PATRONA DEI CENTAURI
8 NOV. Dedicazione
della Chiesa della B.V. della Creta in Castellazzo Bormida (AL)
La terribile pestilenza, di
manzoniana memoria, che negli anni 1630-1631 imperversa in tanta
parte dellItalia settentrionale, non risparmia certo le
terre dellAlessandrino, portando ovunque desolazione e
morte. Alla popolazione abbandonata portano generosi aiuti, spirituali
e materiali, soprattutto i Padri Cappuccini che si sono stabiliti
in Castellazzo da più di ventanni; le Autorità
municipali dellepoca rilasciano loro un attestato di benemerenza
che ricorda con magnifiche lodi lopera di sollievo da essi
svolta per la popolazione della zona. Le figure, come quella
di Padre Cristoforo de I Promessi Sposi, si moltiplicano tra
i Padri Cappuccini che si dedicano con grande generosità
agli appestati di Castellazzo.
La peste, se da un lato porta la desolazione materiale, fa però
fiorire opere di carità e sentimenti di fede e riconoscenza
a Dio nei sopravvissuti. È in questo clima di rinnovato
fervore religioso che Giovanni Viola, notabile e pia persona
del luogo, nellanno 1631 fa costruire, a sue spese, una
chiesetta campestre in onore della Madonna con il titolo di «Beata
Vergine della Creta e delle Grazie», e come gemma preziosissima,
vi colloca un quadro della Beata Vergine con in braccio il Bambino
Gesù. La SS. Vergine, in atteggiamento maestoso e pieno
di materna indulgenza, indossa un abito rosso, ricoperto di un
ampio mantello di colore celeste coi bordi dorati che scendendo
dal capo copre la parte superiore del corpo e delle braccia.
Regge soavemente in grembo il Bambino Gesù vestito di
bianco, che sostiene con la mano sinistra il globo, sormontato
dalla Croce, simbolo della sua potenza creatrice e redentrice,
e leva la destra in atto di benedire.1
Sullorigine del quadro, oggi lopinione maggiormente
seguita è quella che lo fa derivare dalla miracolosa immagine
della Madonna di Crea. Infatti limmagine della Madonna
di Castellazzo è perfettamente uguale allimmagine
della Madonna di Crea che si venerava al tempo in cui Giovanni
Viola la collocò nella sua chiesetta. Una documentazione
inoppugnabile ci è data dalle monete dargento fatte
coniare dal Duca di Monferrato, Ferdinando IV, nellanno
1622-23. Queste monete raffigurano la Madonna di Crea, riprodotta
nei minimi particolari nellimmagine di Castellazzo: il
profilo e latteggiamento della Madonna e del Bambino, il
manto con le sue pieghe e flessioni, la corona in testa alla
Vergine ed una semplice aureola attorno al capo
del
Bambino che sostiene con la sinistra il globo, e con la destra
addita la Madre.
Queste monete erano chiamate Madonnine ed erano preziose
per i pellegrini che da Castellazzo andavano numerosi al Sacro
Monte di Crea. Giovanni Viola che attribuiva alla Madonna di
Crea o di Creta, la grazia della sua liberazione dal contagio
della peste, ha voluto che la chiesetta fosse eretta in onore
della Madonna, ritratta con quelle sembianze.
Con il passare degli anni, le frequenti guerre, con relative
devastazioni, e le continue inondazioni del fiume Bormida, portano
alla rovina la piccola chiesa. La mancanza di tempestive riparazioni
rendono addirittura pericoloso ledificio, tanto che il
Vescovo, nel corso della visita pastorale del 1760 dichiara interdetta
la chiesa e ne autorizza la demolizione. La venerata immagine
della Madonna viene trasferita nella chiesa parrocchiale di S.
Carlo ed esposta nella Cappella di S. Nicola da Bari. Nonostante
la demolizione della chiesetta, la devozione alla Madonna rimane
viva nel cuore dei fedeli che, passando nei pressi, non mancano
di fermarsi a pregare, tanto che, nel 1781 il Parroco fa erigere
sul posto una Croce in legno di rovere. Ben presto la croce viene
sostituita da una edicola in muratura, sulla quale viene fatta
dipingere limmagine della Vergine perfettamente simile
a quella del quadro custodito nella chiesa di S. Carlo.
La devozione attorno al piccolo Pilone va crescendo, anche per
merito di alcuni ragazzi che si impegnano a mantenere accesi
davanti alla sacra Immagine due ceri, che provvedono attraverso
le offerte raccolte di casa in casa. Laffluenza dei fedeli
cresce, e si registrano le prime grazie ottenute. Dalla relazione
scritta del Canonico don Giovanni Panizza, apprendiamo che nel
1796 un uomo di Sezzadio, da molti anni dedito al vizio ed alla
violenza, passando davanti alla Sacra Immagine, sente, un giorno,
quasi una voce interiore che lo invita a fermarsi, ad inginocchiarsi
ed a pregare. La Madonna gli tocca il cuore e lo converte, ed
egli, riconoscente, porta al Pilone un quadro votivo e diventa
apostolo della devozione alla Madonna. Sono inoltre certificate
altre guarigioni miracolose, come quella di un uomo cieco di
Boscomarengo che pregando con fede davanti alla Madonna del Pilone
riacquista la vista, e quella di una giovane di Oviglio, condotta
paralizzata su un carro, che riprende a camminare. I contadini
della zona esperimentano in modo particolare la protezione della
Madonna durante la mortale pestilenza che per tre anni, intorno
al 1794, colpisce il bestiame, specialmente bovino, provocandone
una morìa.
Con la frequenza dei pellegrini, si fa sentire impellente lurgenza
della costruzione di una vera chiesa, ampia e adatta ad accogliere
tanti fedeli: si preparano i disegni, si acquistano i terreni
e si provvedono ben 40 mila mattoni. Con grande solennità,
il 12 novembre 1797 il Vicario Generale della Diocesi benedice
e pone la prima pietra. Ma la Rivoluzione Francese e le guerre
napoleoniche, che coinvolgono queste zone, costringono ad interrompere
i lavori; anzi il materiale ed i fondi accantonati per la costruzione
vengono devoluti ad altri lavori pubblici, come lallestimento
del Cimitero civico, imposto dalle leggi di Napoleone.
Nonostante le avverse condizioni storiche, non si interrompe
però la devozione verso la Madonna della Creta, e davanti
alla piccola cappella i pellegrini continuano ad accorrere numerosi.
Nel 1836 i lavori possono essere ripresi, e dieci anni dopo,
la nuova Chiesa viene solennemente benedetta, l8 novembre
del 1846. Con una trionfale processione, alla quale prendono
parte tutte le Autorità, i Padri Cappuccini e le Confraternite,
il venerato quadro della Beata Vergine della Creta, dopo 81 anni,
viene riportato e ricollocato nel suo nuovo e grandioso tempio.
Con continue modifiche di ampliamento, il Santuario acquista
lattuale imponente struttura e diventa centro della devozione
alla Madonna per tutta la Diocesi di Alessandria. Il 12 settembre
del 1880 la Madonna della Creta viene solennemente incoronata
dal Capitolo di S. Pietro in Vaticano; le preziose corone saranno
rubate per ben due volte, nel 1920 e nel 1939, ma per altrettante
volte la pietà dei fedeli ha posto sul capo della Vergine
e del Bambino nuove corone, segno di devozione e di amore.
Nel 1934 il Moto Club di Castellazzo sceglie la Madonnina come
propria celeste Patrona, ed in occasione del primo grande raduno
Motociclistico Internazionale del 1946, al quale prendono parte
non solo motociclisti italiani, ma francesi e svizzeri, sorge
vivo il desiderio che la Madonnina di Castellazzo diventi ufficialmente
la Regina dei Centauri. Il Papa Pio XII accoglie
la richiesta e con Lettera Apostolica dell11 febbraio 1947
dichiara la Madonnina della Creta primaria Patrona dei
motociclisti. Per il grande raduno internazionale del 7
luglio 1949 Pio XII accende la lampada votiva che arde nel Santuario
davanti alla Madonna, e che porta scolpita la significativa dedica:
Patronae suae ex toto orbe terrarum fraternitate vincti
Centauri nostri = Alla loro Patrona, da tutto il mondo, uniti
in fraternità, i nostri Centauri.
Ogni anno, alla festa di luglio, si danno convegno, con lassordante
rombo dei motori, motociclisti di tutte le parti dEuropa,
dAfrica e persino dAmerica, riportando ai loro paesi,
con la benedizione della Madonna, la fama del devoto Santuario
piemontese.
Mario Morra
SDB
IMMAGINE:
Santuario della B.V. della creta: La
Madonna della creta patrona dei Centaruri (1947)
1 Bartolomeo
Pistarini, Brevi cenni storici sul Santuario eretto in Castellazzo
Bormida, Provincia e Diocesi di Alessandria, sotto il titolo
La Madonna della Creta, pubblicati in occasione della Solenne
Incoronazione Vaticana, celebrata il giorno 12 settembre 1880
(Alessandria, Tip. Gazzotti e C. 1880).
2 P. Crescenzio Da Cartosio, Cenni storici del Santuario
della Beata Vergine della Creta Patrona dei Centauri di Castellazzo
Bormida (Alessandria, Tip. Viscardi 1976).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-10
VISITA Nr. 