HO
VISTO LA MADONNA, ORA PARLO
21 GIUGNO 1623: Apparizione
della B. V. del Convento e del Bosco in Ozegna (Torino)
Nellampia e fertile pianura
dellAlto Canavese, tra lOrco e la Malesina, sorge
la cittadina di Ozegna, circondata dai centri importanti di Castellamonte,
Rivarolo, Agliè e San Giorgio. La storia delle sue origini
si perde nelle nebbie dei primi secoli dopo Cristo. Il suo nome
Augenia, poi Useina e quindi Ozegna, deriverebbe, per trasformazione,
dal leggendario Eugenio che lavrebbe fondata verso il 392
d.C.
Caratteristica di Ozegna è la venerazione, tutta particolare,
per San Besso. Non esiste, infatti, in altri paesi di questa
zona di pianura e delle vicine vallate, fatta eccezione della
Val Soana, alcun riferimento a questo Santo della Legione Tebea
dellImperatore Diocleziano (284-305 d.C.), il quale per
sfuggire alla persecuzione, con altri compagni, viene in queste
terre dove inizia la predicazione del Vangelo e dove subisce
il martirio, essendo fatto precipitare da un promontorio roccioso
dellalta valle.
Dopo svariate vicende storiche, Ozegna viene nuovamente allonore
della cronaca, nel 1623 per alcuni fatti straordinari. Il 21
giugno di quellanno, mentre sono in pieno svolgimento i
lavori per la fienagione, un giovane sordo e muto, certo Giovanni
Guglielmo Petro, riacquista luso della parola in seguito
ad una visione.
Egli si trova con lo zio di nome Besso in un prato bellissimo,
che fiancheggia il torrente Orco, qua e là chiazzato di
arbusti e cespugli. Il suo lavoro è di spargere con un
bastone lerba falciata dallo zio. Ad un tratto Giovanni
sente una voce soave che lo chiama per nome. Si volta e vede
vicinissima una splendida Signora, bella e radiosa; i suoi occhi
lo guardano con una espressione dolcissima e le sue labbra si
schiudono per chiamarlo ancora una volta per nome, proprio come
le labbra della mamma quando lo chiama. La Signora è vestita
di bianco, un po sollevata da terra; sembra quasi sia sostenuta
da due graziosi paggetti. Giovanni è estasiato! La bella
Signora gli parla maternamente. Giovanni ha la percezione che
un nodo gli si sciolga in gola! Ora anche lui parla ed è
come se avesse sempre parlato in vita sua. Quei movimenti che
osservava sulle labbra degli altri, ora senza difficoltà
si modulano sulla sua bocca, ed egli parla.
La Signora gli ordina di farsi insegnare dallo zio Besso lUfficio
della Madonna e di non mancare di adempiere il voto fatto di
andare in pellegrinaggio ad Oropa. Quindi la Signora scompare
e Giovanni rimane nuovamente muto. Lo zio Besso è il primo
testimone dellaccaduto. Desidererebbe tanto vedere anche
lui la Madonna, quale grazia tante volte da lui richiesta a San
Besso, partecipando assiduo ogni anno alla processione in suo
onore, fra le montagne della Val Soana, e salendo faticosamente
fino alla rupe da cui fu precipitato il Santo. Ma è ugualmente
contento che labbia vista Giovanni e di sentire la voce
del nipote.
Superato lo sbalordimento iniziale, zio e nipote si recano in
pio pellegrinaggio ad Oropa dove pregano la Madonna, recitano
diverse preghiere, parlano con il Rettore del Santuario, e quindi
ritornano ad Ozegna dove Giovanni riacquista definitivamente
la parola. Davanti ad un notaio Giovanni lascia scritta la dichiarazione
dei fatti che conclude con le parole: Io attesto la sovra
scritta deposizione ed aver udito la Madonna santissima al bosco
dOzegna et di propria mano per essere così la verità
mi sono sotto scritto. Gio Guglielmo Petro di Ozegna.1
Nellassemblea della popolazione del paese, convocata il
2 luglio, festa della Visitazione della Beata Vergine a Santa
Elisabetta, sorge subito la decisione di costruire una Chiesa
in onore della Madonna, per ricordare levento miracoloso.
In breve tempo vengono acquistati i terreni, viene approvato
il progetto e vengono addirittura incaricate diciotto persone
responsabili dei vari turni di lavoro; poco lontano dal cantiere
è costruita una fornace per fornire coppi e mattoni. Si
decide pure di costruire accanto alla Chiesa un Convento da affidare
alle cure ed alla sorveglianza di una comunità di religiosi.
Il vescovo stesso Mons. Giuseppe Ceva, con rescritto in data
9 agosto 1623, delega il Pievano di Ozegna, D. Cesare Braida,
a benedire in sua vece la prima pietra.
Il fervore della gente non si affievolisce; in soli due anni
la Chiesa è edificata, veramente grande e solenne, dalle
sobrie e slanciate linee architettoniche, ed è ratificato
latto di donazione da parte del Consiglio ordinario
di Ozegna, presieduto dal Castellano Bernardino Pollono e dal
Consigliere di Stato, Antonio Brayda, ai Padri Riformati di S.
Francesco delledificio in fase di costruzione e di tre
giornate di terreni contigui, con la riserva però del
Dominio e del Patronato da parte del Comune di Ozegna.
Da parte dellAutorità Ecclesiastica non mancano
accertamenti, confronti, valutazioni approfondite dei fatti e
delle testimonianze. Tra gli altri, il castellano Giovanni
Francesco Rho deve attestare giudizialmente di aver conosciuto
il Petro prima e dopo lavvenuta guarigione. Finalmente
il 4 agosto 1662 il Santuario è consacrato solennemente
da Giovanni Battista di Sanmartino, vescovo di Losanna ed il
29 agosto 1880 Mons. Davide dei Conti Riccardi di Netro, vescovo
di Ivrea, dopo aver passato una settimana di Esercizi Spirituali
presso il vicino Santuario della Madonna delle Grazie di Piova,
ne incorona solennemente lImmagine del quadro.
Don Mario Morra
SDB
IMMAGINE:
Quadro
della Madonna nel Santuario del Convento in Ozegna (Torino)
1 Martino
Chiara, Roberto Flogisto, Enzo Morozzo, Da Eugenia a Ozegna (Edigraph,
Chieri 1980); Torasso Giacomo, Il Santuario della Madonna del
Convento in Ozegna (Ardizzone & Oliaro, Vercelli 1981).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2001-6
VISITA Nr.
