E PACE SIA
7 settembre: Santa Maria della Pace in Lodi (Milano)


Nel 1500 la città di Lodi, come tante altre città dell’Italia settentrionale, è coinvolta nelle lotte tra Francia e Spagna, che si contendono la Lombardia; più volte viene saccheggiata e, quel che è peggio, cade in preda delle contese tra i partiti. I Guelfi, favorevoli ai Francesi, parteggiano per il Papa, mentre i Ghibellini, favorevoli alla Spagna, sono per l’Imperatore. Gli storici del tempo descrivono scene di terrore da fare rabbrividire. I contendenti con facilità estrema maneggiano coltelli e spade, e ogni giorno per le piazze si vedono vittime dilaniate dal fanatismo. I vincitori arrivano al punto di appendere i corpi dei vinti alle pubbliche vie e persino nei macelli pubblici, insieme alle carni degli animali. Quando poi il caduto è uno dei primi cittadini, la sua testa viene portata sulla piazza ed esposta a tutti i dispetti. Nessuno è più sicuro nella sua casa; le campagne sono devastate da soldataglie ed ogni commercio è immobilizzato. Sulle strade di frequente ci si imbatte in zuffe improvvise con orrende conseguenze.
La città di Lodi è soggetta a Milano dove comanda il terribile Giovanni Maria Visconti, il quale sostiene, appellandosi a leggi da tempo in vigore, che “purché la maestà del Principe resti illesa, ciascuno può battersi sino alla morte per il proprio partito”. La gente pertanto è invogliata a fare giustizia per proprio conto ad è talmente assuefatta alle scene di violenza, anche raccapriccianti, che non si commuove più, anzi accorre al primo rumore delle armi ed applaude il vincitore.
Nella contrada che dalla piazza porta alla città bassa, chiamata corso di Porta d’Adda (ora un tratto di un corso Umberto I), tra il palazzo municipale e le vicine carceri, su di un muro, si trovava un affresco della Madonna con il Bambino in braccio, proprio dove ora si trova una lapide posta dalla Municipalità a ricordo del fatto.
Il 7 settembre del 1515, alle ore 16, due cittadini si affrontano per motivi di partito: una delle solite risse, alla quale ben presto assiste parecchia gente, divertita per lo spettacolo. Dopo alcuni colpi pesanti da ambo le parti, uno dei due contendenti ha la peggio e cade malamente ai piedi dell’Immagine della Madonna. Il vincitore d’un balzo è sull’avversario, riverso a terra, e sta per trafiggerlo con la spada, quando si sente un grido, proveniente dalla sacra Immagine: “Pace”, “Pace”, “Pace”. La voce è forte e si impone sul gridare della gente che incita il vincitore, il quale, sentendosi particolarmente richiamato, alza gli occhi al dipinto ed esclama: “E pace sia”. Subito tende la mano all’avversario, lo aiuta a rialzarsi, ed i due si abbracciano.
Gli astanti che prima parteggiavano per i due contendenti, divisi dall’odio e pronti alla vendetta, accolgono l’invito della Madonna e si abbracciano fraternamente. Da quel giorno la città cambia aspetto, e la volontà di pace è in tutti i cittadini.
Purtroppo però erano quelli tempi tristi per l’Italia contesa e in balìa degli eserciti di Francesco I, re di Francia, e di Carlo V, imperatore di Germania. Proprio il 20 settembre 1515 Francesco I, sconfitto l’avversario a Marignano, entra trionfalmente in Milano ai danni di Massimiliano Sforza.
Nell’intenzione di portare la pace alle popolazioni, il re convoca anche i Governatori di Lodi che, con le loro relazioni portano a conoscenza del monarca il prodigioso avvenimento di Santa Maria della Pace, e chiedono l’appoggio del re. La buona volontà di pace viene codificata in un solenne regolamento che, tra l’altro proclama: “1. Che tutti vicendevolmente si rimettessero le ingiurie... 2. Che tutti i cittadini, ed ogni altra persona del territorio, giurassero di non offendere alcuno per causa di quelle fazioni. 3. Che nel deputare i Decurioni della città non si avesse più alcun riguardo di Guelfo e Ghibellino, ma alla bontà ad alla virtù del candidato”.1
I Lodigiani decidono di costruire sul luogo del prodigio una cappelletta, ma le guerre del tempo ne ritardano la costruzione che è realizzata solo nell’Anno Santo 1525. L’affresco miracoloso viene riportato all’interno della chiesa, come ricorda una lapide in Latino: “Giovanni Battista e Giovanni Paolo Borgognoni di Matteo trasferirono qui a spese proprie questa religiosa, antica Immagine della Beata Vergine della Pace con nuovo ornato (togliendola) dalla fronte sinistra esterna del Tempio”. Sul muro esterno della casa dove era l’affresco, allo scopo di tramandare ai posteri il ricordo del prodigio e le origini del tempietto, viene collocata una lapide, rifatta nel 1730: “D’antico prodigio, o spettatore, hai un monumento. Incrudelendo la discordia tra Guelfi e Ghibellini, l’anno 1515, al dì 7 settembre, ore 16, di qui la dipinta Immagine della Madre di Dio, (poi) trasferita nella contigua Chiesa della Pace, pronunciando tre volte, con alta voce, Pace, Pace, Pace, fermata la spada del sicario donò la vita all’aggredito, restituì la concordia alla città, eresse a se medesima questo sacro edificio della pace; prodigio degno dell’eternità. Ciò che i secoli avevano quasi cancellato i Padri della città restaurarono. Anno del Signore 1730”.
All’inizio del nostro secolo attorno alla Chiesa della Pace sorge un’associazione di Adoratori del SS. Sacramento che diventa sempre più numerosa, tanto da meritare al Santuario della Pace il titolo di “Santuario dell’Adorazione al SS. Sacramento”. Ancora una volta la Madonna porta a Gesù i fedeli, rappacificati tra loro come fratelli!
Il 6 settembre del 1969 l’Immagine della Madonna e del Bambino viene solennemente incoronata dal Vescovo Mons. Tarcisio Vincenzo Benedetti.
                                                                            
      Don Mario Morra SDB


IMMAGINE:
Santa Maria della Pace in Lodi - Milano

1 Francesco Cerri, Santa Maria della Pace in Lodi - Santuario dell’Adorazione al SS. Sacramento, Lodi 1983.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-8
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