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     15 gennaio: Nostra Signora delle Grazie - Garessio Valsor (Cuneo):
     PORTAMI IL VESTITO PIU' BELLO



Il documento più antico, relativo alla prima Cappella in onore della Madonna delle Grazie in Garessio Valsorda, è il testamento con il quale un certo Cristoforo Rubba, in data 15 gennaio 1603, dispone «un lascito di 10 ducatoni» perché la Cappella della Beata Vergine sia sviluppata nella parte superiore, «e ducatoni 10 per fabbricare la Cappella in cima della detta villa esistente perché la ingrandiscano al disopra e non altrimenti...».
In origine la Cappella era un piccolo oratorio simile ad un torrione, aperto sul davanti, costruito in rozza pietra e con terra argillosa. Sulla parete di fondo era dipinta ad affresco l’Immagine della Madonna seduta, tra San Marco Evangelista ed una Santa Domenicana.

Dallo stile dell’Immagine e dalla sua raffigurazione su un antico Ex-voto d’argento, sembra di poter far risalire le origini del dipinto all’inizio del 1400. La tradizione poi attribuisce la costruzione della Cappella, in cima alla Borgata, alla liberazione dalla peste orientale che, in quegli anni, infieriva nella zona. Nel 1914 la bella Immagine della Madonna verrà trasferita nel nuovo Santuario.

La bella Immagine

La Madonna è rappresentata seduta su di una cassapanca, nell’atteggiamento familiare della «padrona di casa». Affettuosa e soave, regge dolcemente il Bambino benedicente e, con la testa leggermente inclinata verso di Lui, guarda lontano, con un’e­spres­sione soavissima di materna dolcezza. Il visitatore si ferma estatico, rapito da tanta bellezza, si commuove ed è istintivamente portato a pregare.

Fino al 1914, data del trasferimento nel nuovo Santuario, si è ritenuto che l’Immagine fosse dipinta su un pilone isolato, simile ai tanti che si incontrano nelle nostre campagne. Durante i lavori per il trasporto però si poté scoprire che invece era dipinta su un intonaco che a sua volta ricopriva un altro affresco della stessa Madonna, parte centrale di un trittico. Le figure laterali, di San Marco e forse di Santa Gertrude, erano state coperte di calce e rivestite di marmi dell’altare sottostante.

Solo nel 1930 è stato rinvenuto un documento del 1792 che spiega quanto scoperto. Esso dice «Per promuovere nel Santuario di Maria SS. sotto il titolo delle Grazie in Valsorda quel maggior decoro, che era possibile, ed in vista di altri moltissimi importanti riflessi, si è determinato da questo pubblico radunato nella sacrestia di detta chiesa di addivenire alla demolizione dell’altare maggiore di detta chiesa e di costruirlo in marmo... Per tramandare pertanto, a perpetua memoria, lo stato in cui si trovava il Santuario in cui si è fabbricato l’altare in marmo, si è determinato di registrarlo qui accuratamente... Si è pure scoperto l’immagine di Maria Vergine essere stata prima alla gotica, in sul modello presente in cui si trova...».1

Sviluppo della devozione alla Madonna

Tre grazie particolari accompagnano lo sviluppo della devozione alla Madonna delle Grazie, meglio conosciuta come “Madonna di Valsorda”, dal nome della borgata dove si trova il Santuario.
Domenica 13 luglio 1653, Maria, una ragazza sorda e muta, senza genitori, trovata 18 anni prima esposta davanti alla Cappella della Madonna ed adottata dalla comunità di Valsorda, depone i soliti fiori di bosco oltre la cancellata dell’edicola e si ferma per una breve preghiera, fissando la bella Immagine. Questa si muove dal fondo verso di lei, l’accarezza, ed ella, per la prima volta sente una voce calda e buona: «Va’ dalla tua madrina e portami il più bel vestito che tiene nella cassapanca!».

La voce del miracolo si diffonde veloce, la gente corre a venerare la Madonna nella piccola Cappella posta in cima al colle. Il Rettore, Don Melino, annota sul registro conservato ancora in archivio: «1653 lì 13 luglio, in domenica, la Madonna Santissima delle Gracie in Valsorda ha liberato una donna mutta donde ha avuto principio la grande devozione».2

Nove anni dopo appena, il lunedì di Pentecoste del 1662, l’Immagine della Madonna viene solennemente incoronata. Il medesimo Don Melino registra l’avvenimento sul primo foglio del Libro dei Conti, ponendo in risalto il suo collegamento con la prodigiosa guarigione della ragazza sordomuta, causa e movente principale della Incoronazione.

Il 3 aprile del 1858 avviene un altro fatto miracoloso: la guarigione della paralitica Maddalena Ghirardi, che dopo tanto tempo di immobilità, riesce a portarsi con le sole stampelle in Santuario dove si sente guarita, e quindi può tornare spedita a casa.

Altra grazia della Madonna è considerata la liberazione del paese dalla peste e dal colera nel 1630 e nel 1835.
La gratitudine alla Madonna di Valsorda per le tante grazie ricevute negli anni, si è espressa attraverso la costruzione del nuovo solenne Santuario consacrato il 20 maggio del 1915, vigilia della prima Guerra mondiale, e completato con la costruzione della grande Cupola ottagonale, prima del genere in Italia, in cemento armato, nel 1925, e con le devote Incoronazioni.

La sacra Immagine è stata incoronata ben quattro volte; nel 1662, e nelle ricorrenze centenarie del 1762, del 1862. La quarta Incoronazione ha avuto luogo il 16 agosto 1962 per mano del Card. Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova, che ha così esortato i fedeli: «Dare la corona alla Vergine significa riconoscerla Regina, Guida e Signora della nostra vita... Datemi dunque le vostre mani, perché le mie mani non siano sole a compiere questo gesto».

1 I santuari d’Italia illustrati, (gennaio 1931).
2 Giovanni Battista Randone, Secondo Centenario e Terza Incoronazione della Sacra Immagine di M. V. in Valsorda, Torino, Tip. Speirani e Figli 1864. Il Santuario di Garessio Valsorda (1º semestre 1971).

                                                                                      Don Mario Morra sdb



IMMAGINI:
1-3  
La cittadina di Garessio e il santuario voluto da Cristofono Rubba, con l'immagine ivi onorata.

     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009 -1
     
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