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NOVEMBRE 1728: MADONNA DEGLI OLMETTI - LEMIE-VALLE DI VIU' (TORINO)
MADRE
AMOROSA
GUARISCI I MIEI FIGLI
Durante le escursioni sulle nostre splendide
montagne, quante volte ci siamo trovati, in una sperduta borgata,
o lungo una tortuosa mulattiera, di fronte a tanti segni della
religiosità delle popolazioni alpine. Sono piloni votivi,
con su immagini sbiadite, cappelle di ogni dimensione, abbadie
e santuari, posti in luoghi impervi dove pare impossibile poter
arrivare ed ancor più poter erigere qualsiasi costruzione.
Eppure la religiosità
e la laboriosità delle popolazioni di montagna, hanno
saputo costruire monumenti che suscitano oggi la nostra ammirazione.
Questi santuari, per la maggior parte posti su cime impervie
o nascosti tra il verde della fitta vegetazione, parlano di storia
a chi ancora vive, con mille difficoltà, tra i monti e
mantiene in vita le valli, e a chi è disceso al piano
in cerca di lavoro, e vi ritorna con nostalgia ogni tanto, per
sentirsi a casa.
Uno di questi è il Santuario
che incontriamo sulla sponda sinistra della Chiara (antico nome
della Stura di Viù), sulla strada che da Lemie conduce
ad Usseglio, dedicato alla Madonna degli Olmetti.
Dal pilone
al Santuario
Come tanti Santuari, ora grandiosi
e celebri, quali quello di Vicoforte di Mondovì, e lo
stesso Santuario della Madonna del Pilone in Torino, anche il
Santuario della Madonna degli Olmetti, in
origine
non è che un semplice pilone, costruito su di una roccia
della sponda scoscesa del fiume. È dipinto su tre lati:
sul lato maggiore, che guarda verso la strada, è dipinta
una bella immagine della Madonna, seduta sulle nubi, con in capo
una corona ed aureola di stelle; tiene con la destra il Bambino
appoggiato al grembo, la sinistra sul petto in atteggiamento
di devozione; agli angoli superiori si vedono due teste di angeli.
Il luogo è tra i più pittoreschi: lalta scarpata
è ombreggiata da olmi e da faggi; sotto, precipitando
tra i sassi, bolle e spumeggia con fragore il Chiara. La montagna
attorno, con ripide balze, degrada in fertili praterie verdeggianti
di pascoli e campi. Il viandante che passa davanti alla bella
immagine immersa in quella verde solitudine, è istintivamente
portato ad un saluto e ad una preghiera.
Un giorno del 1701, tal Gian
Bartolomeo Bovero di Castagnole, frazione di Germagnano, sta
vagando lungo il fiume in cerca di qualche pesce per far fronte
alle cure del figlio e di una figlia, entrambi gravemente infermi,
quando alza lo sguardo, i suoi occhi si posano sullImmagine
della Madonna posta in alto sul pilone. Gli viene spontaneo presentare
alla Madonna la pena che gli opprime il cuore e chiedere a Lei
aiuto e conforto. Madre amorosa, guarisci i miei figli!
A sera, sullimbrunire,
tornando a casa si vede con grande meraviglia venirgli incontro
festanti proprio i due figli, guariti. Non ha parole per ringraziare
la Vergine, e il 14 novembre 1738 depone la propria testimonianza
davanti al notaio Coatto di Viù che stende il relativo
rogito.1
La fama del miracolo si diffonde, cresce il concorso della gente
che si rivolge alla Madonna di quel Pilone ed ottiene numerose
grazie. Fu presto costruita una chiesetta che, benché
di modeste dimensioni, è già
ricordata
nelle memorie del 1721, e che, di tempo in tempo, va ingrandendosi
fino alla consistenza dellattuale edificio che risale al
1848. Numerosi sono gli Ex-voto che attestano grazie ricevute,
le più disparate, molti dei quali purtroppo sono stati,
negli anni, trafugati. I più antichi risalgono al 1716-1718
ed attestano così la devozione alla Madonna fin da quei
lontani anni.
Davanti alla chiesetta si innalza
ancora un olmo secolare di enormi dimensioni, unico superstite
dellantico boschetto che ha dato il nome alla località.
Fin dal 1700 la festa del Santuario è celebrata il giorno
8 settembre, Natività di Maria Vergine, e per tutto lOttocento
le celebrazioni sono solennissime, con la partecipazione di tutta
la popolazione della Valle di Viù e zone viciniori. La
processione con lurna contenente la statua lignea di Maria
Bambina, partiva dalla parrocchiale di Lemie. Vi prendevano parte
le Autorità, le Compagnie religiose ed una fiumana di
popolo. Al Santuario, la Messa solenne in canto completava la
parte religiosa e dava inizio ai festeggiamenti popolari.
SullAltare maggiore,
troneggiava un grande quadro, opera pregevole del pittore Fino
di Viù, raffigurante la Madonna fanciulla in piedi tra
San Gioacchino ed Anna. Purtroppo il quadro è stato ultimamente
trafugato, insieme con altre suppellettili del Santuario.
Don Mario Morra SDB
1 Luigi Cibrario, Cenni
sul santuario della Madonna degli Olmetti presso a Lemie (Valle
di Viù) - Torino, Stab. Tip. Fontana 1846 - Ristampa anastatica
del 1982.
IMMAGINI:
1-2 Santuario della Madonna degli Olmetti presso
Lemie (Val di Viù) Torino
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2002-10
VISITA Nr.
