Santa Maria dei miracoli di Casalbordino (Chieti)

SALVATO DALLA GRANDINE


Il mattino dell’11 giugno 1576,  il sole sfolgorante di splendore sorge, in un limpidissimo cielo azzurro, ad illuminare un desolante spettacolo sulle terre di Casalbordino, in provincia di Chieti. Il giorno precedente, Solennità di Pentecoste, verso sera, una spaventosa bufera si è scatenata sulla campagna degradante verso il mare, prossima ormai per un promettente raccolto, distruggendo ogni cosa, con una furiosa grandinata; nulla è stato risparmiato.
Un contadino settantenne di Pollutri, Alessandro Muzio, stimato da tutti per le sue virtù, si reca quel mattino, solo e pensieroso al “Pian del Lago” dove possiede un piccolo appezzamento di terreno coltivato a grano, certamente non sfuggito al flagello. Lungo la via, devotissimo della Madonna, va recitando il Rosario. Superata una collinetta e giunto dove ora sorge il Santuario, il pio contadino sente suonare la campana della Chiesa di Casalbordino, che annunzia l’elevazione dell’Ostia consacrata e del Calice durante la S. Messa. S’inginocchia devotamente, scoprendosi il capo e fermandosi in devota preghiera. Improvvisamente è colpito da una fragranza di profumi intensi, e da un bagliore di luce più viva del sole: la Vergine Maria è lì, davanti a lui, tutta dolcezza e maestà, in veste rosa e manto azzurro, maternamente rassicurante.
Dopo qualche istante di stupore, la Madonna rompe il silenzio: “Non aver paura! Sappi che ieri sera mio Figlio Unigenito, per i peccati che si commettono ogni giorno, aveva deciso di distruggere tutto con grandine e tempesta. Vai pure sereno al tuo campo, perché non vi è alcun danno. Ritorna poi dal tuo arciprete e digli che faccia santificare i giorni festivi, perché la profanazione delle Feste dispiace al Signore”. Poi scompare.
Con il cuore colmo di commozione, il brav’uomo si affretta verso il suo campicello che trova intatto, mentre tutto attorno è distruzione e rovina; poi corre dal Parroco e gli narra la visione avuta e riferisce le parole della Madonna. Il Parroco informa subito il Superiore ecclesiastico di Casalbordino, il Prelato Giovanni Tomaso Mancino, Vicario di S. Maria Arabona e di Santo Stefano in Rivo Maris il quale, recatosi sul posto, svolge una severa inchiesta sull’accaduto ed ordina l’erezione di una cappella; lui stesso vuole procedere alla posa della prima pietra.
Lungo il corso di oltre duecento anni, la piccola cappella diviene meta di numerosi e devoti pellegrinaggi, tanto che diventa necessario pensare alla costruzione di una nuova Chiesa. Questa viene iniziata nel 1824, su disegno dell’architetto Torresi, e nel giro di pochi anni è condotta a termine. Una lapide commemorativa, rinvenuta durante questi lavori, ci ricorda ancora che, alla erezione della prima Cappella, si interessarono attivamente ed in modo preminente, Geronimo e Giovanni Fatalone.
Padre Alessandro da Crecchio, in una monografia di fine ottocento, parla di pellegrinaggi provenienti dai tre Abruzzi, dalla Capitanata, dalla Puglia, dalla provincia del Molise, da Avellino, dalle Marche... La notte della vigilia della festa – egli narra – tutta la vasta pianura attorno alla Chiesa, risplende di mille fiammelle ed echeggia di inni e di canti:

“O dei miracoli bella Madonna,
de’ pellegrini ai voti arridi;
a noi di luce fosti colonna,
dacché movemmo dai patrii lidi;
or segui a darne Tua grazia viva,
quella Tua grazia che ne guidò.
Viva Maria, Maria evviva!
Viva Maria, e Chi La creò!”.

Il 2 gennaio 1897, il capitolo dei Canonici di S. Pietro in Vaticano ha decretato la solenne incoronazione dell’Immagine della Madonna, con una preziosa corona d’oro, incoronazione che viene effettuata con una solennità fino allora mai vista, alla presenza di ben 70.000 fedeli, l’11 giugno 1899.
Facendosi poi sempre più vivo il bisogno di un’assistenza spirituale continua e bene organizzata, per animare e diffondere la devozione alla Madonna dei Miracoli, e rendere il Santuario importante centro di pietà liturgica e mariana, nell’Anno Santo del 1925, l’Arcivescovo di Chieti, Mons. Nicola Monterisi, vi chiama i Benedettini del Monastero di S. Giuliano di Genova, che promuovono, attorno al Santuario, la realizzazione di opere ardite. Nell’Anno Santo del 1950, il Papa Pio XII, su proposta dell’Arcivescovo di Chieti e del Vescovo di Ortona, udito il parere favorevole della Congregazione dei Riti, proclama la Madonna dei Miracoli “Patrona principale dell’Archidiocesi di Chieti e delle Diocesi di Vasto e di Ortona”.
Intanto le dimensioni della Chiesa si rivelano sempre più insufficienti ad accogliere i devoti in continua crescita; si provvede allora alla costruzione dell’attuale Santuario che viene consacrato l’11 agosto del 1962.
Nell’ottobre del 1994 vengono ultimati i lavori di sistemazione della Cripta, dove nel luogo dell’Apparizione è posta una statua lignea di Ortisei del 1947, raffigurante la Vergine con il veggente Alessandro Muzio. Questa statua è particolarmente cara ai fedeli perché negli anni 1948/51 è passata “Pellegrina” nelle diverse comunità cristiane d’Abruzzo.
Per l’Anno Santo Giubilare del 2000, il Santuario della Madonna dei Miracoli di Casalbordino è uno dei fari radiosi della devozione alla Madonna, e del rinnovamento spirituale dei fedeli.

                                                                                  
Don Mario Morra SDB


IMMAGINE:
La statua della Madonna con il contadino Alessandro Muzio, testimone del miracolo - Casalbordino (Chieti)
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-6
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