UNA MADONNA GUERRIERA
8 marzo 1487: Apparizione della Madonna delle Grazie di Grosotto (Sondrio)


Sono tempi duri per gli abitanti della Valtellina alla fine del 1400! Il Ducato di Milano è retto da Ludovico il Moro, ma frequenti sono le invasioni dei Grigioni dalla vicina Svizzera.
La fertilità dei campi e la ricchezza degli industriosi Valtellinesi attirano la cupidigia delle soldatesche che saccheggiano, uccidono, incendiano e profanano ogni cosa.
Il 27 febbraio 1487 le soldatesche svizzere marciano verso la Valtellina, passando da Livigno. Bormio e gli altri paesi sono sguarniti perché il Duca di Milano è impegnato con le sue milizie su altri fronti. I deputati del consiglio di Bormio affrontano gli invasori, ma sono fatti prigionieri; Bormio è devastata e incendiata, le chiese profanate
e molti cittadini sono messi a morte. Dopo dieci giorni di saccheggio, le soldatesche proseguono la devastazione nei pae-
si vicini. Morignone, Leprese, Mondadizza subiscono la medesima sorte di Bormio.
Le notizie dell’invasione si propagano di borgo in borgo seminando terrore ovunque. La gente terrorizzata non sa più dove e da chi cercare scampo. Anche a Grosotto regna la paura: identica sorte è riservata ai suoi abitanti. Ma la salvezza viene dalla Madonna.
Un manoscritto del 1620, che si conserva nella Biblioteca comunale di Bormio, già del Pio Istituto dei Gesuiti, dal titolo “Irruzione dei Grigioni in Bormio e Valtellina - Voto dei terrieri di Grossotto (!) - Santuario della B. V.”,1 ci tramanda gli avvenimenti di quei terribili giorni. Il Parroco di Grosotto, Gregorio di Scenda Tuana, uomo molto pio e devoto della Madonna, vedendo i suoi fedeli privi di ogni aiuto umano, ed esposti a totale rovina, decide di ricorrere all’aiuto del cielo.
Raccolti in chiesa quanti sono ancora rimasti in paese – la maggior parte ha cercato rifugio sui monti – li esorta ad avere fiducia nell’aiuto della Madonna e propone loro di edificarle un Santuario, qualora siano salvati da quella imminente rovina. Quindi, inalberata la croce, in testa al devoto popolo in preghiera, marcia processionalmente verso il luogo dove dovrà sorgere il sacro edificio, e con il medesimo ardore avanza incontro alla ormai vicina soldatesca. Ben presto si trovano di fronte i due schieramenti: le truppe svizzere numerose ed agguerrite, da una parte, ed i fedeli di Grosotto, inermi e supplichevoli, dall’altra. A quell’inaspettato incontro i soldati rimangono interdetti, anche perché le ginocchia dei loro destrieri si piegano di fronte alla croce.
Il buon Parroco parla ai Comandanti, e con parole umili e supplichevoli li prega, in nome di Dio e di Maria, di volere risparmiare quelle povere popolazioni dall’incendio e dal saccheggio. Improvvisamente, in cima ad un castagno, appare una grande luce. Al centro, una donna bellissima, e sfolgorante nella sua bellezza. Nei suoi occhi fieri rifulge una minaccia. È una Madonna guerriera, scesa dal cielo a difesa dei suoi figli in pericolo.
In silenzio, il Comandante volta il cavallo e, con il braccio alzato, ordina la ritirata dei suoi soldati; il borgo è salvo! Appena gli ultimi soldati sono scomparsi, don Gregorio intona un canto di ringraziamento alla Madonna, ed insieme ai fedeli sceglie il luogo dove dovrà sorgere il Santuario: vicino al castagno sul quale la Madonna è appena apparsa. Memori del voto fatto, i Grosotani si accingono subito a costruire una Chiesa che viene consacrata già nel 1490, e che sarà poi abbattuta nel 1603 per costruirne una più grande, poco distante dal luogo dell’apparizione, dedicata alla “Regina del cielo e della terra - alla Madre di Dio e delle grazie - alla espugnatrice delle eresie”.
Entrando nel santuario, nella cappella di destra, in una teca di cristallo ed argento, è custodita la statua cinquecentesca, in legno della Madonna, assisa in trono con il Bambino in braccio.
Il 30 luglio 1933, Anno Santo della Redenzione, il Vescovo di Como la incorona solennemente.
I due diademi d’oro, ornati di pietre preziose, sono dono della popolazione di Grosotto, riconoscente dopo oltre quattro secoli dal miracolo.
La Galleria degli Ex-voto nel Santuario sta a dimostrare che la protezione della Madonna in questo lembo della Valtellina, dal 1400 continua fino ad oggi: Maria continua a difendere chi si rivolge a Lei, ed ancora si erge, bella e minacciosa, per difendere la Chiesa da ogni pericolo, vero Aiuto del popolo cristiano!

                                                                                                  Don Mario Morra SDB


IMMAGINE:
Icona della Madonna guerriera, Santurio Madonna delle Grazie di Grosotto-Sondrio
1 Cf Antonio Giussani, Il Santuario della B. V. delle Grazie in Grossotto (Como, Ostinelli 1931).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-3
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