27 nov. 1830:
Apparizione dell'Immacolata
della Medaglia Miracolosa a S. Caterina Labouré
Caterina Labouré,
una brava ragazza di campagna della Borgogna, nasce il 2 maggio
1806 in una famiglia numerosa di ben 17 figli, 7 dei quali morti
in tenerissima età. Rimasta orfana della mamma a soli
nove anni, deve ben presto assumere il peso della conduzione
della casa, con nel cuore il vivo desiderio di seguire la vocazione
religiosa che sente già il giorno della Prima Comunione.
Alletà di 18 anni,
Caterina ha un sogno che la orienta nella scelta della sua vita.
Le pare, nel sogno, di trovarsi nella chiesa del villaggio, nella
cappella dedicata alle anime del Purgatorio, quando entra un
sacerdote anziano e venerando che indossa i paramenti sacri per
la celebrazione della Messa. Caterina vi assiste, profondamente
impressionata da quel sacerdote che non conosce. Al termine i
l celebrante
le fa cenno di avvicinarsi, ma Caterina impaurita se ne allontana,
indietreggiando con lo sguardo fisso sul sacerdote. Uscita di
chiesa, entra in una casa del villaggio per far visita ad un
ammalato, ma si trova davanti quel sacerdote che le dice:
«Figlia
mia, è cosa lodevole assistere gli ammalati; tu ora mi
sfuggi, ma un giorno sarai felice di venirmi dietro. Dio ha dei
disegni su di te: non dimenticarlo!».1
Caterina non
ha idea chi possa essere quel sacerdote, ma qualche anno dopo,
nel parlatorio delle Figlie della Carità di Châtillon-sur-Seine,
posa gli occhi su un quadro di San Vincenzo de Paoli, e
non può trattenere un grido di gioia: «Quello è
il sacerdote che ho visto in sogno!».
Con il cuore pieno di riconoscenza
ringrazia Dio per averla chiamata a seguire il Padre dei poveri.
Deve però superare non poche difficoltà prima di
realizzare la sua vocazione, ma finalmente a 23 anni, il 21 aprile
del 1830, giunge a Parigi in Rue du Bac per dare inizio al suo
noviziato.
Proprio in quei giorni, lurna dargento con le reliquie
di San Vincenzo de Paoli, rimasta nascosta dal 1792, durante
i giorni tristi della rivoluzione, viene traslata nella nuova
Chiesa di San Lazzaro, Casa Madre dei Missionari. Nella solenne
processione, con le Autorità religiose e civili, sfilano
accanto ai Missionari ben 1.000 Figlie della Carità, e
112 Novizie, tra le quali Caterina Labouré.
Durante lottavario dei
festeggiamenti, dopo le funzioni, Caterina in preghiera davanti
alle Reliquie di San Vincenzo ha una visione. Per tre giorni
di seguito, vede il cuore di San Vincenzo prima «con colore
bianco carnicino, simbolo di pace, di tranquillità, di
innocenza e di unione. Poi lo vidi di colore rosso fuoco, come
se dovesse accendere la carità nei cuori... Poi lo vidi
rosso cupo, cosa che infuse una grande tristezza nel mio cuore».
Una voce interiore le dice: «Il cuore di San Vincenzo è
profondamente addolorato per le grandi sventure che stanno per
piombare sulla Francia!». Verso la fine dellottava
però Caterina vede nuovamente il cuore di San Vincenzo
di colore rosso vivo, e la voce interiore le dice: «Il
cuore di San Vincenzo si è alquanto consolato, perché
ha ottenuto da Dio, per intercessione della Vergine Santa, che
le sue due Famiglie non periscano in mezzo a queste turbolenze;
anzi Egli se ne servirà per ravvivare la fede!».2
Questi ed altri favori celesti
e visioni non distolgono Caterina dai suoi doveri ordinari di
Novizia, impegnata nel crescere in umiltà, in carità
e nello spirito di sacrificio per poter servire meglio i poveri.
Il 18 luglio, vigilia della festa di San Vincenzo de Paoli,
la direttrice suor Marta tiene una conferenza alle novizie sulla
devozione
alla Vergine Immacolata. Suor Caterina segue con interesse e
prova un grande desiderio di vedere la Madonna. «Alle 11,30
della notte ci racconta ella stessa mi sono sentita
chiamare con il mio nome... Scosto la tendina e vedo un fanciullo
vestito di bianco, di quattro o cinque anni di età, (lAngelo
custode) che mi dice: alzati in fretta e vieni in cappella
che la Madonna ti aspetta!... Mi affrettai a vestirmi e mi incamminai
a fianco del fanciullo... Ovunque passava, una luce si diffondeva
dalla sua persona... Ancora più sorpresa fui quando la
porta della cappella si aprì appena il fanciullo lebbe
toccata con la punta di un ditino...
La mia meraviglia fu al colmo
quando entrai e vidi tutte le candele accese, come alla Messa
di mezzanotte. Ma la Madonna non cera».2 Dopo
una breve attesa, la Madonna appare presso il quadro di San Giuseppe,
e viene a sedersi su di un seggiolone, sui gradini dellaltare
dal lato del Vangelo. Caterina con un salto si inginocchia sui
gradini dellaltare presso di Lei, ed appoggia le mani sulle
ginocchia della SS. Vergine.
Figlia
mia le dice la Madonna il buon Dio vuole affidarti
una missione per cui dovrai soffrire molto... Sarai contraddetta,
ma non temere: avrai la grazia necessaria... Tu riferisci ciò
che vedrai con confidenza e semplicità... I tempi sono
tristi; sciagure stanno per piombare sulla Francia e il mondo
intero sarà sconvolto da turbolenze. Venite ai piedi di
questo altare: qui le grazie saranno sparse sulle persone che
le chiederanno con fiducia...».2
Alle due del mattino
tanto è durata la visione Caterina ritorna nel
suo letto, ma non riesce più a prendere sonno. Nessuno
si è accorto di nulla. Ella ne parla al confessore che,
prudentemente incredulo, attende lo sviluppo della vicenda. Caterina
non perde la sua tranquillità e continua con serenità
gli impegni di ogni giorno.
Quattro mesi dopo, il 27 novembre 1830, la Madonna ritorna. Caterina
è nella cappella grande poco dopo le 17,30 per la meditazione
pomeridiana, con le novizie. Senza che nessuno se ne accorga,
sente il solito fruscio di vesti, alza gli occhi e vede sullaltare
la SS. Vergine. Ha una veste di color bianco aurora, un manto
azzurro, un velo bianco sul capo; è ritta su di una mezza
sfera, avvolta dalle spire di un serpente verdastro; allaltezza
del cuore tiene tra le mani un globo dorato che offre a Dio con
atteggiamento materno.
«Gli
occhi precisa Caterina erano rivolti verso il cielo
e la sua figura era così bella che non potrei descriverla.
Poi dun tratto, le sue dita si riempirono di anelli, con
pietre preziose, che emettevano raggi, uno più bello dellaltro...
Questi raggi luccicavano da ogni parte e riempivano di splendore
la parte inferiore, di modo che io non vedevo più i suoi
piedi... Mentre io la contemplavo, la SS. Vergine abbassò
i suoi occhi e mi guardò. Una voce allora mi disse:
Questo globo rappresenta il mondo intero e ogni anima in particolare...
I raggi sono il simbolo delle grazie che io concedo a quanti
me le domandano...
Poi si formò
attorno alla figura di Maria un quadro ovale nel quale si stagliarono
queste parole con lettere doro: O Maria, concepita
senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!. Subito
si fece sentire una voce che mi disse: fai coniare una
medaglia su questo modello; le persone che la porteranno al collo,
riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti
per le persone che la porteranno con fiducia ».2
Quindi il quadro
si volta e Caterina vede, nella parte posteriore, la lettera
M sormontata da una piccola croce, e sotto i Sacri Cuori di Gesù
e Maria. Caterina non parla delle dodici stelle che attorniano
gli altri simboli: esse fanno riferimento al libro dellApocalisse.
Caterina però approva la Medaglia coniata così
e diffusa in modo meraviglioso. Nel 1832 sono pronti i primi
1.500 esemplari, negli anni 1834-35 se ne diffondono 2.400.000,
e nei primi dieci anni 1832-42 ben 100 milioni. Ben presto
la Medaglia varca i confini della Francia e si diffonde in tutto
il mondo con il nome di Medaglia Miracolosa.3
Il 20 gennaio del 1842, lImmacolata della Medaglia Miracolosa
appare nella chiesa di SantAndrea delle Fratte in Roma
ad Alfonso Ratisbonne, giovane banchiere ebreo e lo converte.
Egli ha accettato da un amico francese, quasi per scherzo, una
Medaglia Miracolosa; la Madonna gli appare proprio come raffigurata
su quella medaglia: «Non mi ha detto nulla, ma ho capito
tutto! ».2
L11 febbraio del
1858, la Madonna appare a Bernardetta Soubirous nella grotta
di Massabielle a Lourdes, presentandosi con le parole «Io
sono lImmacolata Concezione!». Caterina Labouré,
apprendendo con gioia la notizia, si limita a commentare «È
la stessa nostra Immacolata!».
Nel disegno di Dio, le apparizioni
della Medaglia Miracolosa hanno lo scopo di preparare i fedeli
alla definizione del dogma dellImmacolata Concezione di
Maria, e quelle di Lourdes confermano quanto definito dal Papa,
il Beato Pio IX l8 dicembre 1854.
Don
Mario Morra
1 Luigi
Chierotti, S.ta Caterina Labouré e la Medaglia Miracolosa,
Cooperazione Vincenziana, Genova 1994.
2 Ibidem.
3 René Laurentin, Vita di Caterina Labouré,
CLV Edizioni Vincenziane, Roma 1982.
IMMAGINI:
1 San Vincenzo de' Paoli (1581-1660)
fondatore delle Figlie della Carità /
2
Statua di Maria Immacolata /
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-10
VISITA Nr. 