noi membri della
Famiglia Salesiana esistiamo per mostrare, proporre ed offrire
Dio ai giovani. Collaboreremo con il Papa nel suo ruolo di pastore,
facendo nostra la santa inquietudine di Cristo... per lui
non è indifferente che tante persone vivano nel deserto.
Il deserto della povertà, il deserto della fame e della
sete, il deserto dellabbandono, della solitudine, dellamore
distrutto, il deserto delloscurità di Dio, dello
svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità
e del cammino delluomo.
La Chiesa
nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi
in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso
il luogo della vita, verso lamicizia con il Figlio di Dio,
verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza.
Come Don Bosco, noi membri
della Famiglia Salesiana, rinnoviamo la nostra vocazione nella
Chiesa di pastori dei giovani con la missione di
condurli a Cristo, lunico che non delude le loro attese
più profonde e appaga la loro fame e sete di vita, di
felicità ed amore.
Nello svolgimento di questa
missione noi non siamo soli. Maria ci è stata data come
aiuto potente contro il male nel combattimento per la salvezza
dei giovani, Ausiliatrice che cura con amore di madre tutti coloro
che si trovano ad attraversare quel mondo oscuro rappresentato
ai suoi piedi.
Maria, lesperta di tutte le vie che conducono al Signore,
appunto perché ha percorso insieme al Figlio tutte le
sue strade, sa anche quali sono quelle che conducono più
sicuramente a Lui. Lei ci guidi in questa nuova fase della storia.
Vi invito, dunque, ad affidarvi a Lei, insieme con me:
O Maria Ausiliatrice,
tu immersa nel mare di luce della Trinità
e assisa sopra un trono di nubi,
tu coronata di stelle, come Regina del cielo e della terra,
tu sorreggi il Bambino, il Figlio di Dio,
che con le braccia aperte offre
le sue grazie a chi viene a te,
tu attorniata come da una corona umana
da Pietro, Paolo, dagli Apostoli ed Evangelisti,
che ti proclamano loro Regina,
tu unisci il cielo e la terra,
tu Madre della Chiesa che è già nella gloria celeste
e della Chiesa pellegrina
nel mondo, rendici instancabili costruttori del Regno,
riempici della passione del Da mihi animas,
facci segni dellamore di Dio per i piccoli e i poveri,
proteggici dal nemico, e nellora della morte
portaci nelleterna gioia.
Amen.
D. Pascual Chávez
Villanueva
Rettor
Maggiore SDB
IMMAGINI:
1 Maria, in quanto donna pienamente realizzata,
è chiamata da Dio a reggere con la sua presenza il creato
stesso e ad indirizzarlo verso la sua pienezza. (Foto di Andreas
Lothar)
2 La
creazione è limpronta della presenza di Dio. La
storia è segnata dal sacrificio di Cristo. Se luomo
contemporaneo esclude il divino dallorizzonte del suo esistere,
trascina la sua stessa vita verso il baratro dellangoscia.
3 Maria con la
sua premura materna è sempre pronta ad accompagnare luomo
che desidera uscire dai deserti contemporanei per approdare alla
soglia della vita. (Foto di Andrea Lothar)
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2005-8
VISITA Nr. 