PRONTA
ALL'AIUTO
29 dic.: La Madonna dei fiori a Bra (Cuneo)
La
Madonna della rosa a Ceresole d'Alba (Cuneo)
Tra lantico ed il nuovo
Santuario della Madonna dei fiori, al termine del lungo viale
di olmi e platani, si trova il giardino con i pruni selvatici
che fioriscono ogni anno, in pieno inverno, dal lontano 29 dicembre
1336, quando la Vergine appare in protezione della giovane sposa
Egidia Mathis, prossima a diventare madre, insidiata da due soldati
di ventura. Non sapendo come difendersi dalle cattive intenzioni
dei due soldati, Egidia cade in ginocchio davanti al Pilone della
Madonna ed invoca il suo aiuto. Una luce vivissima si sprigiona
dalla nicchia ed abbaglia i due soldati che, spaventati, si danno
alla fuga. La ragazza, spossata dallaffannosa corsa, anticipa
le doglie del parto e, tra i cespugli di pruni che circondano
il Pilone, dà alla luce un bambino. Le è vicino
la Madonna che la conforta con dolci parole e le porge candidi
pannolini per avvolgere linnocente creatura. Ben presto
Egidia ritorna in forze e, ringraziata la bella Signora, con
il bimbo tra le braccia, rientra di corsa in casa. I parenti,
conosciuta la prodigiosa vicenda, corrono sul luogo, ma non trovano
nulla se non i pruni selvatici che circondano il Pilone, meravigliosamente
fioriti, nonostante la rigida stagione, a differenza di quelli
che sono lontani dal Pilone stesso. Da allora ogni inverno si
ripete il misterioso ed eccezionale sbocciare del biancospino
della Madonna, in anticipo di tre mesi. Sul luogo sorge ben presto
un primo Santuario, ed è eretta unalta colonna in
mezzo ai pruni; nel 1933 viene poi iniziato il nuovo, grandioso
Santuario completato e dedicato al culto nel 1978.
La devozione alla Madonna dei fiori di Bra è grandemente
diffusa ed amata, per cui non ha bisogno di essere ulteriormente
illustrata. Tra i grandi devoti ed apostoli della Madonna dei
fiori troviamo San Giuseppe Benedetto Cottolengo, nativo di Bra,
e Don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina di
Alba.
Poco distante da Bra, il Santuario della Madonna della Rosa di
Ceresole dAlba, trae origine da un episodio analogo, assai
interessante che merita di essere conosciuto.
Nel 1500 il territorio tra Carmagnola, Sommariva del Bosco e
Ceresole dAlba è campo di battaglia tra lesercito
spagnolo ed imperiale di Carlo V e lesercito francese di
Francesco I; il 12 ed il 14 aprile 1544 avvengono gli scontri
più violenti e tragici, uno a Ceresole dAlba, e
laltro tra Ceresole e Carmagnola. Questultimo combattimento
è tanto violento da essere definito da G. Casalis, nel
Dizionario geografico-storico-commerciale degli Stati di S. M.
il Re di Sardegna: il più grande e decisivo di quanti
a quelletà si siano ingaggiati in questa parte dItalia.
Basti dire che rimangono uccisi sul campo migliaia di soldati.
Nei due luoghi degli scontri, alle porte del paese, vengono ben
presto eretti due piloni votivi consacrati alla Madonna, uno
tra Ceresole e Carmagnola (zona del Mombelletto), e laltro
tra Ceresole e Sommariva del Bosco (zona del Margheritone). Il
primo Pilone passa alla storia come il Pilone della Madonna della
Rosa, perché laffresco che vi è raffigurato
riproduce la Madonna avvolta in manto azzurro che regge sul braccio
sinistro il Bambino Gesù, e nella destra una rosa..gif)
Con il passare degli anni, il Pilone viene progressivamente dimenticato
e trascurato, tanto che la vegetazione del vicino bosco lo avvolge
completamente e lo soffoca. Solo un secolo dopo, nellagosto
del 1644, mentre che il Pilone a pena si vedeva da
passeggeri (tanto erano cresciute le spine intorno a quello)1
avviene il primo fatto straordinario. Una giovane ragazza di
Canale, di nome Caterina, mentre si reca al mercato di Sommariva
del Bosco per vendere della frutta, è avvicinata, ai margini
della foresta del Paulorio, da due soldati mercenari che sorvegliano
la zona, e che non nascondono le loro cattive intenzioni. Caterina
spaventata, sentendosi senza via di scampo, si inoltra nel bosco
e cerca rifugio ai piedi del Pilone invocando la Madonna. I soldati
malintenzionati la seguono con pensiero di farla bersaglio
de suoi impudichi voleri, ma di fronte al Pilone
i loro cavalli rimangono immobili come due sassi,
nonostante gli incitamenti. La ragazza riesce così a fuggire
ed a mettersi in salvo. A Ceresole la notizia del fatto subito
si propaga, e la gente, con a capo il Parroco, Reverendo don
Giovanni Battista Baralis di Lucerame Nizzardo, corre sul posto
e constata quanto riferito. I due soldati stessi, pentiti, riconoscono
la loro colpa e confermano con il loro racconto le circostanze
del miracolo.
Lentusiasmo della gente ha come primo effetto la liberazione
del Pilone dai rovi che lo soffocano, quindi il Comune di Ceresole,
in accordo con il Parroco, decide di costruire una Cappella che
incorpori il Pilone; il 5 agosto dellanno seguente 1645
viene già celebrata la prima Messa a ricordo del miracolo.
I lavori proseguono negli anni successivi; la Cappella viene
ampliata e nel giro di soli tre anni diventa, su progetto di
Mastro Simone Scoazzino di Carmagnola, un Santuario, inaugurato
la prima domenica di settembre del 1647. Prendono parte alla
funzione migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del
Piemonte, e tra la grande commozione dei presenti, la Madonna
è proclamata Patrona del paese. Ancora oggi
sul marmo della pala daltare possiamo leggere lantica
scritta: Rosa mistica, Ceresoliarum Patrona. Al termine
della Messa viene letta la Bolla pontificia che concede, per
i sette anni successivi, lindulgenza plenaria a tutti i
pellegrini presenti alla festa, fissata per la prima domenica
di settembre.
Intorno
alla Chiesa vengono costruiti i portichetti per accogliere i
pellegrini che affluiscono in modo sempre crescente, e sul lato
sinistro sono edificate due camere per il custode. Il primo custode
è un eremita dal nome Francesco al quale nel 1649 subentra
il cappellano P. Anselmo di S. Michele, Agostiniano Scalzo che,
negli anni in cui è rettore, fino al 1662, raccoglie le
testimonianze riguardanti le guarigioni ed i fatti più
significativi che avvengono per intercessione della Madonna e
scrive il primo libro sul Santuario, intitolandolo La mistica
città di rifugio eretta dalla Gran Madre di Dio nelli
confini di Ceresole sotto titolo della Madonna del Pilone, con
una raccolta delle Grazie operate in quel Venerando Luogo.
Nella Bibbia, le Città di rifugio sono le sei città
fondate da Mosè, nelle quali, chi avesse ucciso involontariamente
qualcuno, poteva trovare rifugio. Per P. Anselmo il titolo del
libro vuole significare tre realtà: 1) Il paese di Ceresole
è stato scelto dalla Madonna per effondere le sue grazie
sugli uomini, ed è pertanto territorio sacro a Dio. Per
questo Ceresole diventa Città di rifugio nella quale gli
uomini non devono temere la giustizia divina, perché godono
di una protezione soprannaturale. 2) Città di rifugio
è poi il Santuario, luogo sacro a Dio e rifugio dei pellegrini
e dei cristiani, eretto nelli confini di Ceresole sotto
il titolo della Madonna del Pilone. 3) Mistica Città
di rifugio è poi Maria che ha scelto il paese di Ceresole,
lo presidia e lo custodisce, affinché chiunque ricorre
a Lei abbia protezione spirituale contro il maligno, e possa
sfuggire lo sdegno e lira divina: acciò gli
peccatori si schermissero dallira di Dio.
Il Santuario della Madonna della Rosa di Ceresole è ancora
oggi centro di spiritualità e di devozione mariana. Allinizio
del mese di maggio, ogni anno, la statua della Madonna della
Rosa è portata processionalmente dal Santuario alla Chiesa
parrocchiale dove rimane venerata per tutto il mese mariano,
ed al termine viene ricondotta con grande solennità al
suo Santuario. La seconda domenica di settembre si svolge con
grande solennità la festa annuale che termina con il tradizionale
bacio della Rosa doro.
Il Santuario della Madonna della Rosa di Ceresole dAlba
è Chiesa giubilare per il Grande Anno Santo del 2000.
Don Mario Morra SDB
IMMAGINI: 1 Madonna dei Fiori - Santuraio di
Bra (Cuneo)
2 Madonna della Rosa - Santuario
di Ceresole d'Alba (Cuneo)
1 P. Anselmo di
S. Michele, La mistica città di rifugio. Il primo
Documento sul Santuario di Ceresole dAlba - 1666
a cura di Alberto Lusso (Gribaudo Cavallermaggiore, 2000).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-1
VISITA Nr.
