LE LACRIME DELLA MADONNA
18
Maggio 1490: Santa Maria della Croce - Crema
Il piccolo Marazzi, guarito
improvvisamente il 3 maggio 1490 da una dolorosa piaga al piede
sinistro, proprio sul luogo dove un mese prima era apparsa la
Madonna a salvare Caterina degli Uberti, colpita a morte dal
marito, ritorna festante a casa lodando la Vergine, insieme alla
madre. La fama del prodigio vola in ogni dove; tutti conoscono
il ragazzo e la sua dolorosa infermità, tutti lhanno
visto trascinarsi penosamente con le grucce. Ora tutti corrono
a vedere il ragazzo miracolato che è oggetto di interesse
anche da parte delle autorità religiose. Mons. Andrea
Robatti, Vicario del Vescovo di Piacenza, dichiara in una lettera
al Vescovo che da anni egli vedeva ogni giorno il ragazzo infermo,
suo vicino di casa, e che poteva quindi testimoniare della sua
perfetta miracolosa guarigione. La fama del miracolo porta in
tutti la convinzione che la terra bagnata dal sangue di Caterina
degli Uberti è terra santa, calcata dal piede divino di
Maria. La gente accorre, le guarigioni si moltiplicano e nel
cuore degli abitanti di Crema sboccia già la visione di
un grandioso Santuario che, al posto della piccola croce di legno,
proclami la gloria di Maria.
Si erigono in fretta un altare
provvisorio ed una tettoia, che lo protegga ed accolga i molti
oggetti offerti; tra questi vi è un bassorilievo dorato
e dipinto, offerto dal Cavalier Gianfrancesco Cotta, raffigurante
la Madonna con il Bambino, che viene posto sullaltare.
Il giorno dopo, in solenne processione giunge tutto il clero
e viene celebrata una Messa solenne. I miracoli continuano: quello
stesso giorno un ragazzo muto da Romanengo riacquista la parola,
ed al terzo giorno il numero dei miracolati sale ad ottanta.
Il Consiglio della città
si riunisce, nomina una Commissione di ragguardevoli cittadini
per custodire il luogo sacro, tenere conto delle offerte che
vengono fatte per causa de miracoli in quei giorni fatti
dalla Beata Vergine Maria e delibera di erigere in quel
luogo una Chiesa sotto il titolo di Santa Maria della Croce.
Anche lautorità ecclesiastica interviene con lautorizzazione
del Card. Ascanio Sforza, e devolve ogni offerta alla futura
fabbrica.
Il 18 maggio 1490, verso il
tramonto, moltissime persone anche ragguardevoli, tra le quali
il Prevosto di S. Martino, il Parroco di S. Pietro in Crema,
il Prevosto del Duomo ed altri, sono in preghiera davanti al
quadro in terracotta raffigurante la Madonna, quando nel
fissare piamente lo sguardo, videro gli occhi della Vergine or
chiudersi, or aprirsi, o ora abbassarsi ora levarsi le palpebre,
in modo che il movimento ne era percettibile. Gioia e terrore
invadono i presenti, e vi sono scene incredibili di esaltazione.
Lo stesso cronista, prima dubbioso, lindomani manda una
relazione al Vescovo. Tanto più
che
molti avevano già dichiarato e giurato di aver visto lImmagine
dello stesso Quadro muovere gli occhi e piangere il 5 maggio
1490.1
Il progetto del Tempio è affidato allarchitetto
Giovanni Battaglia, allievo nello stile del Bramante, che ad
elementi tradizionali lombardi unisce qualcosa del nuovo gusto
classico. La forma rotonda della Chiesa sembra voler ricordare
il cerchio luminoso visto calare ripetutamente dal cielo sul
luogo dellapparizione, il 18 giugno 1490, mentre le quattro
ali sporgenti disegnano la Croce con riferimento al titolo della
Chiesa Santa Maria della Croce.
La costruzione è terminata
già allinizio del 1500, ma ben presto le vicende
storiche travolgono il Santuario. Nel 1514 durante lassedio
di Crema da parte di Massimiliano Sforza, la Chiesa viene usata
addirittura come fortezza militare e spogliata di tutti i suoi
tesori. Ma anche a guerra finita, il Santuario, offeso dalle
cannonate, è lasciato in quasi totale abbandono dai fedeli
che, per la poca sicurezza delle strade, infestate dai banditi,
non osano neppure uscire dalla città. Solo nella prima
metà del 1800, per opera specialmente del Vescovo di Crema
Mons. Tommaso Ronna, il Santuario riprende vita, con la solenne
incoronazione della statua della Madonna.
Da più di tre secoli
limmagine della Madonna che i devoti nel lontano 1490 avevano
visto aprire e chiudere gli occhi, e piangere, rimane a ciglia
abbassate. Improvvisamente il 26 aprile del 1869 alcuni sacerdoti
che visitano il tempio ammirandone i pregi artistici, rimangono
esterrefatti vedendo aprirsi e chiudersi gli occhi della Madonna
e del Bambino. Uno di questi sacerdoti Don Silvio della Noce,
testimone diretto, descrive il fatto nella relazione pubblicata
con lautorizzazione della Curia, nel giugno dello stesso
anno. Insieme allamico Don Paolo Stramezzi, professore
del Seminario, accompagna, in quel limpido pomeriggio di aprile,
per una visita al Santuario, il Predicatore degli Esercizi Spirituali
alle Figlie della Carità Canossiane, Don Bartolomeo Borsieri,
Prevosto di Bordolano Cremonese.
Così egli scrive: Il
M. R. Parroco locale gentilmente ci aprì subito il Luogo
venerando, dove si vede il Simulacro di Maria nellatto
che apparì alla Caterina Uberti. Precisamente in mezzo
del fondo dorato della nicchia, nella parte superiore, è
posto il taumaturgo Quadretto, ed al Predicatore noi facemmo
rimarcare quellimmagine. Il Predicatore ci ascoltava silenzioso,
tenendo fissi gli occhi, come estatico, nel detto Quadretto,
quando con lenfasi che vien prodotta dalla vista di un
miracolo, esclama: «Ma non vedete che muove gli occhi anche
adesso? Oh meraviglia! Ecco li alza... li abbassa... Né
solo gli occhi della Madonna si muovono, ma anche quelli del
Bambino!». E anche noi vedemmo distintamente... Stemmo
là per un quarto dora circa, ed il prodigio si è
ripetuto più volte.... Il fatto si ripete ancora
il 5 maggio e poi, saltuariamente, per tre mesi davanti a numerose
persone.2
Le reazioni della gente sono
le più disparate: entusiaste per la gran parte, scettiche
per non pochi increduli. Viene costituita una Commissione che
svolge un lavoro intenso e febbrile: sono vagliate circa quattrocento
testimonianze, in gran parte giurate, che si trovano schedate
nellArchivio della Curia Vescovile di Crema. Ci basti quella
del Prof. Giovanni M. Cavalleri, Barnabita, celebre studioso
specializzato in fisica-ottica, inventore e costruttore di parecchi
strumenti ottici. Egli conclude la sua relazione del 16 ottobre
1869 con questa affermazione: Io asserisco che il fatto
veduto e giurato da moltissimi dellaprirsi e chiudersi
degli occhi del Bambino e della Madonna, del girare ora orizzontalmente
ora verticalmente dei medesimi, non può in niun modo attribuirsi
ai giochi di luce, né... in generale ad alcuna conosciuta
legge fisica.3
Don Mario Morra SDB
IMMAGINE:
Rappresentazione dell'incontro tra
la Madonna e Caterina degli Uberti - Santuario Santa Maria della
Croce di Crema
1 W. Terni De Gregory, La meravigliosa
storia di S. Maria della Croce (Crema 1954).
2 Silvio Della Noce, Sul prodigioso movimento degli occhi
dellImmagine Ave Regina Clorum posta nel Santuario
di S. Maria della Croce presso Crema (Milano Tip. Osservatore
Cattolico 1870).
3 Idem.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-5
VISITA Nr. 