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     16 luglio 1493: Apparizione della Madonna delle Grazie in Racconigi (Cuneo):
    VOGLIO UNA CHIESA



Sulla riva destra del torrente Macra a Racconigi, il giovane trentenne G. Antonio Chiavassa, sordo e muto, è solito pascolare una piccola mandria a lui affidata.

Nell’afoso pomeriggio del 16 luglio 1493, all’improvviso, in una luce folgorante, gli appare la Madonna che gli ordina di andare, a nome suo, dai responsabili del Comune e dire loro che Ella vuole essere onorata in quel luogo con l’erezione di una Chiesa e, come segno dell’autenticità della missione, gli ridona l’udito e la parola.

Il giovane, esultante per la guarigione ottenuta, corre a casa e con i genitori si porta in Comune dove conferma la visione avuta e la volontà espressa dalla Madonna.

A Racconigi non è la prima volta che si parla di apparizione della Madonna. Due anni prima, una bambina di cinque anni, la beata Caterina Mattei (1486- 1547), racconta che, mentre sta pregando nella sua cameretta, le appare la Vergine Santissima, vestita con l’abito bianco ed il manto nero, ed in capo una splendida corona.

È il primo avvenimento mistico che trasforma l’esistenza di Caterina; umile e povera terziaria domenicana, donerà totalmente la sua vita all’amore del Signore e dei fratelli.

Il racconto di G. Antonio Chiavassa è quindi accolto con favore; viene eretta una piccola cappella nella quale è posta l’Immagine della Madonna dipinta su tavola di noce, che viene chiamata Beata Vergine delle Grazie.

La Chiesa ed il Convento di Carmelitani

L’anno seguente, con l’autorizzazione del Cardinale Domenico della Rovere, Arcivescovo di Torino, i Padri Carmelitani di Moncalieri comperano il terreno adiacente alla Cappella e costruiscono una bella e vasta Chiesa con attiguo un grandioso Convento.

Per opera dei Padri Carmelitani la devozione alla Vergine delle Grazie e del Carmine si diffonde grandemente presso i fedeli di Racconigi e dei paesi limitrofi, come ne fanno fede le numerose testimonianze tramandate nel tempo.

Nel 1742 essendosi diffusa nelle campagne della zona una peste contagiosa tra il bestiame, gli abitanti di Racconigi si rivolgono pubblicamente con voto solenne alla intercessione della Vergine delle Grazie e del Carmine.

La novena di supplica, alla quale partecipano le Autorità comunali e tutte le Compagnie ed Associazioni religiose, si conclude il 26 gennaio 1743 con il canto riconoscente del Te Deum per la cessazione del morbo e per una abbondante nevicata, segno della benedizione della Madonna.
A Racconigi si diffonde il detto «Se vogliamo favori, anche i più portentosi, bisogna che ricorriamo con somma fiducia alla nostra Madonna delle Grazie».

A distanza di qualche anno, nel mese di luglio ed agosto del 1753, una persistente siccità minaccia seriamente gravi danni alle colture ed alla popolazione della zona. All’inizio di Settembre si inizia un solenne triduo di preghiera con la partecipazione delle Autorità civili e religiose, predicato con eloquenza dal Padre Priore del Convento.

Al terzo giorno del triduo, mentre tutti sono attenti ad ascoltare la predica ed a pregare con fervore, verso le ore 17, il cielo si rannuvola e scende una pioggia abbondante per tutta la notte. Ancora una volta la Madonna ha esaudito la preghiera dei suoi fedeli.

Anche oggi è tradizione nel Santuario invocare la Madonna per ottenere il tempo favorevole, e suonare la campana per allontanare la grandine.

La furia dell’armata napoleonica e la rinascita

All’inizio del 1802 giunge anche a Racconigi la furia dell’esercito napoleonico che ha invaso l’intero Piemonte recando distruzione e morte. Le dodici Chiese della Città vengono profanate, i Conventi dei Domenicani, dei Serviti, dei Cappuccini, dei Carmelitani ed il Monastero delle Domenicane sono saccheggiati e distrutti.
La Chiesa della Vergine delle Grazie e del Carmine è ridotta in macerie e del Convento non rimane che il giardino!

L’Immagine della Madonna delle Grazie, miracolosamente salvata di notte da due sacerdoti, e consegnata al Municipio, viene collocata prima nella chiesa dei Serviti ed in seguito nell’Ospedale di Carità, dove rimane fino al 1835, anno in cui, per intercessione della Madonna, cessa la terribile epidemia di colera che tante vittime ha causato nella zona, specialmente nel Borgo di Macra.

In ringraziamento per la grazia ottenuta, come voto Reale e della popolazione, il Re Carlo Alberto incarica l’architetto Ernesto Melano di Pinerolo di costruire l’attuale Santuario, terminato nel 1838.

Nel Santuario sono custodite le Tombe dei Reali di Savoia. L’edificio è in stile neoclassico sul modello del Phanteon di Roma, con pianta a croce greca. La facciata è occupata da un grosso atrio e da sei colonne che sorreggono un timpano massiccio.

L’interno è dominato da una cupola semisferica. L’altare è in marmo bianco cesellato è opera dello scultore Gaggini. Sul pavimento al centro è riprodotto lo stemma sabaudo, realizzato nel 1927 in ringraziamento della guarigione delle principesse Mafalda e Giovanna di Savoia.

In posizione centrale è posto il quadro della Madonna, dipinto su legno di noce, il più antico di Racconigi, che ricorda l’apparizione del 1493.

1 Biagio Balladore, La Real Chiesa votiva di N. S. delle Grazie e del Carmine di Racconigi (Torino, Tip. Palatina di G. Bonis e Rossi 1920).
Aldo Ponso, La grande mistica piemontese. Beata Caterina da Racconigi (Saluzzo, Fusta Editore 2008).

                                                                                              Don Mario Morra sdb



IMMAGINI:
1  
La fondazione del Santuario della Madonna delle Grazie di Racconigi risale al 1493 quando un giovane sordo e muto viene istantaneamente guarito dalla Vergine.
2-3  
L’immagine di Maria venerata all’interno del Santuario di Racconigi e San Giuda Taddeo particolarmente venerato in questa chiesa quale aiuto dei casi disperati.


     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009 - 7
    
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