25 marzo 1609: Santa
Maria delle Grazie - PAVIA
VERGINE
MARIA,ABBI PIETA' DI ME INFELICE
Nel 1577, durante la terribile
peste detta di San Carlo che infierisce su tutto il territorio,
sulla strada che da Pavia porta a Cremona, oltre le mura della
città, fuori di Porta Santa Giustina, viene costruita
unedicola sulla quale è dipinta limmagine
della Madonna nellatto di offrire un frutto al Bambino
che tiene in braccio. I passanti con devozione non mancano di
fermarsi per un saluto ed uninvocazione alla Vergine.
Nella mattinata del 25 marzo
1609, un ragazzo, certo Agostino Ratazzi, paralizzato dalla nascita,
è condotto da un domestico da Belgioioso, dove si trova
presso parenti, a Pavia dove risiede la famiglia. Giunti presso
ledicola della Madonna, il domestico posteggia il ragazzo
e si allontana per espletare una commissione presso conoscenti
non lontani.
Agostino nellattesa,
pensando alla propria condizione disgraziata che gli impedisce
sia di reggersi che di camminare, si rivolge con fiducia alla
Madonna, pregandola con semplicità: Cara Vergine
Maria, abbi pietà di me infelice, liberami da questa deplorevole
infermità ed io Ti prometto di farmi religioso!
La buona Mamma lo ascolta e gli dona la completa guarigione.
Il ragazzo con profonda commozione ringrazia la Madonna e,
reggendosi sulle proprie gambe, camminando
speditamente, riprende il cammino verso la città.
La notizia del miracolo si
sparge immediatamente, accorrono numerosi devoti per implorare
grazie, ed affluiscono abbondanti offerte per la costruzione
di una chiesa a ricordo del fatto prodigioso. Il vescovo, Mons.
Giovanni Battista Biglia approva liniziativa, il Comune
ed i fedeli pavesi offrono le 537 lire imperiali necessarie per
lacquisto del terreno, ed il 5 agosto del medesimo anno
viene benedetta e posta la prima pietra del nuovo Tempio. Purtroppo
i lavori si protrarranno per circa un trentennio, sia a causa
della depressione economica, che durerà per tutta lepoca
della dominazione spagnola in Italia, sia a causa delle ricorrenti
pestilenze tra le quali quella terribile ricordata dal Manzoni.
Nel 1627, essendo quasi ultimata
la costruzione, laffresco della Madonna con il Bambino
viene staccato dallantica edicola, e collocato dove ora
lo possiamo ancora ammirare; nello stesso anno la chiesa viene
consacrata.
Accanto al Santuario viene
poi costruito un convento nel quale sono ospitati i Carmelitani
Scalzi i quali, con il culto alla Madonna delle Grazie, promuovono
la devozione a Santa Teresa dAvila, lenergica riformatrice
spagnola dellOrdine Carmelitano, tanto che ancora oggi
i fedeli chiamano il Santuario Chiesa di Santa Teresa.
Linterno della chiesa, in uno stile barocco sobrio e luminoso,
è abbellito da tele ed affreschi; vi lavorano artisti
di fama, quali i fratelli della Robbia (i Fiammenghini), i fratelli
Daneda (i Montalto), Giulio Cesare Procaccini, Pietro Antonio
Magatti, ed altri in un crescendo di attività e di fede,
fino al 1799, anno in cui con decreto del governo della Repubblica
Cisalpina, ormai sotto Napoleone, i Carmelitani sono cacciati
e la chiesa trasformata in stalla e fabbrica di salnitro, in
attesa di essere demolita per il ricupero di materiali edilizi.
Sarà il vescovo Mons. Luigi Tosi a salvarla da totale
rovina, acquistandola dal governo austriaco, e riaprendola al
culto nel 1824, invitando i fedeli di Pavia a ravvivare la loro
antica devozione alla Madonna delle Grazie.
La sua opera è portata
avanti con entusiasmo dal grande Card. Agostino Riboldi che,
dopo aver innalzato la grandiosa cupola del Duomo, si interessa
del Santuario della Madonna, lo fa risanare dallumidità,
vi promuove restauri, lo riconsacra in onore della Beata
Maria Vergine delle Grazie e nel 1897 lo affida alla cura
dei Figli di Don Bosco che vi promuovono la devozione alla Madonna
insieme allOratorio ed alle altre opere giovanili. Oggi
il Santuario si presenta con la facciata ed il sagrato incompiuti,
ma con le porte aperte a tutti i Pavesi che considerano la chiesa
di Santa Maria delle Grazie il loro Santuario Mariano cittadino.
Significativa è la medaglia
coniata nel 1977 a ricordo degli ottantanni di presenza
dei Salesiani in Santa Maria delle Grazie. Sul diritto della
medaglia campeggia il volto di Don Giovanni Arese, per tanti
anni apostolo della carità in Pavia, con a fianco quello
di Don Bosco, in secondo piano, quasi ad ispirarlo ed a
suggerirgli qualcosa. Il rovescio della medaglia è
una ventata di storia: Santa Teresa carmelitana restituisce
il modello del Tempio a Maria che con il figlio sul grembo si
unisce in atteggiamento di stupore e letizia al contempo, quasi
come per il ritrovamento di una gemma perduta, in basso
la Città di Pavia occhieggiante, cioè attenta
ed interessata a ciò che sta per succedere.1
È una magnifica sintesi
della storia del Santuario di Santa Maria delle Grazie,
dai devoti di Pavia chiamato Chiesa di Santa Teresa.
Don Mario Morra SDB
1 80 anni di presenza
salesiana in Santa Maria delle Grazie a Pavia: 1897-1977, 21
ottobre.
IMMAGINE:
Santa Maria delle Grazie, Pavia
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2003-3
VISITA Nr.
