Sulla riva sinistra del Po,
nellestremo lembo della provincia di Mantova, ai confini
con le province di Verona e di Rovigo, sorge la città
di Ostiglia, chiamata dallo storico latino Publio Cornelio Tacito
borgata veronese.
Poco fuori dellabitato,
immerso nel verde della campagna, si incontra il Santuario della
Madonna della Comuna, le cui origini risalgono al lontano 1300.
Lapparizione
a una pastorella muta
Secondo quanto ci tramanda
la tradizione, una fanciulla muta dalla nascita, mentre sorveglia
il gregge al pascolo, vede improvvisamente
apparire
su un salice, tra grande splendore, una Signora che la chiama
a sé, le rivela il suo nome di Madre di Dio e le manifesta
il desiderio che si costruisca in quel luogo una chiesa in suo
onore.
Linnocente fanciulla,
colpita da grande stupore e da immensa gioia, riacquista improvvisamente
luso della parola e si fa portatrice della volontà
della Madonna presso gli abitanti di Ostiglia. Tutti conoscono
la bontà e la sincerità della ragazza, fino a quel
momento priva della parola, la considerano veramente miracolata
e credono al suo messaggio.
Per soddisfare il desiderio
della Madonna, costruiscono una piccola Cappella chiamata del
Casone, probabilmente perché vicino si trova un
capannone costruito di tronchi e coperto di paglia, nel quale
i contadini, in estate, sono soliti depositare la legna ed il
fieno, e dinverno i pastori vi passano la notte con il
gregge.
Di questa cappella non rimane
che qualche residuo di muro ed uno sbiadito affresco del Quattrocento
raffigurante la Madonna con il Bambino, tra le figure di SantAntonio
Abate e di Santa Lucia, gelosamente custodito sulla parete esterna
dellattuale Santuario, a testimonianza della storia.
Ben presto il concorso dei fedeli si intensifica, i prodigi si
moltiplicano, ma con il tempo e lavversità degli
eventi, la cappella va in rovina. Allora le autorità comunali,
con lautorizzazione del Vescovo di Verona, dal quale a
quei tempi dipendeva Ostiglia, assumono liniziativa della
ricostruzione della chiesa.
Da allora la Madonna viene chiamata della Comuna, cioè
della Comunità, del Comune.
La munificenza dei Gonzaga e il genio
di Giulio Romano
Nel 1533 i dirigenti comunali
si rivolgono alla munificenza di Federico II Gonzaga, quinto
marchese e primo duca di Mantova, il quale interviene anche in
riconoscenza alla Madonna per la nascita del primogenito Francesco,
figlio di Margherita Paleologa, marchesa del Monferrato.
Come ancora ricorda la scritta posta sullo stipite marmoreo della
porta, la costruzione del nuovo Santuario è affidata al
celebre architetto Giulio Romano.
Nel corso dei secoli, dolorose
vicende colpiscono le popolazioni della zona, ma mai vengono
meno laiuto e la protezione della Madonna della Comuna.
Memorabile, nel settembre del
1618, la spaventosa inondazione del Po! Le acque limacciose ed
impetuose travolgono gli argini del fiume e sommergono ogni cosa.
Gli abitanti di Ostiglia si rivolgono fiduciosi alla Madonna
della Comuna e le loro vite sono salve.
Nel 1796 le soldatesche francesi invadono lItalia e non
risparmiano le popolazioni del Mantovano. Le Chiese sono profanate
e spogliate dei loro tesori darte; anche il Santuario della
Comuna è depredato dei tanti segni della devozione e della
riconoscenza dei fedeli alla Madonna. Ma la fiducia in Maria
della popolazione di Ostiglia non viene meno.
La corona
doro e le indulgenze papali
In seguito a numerosissime
grazie ottenute, il 23 novembre del 1920 la Madonna della Comuna
è onorata con solenne rito della Corona doro, come
segno di gratitudine.
Alle grandiose feste per lIncoronazione intervengono il
Patriarca di Venezia, il Vescovo di Adria già parroco
di Ostiglia, il Vescovo di Rovigo, di Mantova ed unenorme
folla. Per loccasione, il Santo Padre Benedetto XV concede
numerose indulgenze ed invia la sua personale benedizione tramite
il Segretario di Stato, il Cardinal Pietro Gasparri.
Don Mario Morra sdb / csdm.valdocco@gmail.com
IMMAGINI:
1 -Nel 600 la costruzione del santuario
di Ostiglia è stata affidata allarchitetto Giulio
Romano.
2 - La statua venerata
nel santuario mantovano.