13
maggio 1944: La Madonna a Ghiaie di Bonate (Bergamo):
IN QUESTA
VALLE DI VERI DOLORI
SARAI UNA PICCOLA MARTIRE
Ghiaie è
un piccolo paese a circa 10 chilometri da Bergamo, frazione di
Bonate Sopra. La chiesa parrocchiale, particolare interessante,
è stata inaugurata il 16 settembre 1899 dallallora
vescovo di Bergamo mons. Guindani, presenti mons. Radini Tedeschi
ed il chierico Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni
XXIII.
Il 13 maggio
1944, anniversario della prima apparizione della Madonna a Fatima,
Adelaide Roncalli, di sette anni (ora vive a Milano con il marito),
con la sorella Palmina e alcune amiche, si reca a raccogliere
fiori da portare ad unimmagine della Madonna.
Ecco il racconto
della prima Apparizione, narrata dalla stessa Adelaide: 13
maggio, io andavo a cogliere i fiori per la Madonna che cè
a metà scala, per salire in camera in casa mia. Avevo
colto margherite e le avevo messe in una cariola che aveva fatto
mio papà. Vidi un bel fiore di sambuco, ma era troppo
alto perché lo potessi cogliere. Stetti ad ammirarlo,
quando vidi un puntino doro, che scendeva dallalto
e si avvicinava a poco a poco alla terra e man mano che si ingrandiva
in esso si delineò la presenza di una bella Signora con
Gesù Bambino in braccio e alla sua sinistra San Giuseppe.
Le tre persone
erano avvolte in tre cerchi ovali di luce e rimasero sospese
nello spazio poco distante dai fili della luce. La Signora, bella
e maestosa, indossava un vestito bianco e un mantello azzurro:
sul braccio destro aveva la corona del rosario composta da grani
bianchi: sui piedi nudi aveva due rose bianche. Il vestito al
collo aveva una finizione di perle tutte uguali legate in oro
a forma di collana. I cerchi che avvolgevano le tre persone erano
luminosi con sfumature di luce dorata. Al primo momento ebbi
paura e feci per scappare, ma la Signora mi chiamò con
voce delicata dicendomi «Non scappare che sono la Madonna».
Allora mi fermai
fissa a guardarla, ma con senso di paura. La Madonna mi guardò,
poi aggiunse: «Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa
col prossimo e sincera: prega bene e ritorna in questo luogo
per nove sere sempre a questora».
La Madonna
mi guardò per qualche istante poi lentamente si allontanò
senza voltarmi le spalle. Io guardai finché una bianca
nuvola li tolse al mio sguardo. Gesù Bambino e San Giuseppe
non parlarono, mi guardarono solo con espressione amabile.
Dopo la prima
Apparizione ve ne furono altre 12, accompagnate da strane mutazioni
nel cielo e da fenomeni straordinari del sole. Adelaide così
descrive lultima Apparizione: La Madonna in questo
giorno apparve alle ore otto. Vestiva come nella prima apparizione.
Sorrideva, ma non era il suo sorriso bello come nelle altre sere,
però la sua voce era soave.
Mi disse:
«Cara
figliola, mi spiace doverti lasciare ma la mia ora è passata,
non sgomentarti se per un po non mi vedrai. Pensa a quello
che ti ho detto, nellora della tua morte verrò ancora.
In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire. Non
scoraggiarti, desidero presto il mio trionfo.
Prega
per il Papa e digli che faccia presto perché voglio essere
premurosa per tutti in questo luogo. Qualunque cosa mi si chiederà
la intercederò presso mio Figlio. Sarò la tua ricompensa
se il tuo martirio sarà allegro.
Queste
mie parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto
con pazienza. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire
non verranno in Paradiso se prima non avranno riparato e si saranno
pentiti profondamente.
Sta allegra che ci rivedremo
ancora, piccola martire». Sentii un dolce e soave bacio
posarsi sulla mia fronte, poi come le altre sere scomparve.
Molte circostanze
portarono (e portano) i più a credere alla piccola Adelaide.
Lallora vescovo di Bergamo, Adriano Bernareggi, autorizzò
addirittura la costruzione di una cappella (tuttora esistente)
sul luogo delle presunte apparizioni. Padre Agostino Gemelli
che in qualità di medico fu incaricato dallarcivescovo
di Milano, il Cardinal Ildefonso Schuster e dal vescovo di Bergamo
di visitare la bambina ebbe a dichiarare che quanto
riferito dalla veggente è attendibile, anche perché
la bambina non ritorna spontaneamente sul discorso delle visioni;
interrogata, abbassa la testa, si fa seria, tace.
Che cosa vide
e che cosa sentì esattamente Adelaide Roncalli? Che tipo
di messaggio le sarebbe stato affidato? La risposta è
nel diario della bambina, raccolto dal francescano conventuale
padre B. Raschi che incontrò la giovane nel 1952. La Madonna
sarebbe apparsa a Ghiaie di Bonate (con due colombe in mano quale
simbolo dellunità coniugale) per riaffermare i valori
del matrimonio cristiano e limportanza della famiglia.
Alla bambina, poi, la Vergine avrebbe testualmente raccomandato
(e in questo cè chi ha ravvisato straordinarie analogie
con i casi di Lourdes, Fatima e La Salette): Devi essere
buona, ubbidiente, rispettosa con il prossimo e sincera. Prega
bene e ritorna in questo posto per nove volte sempre a questora.
In un successivo
messaggio ad Adelaide sono state preannunciate le difficoltà
e le amarezze alle quali sarebbe andata incontro se fosse rimasta
fedele alla descrizione dei fatti di cui era protagonista. Cosa
che puntualmente avvenne.
Fonte di grandi
sofferenze per lei fu Monsignor Luigi Cortesi, un sacerdote unanimemente
riconosciuto come pio e di profonda cultura, docente di filosofia
nel seminario diocesano di Bergamo. Monsignor Cortesi interrogò
a lungo la bambina fino a farle ammettere che le apparizioni
erano una storia da lei magistralmente inventata e raccontata.
Crollavano così, in modo brutale, le speranze di alcune
centinaia di migliaia di persone accorse a Bonate con tanta fiducia.
Persino il Comando tedesco, e quello alleato, si occuparono della
vicenda per la rilevanza che aveva assunto: il 31 maggio 1944,
incuranti dei bombardamenti, si concentrarono a Bonate 350.000
persone.
Adelaide fu sottoposta a vere e proprie torture psicologiche
e persino fisiche. Un fatto, questo, che trova analoghi riscontri
solo negli anni lontani dellInquisizione.
Secondo diversi
studiosi del caso, Monsignor Cortesi, in assoluta buona fede,
ha estorto la ritrattazione. In pratica, la bambina è
stata costretta ad ammettere la propria malafede perché
minacciata di non vedere più i genitori (in
quel periodo si trovava in osservazione in un istituto religioso)
e, ancor peggio, di andare allinferno, se avesse
sostenuto di avere visto e parlato con la Madonna.
Lo stesso Papa
Giovanni ha manifestato il desiderio di una maggiore trasparenza
sullintera vicenda: non è però intervenuto
per far riaprire il caso per timore di equivoci o strumentalizzazioni
attorno al suo cognome, Roncalli, identico a quello di Adelaide.
È comprensibile
e condivisibile la prudenza della Chiesa verso tutte le manifestazioni
che riguardano le cosiddette apparizioni mariane,
perché non è oggettivamente facile provarle. Nel
caso di Ghiaie di Bonate però il processo di verifica
dei fatti mostra una serie di oggettive incongruenze quasi si
fosse voluto avallare, attraverso di esso, una tesi precostituita:
la teste, cioè, la piccola Adelaide, era una bugiarda,
che andava smascherata e punita.
Il risultato
è che oggi a sessantanni dai fatti e nonostante
i ripetuti inviti della Chiesa bergamasca a non frequentare il
luogo delle presunte apparizioni mariane , per imperscrutabili
disegni divini, è il caso di dire, i pellegrini continuano
ad andare a Ghiaie per pregare e per impetrare grazie a Maria,
regina della famiglia. Il messaggio spirituale e teologico che
Adelaide avrebbe ricevuto, infatti, è rivolto allunità
della famiglia. Con quello che abbiamo sotto gli occhi, se Adelaide
non è stata veggente, è stata certamente preveggente.1
Don
Mario Morra SDB
1 Giuseppe Arnaboldi Riva, Adelaide, Speranza e Perdono
(Edizioni Villadiseriane, 2002).
IMMAGINE :....
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2003-5
VISITA Nr.
