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 23 giugno 1867: Incoronazione della Madonna del Perpetuo Soccorso - Roma
 TRA LA MIA DILETTA CHIESA

Il quadro della Madonna del Perpetuo Soccorso, che si venera nella Chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori in Roma, è un dipinto a tempera su tavoletta di legno leggero di cedro o di altra conifera.

L’Icona

Sullo sfondo oro, spicca la figura di Maria dalla tunica rossa orlata di un bordo oro attorno al collo ed attorno alla manica stretta al polso. Un manto azzurro foderato di verde, intessuto e guarnito d’oro, le copre il capo, con due stelle sulla fronte, e le scende in largo drappeggio coprendole tutta la persona, con un’elegante spallina, ornata di frangia finissima d’oro, sull’omero destro.

Sul braccio sinistro sorregge il Santo Bambino dai capelli castani, con fattezze di fanciullo, in figura non ben proporzionata, che indossa una tunica verde con lunghe e larghe maniche, stretta ai fianchi da una fascia rossa, e sugli omeri un abbondante pallio giallo scuro. Tutte le vesti sono lumeggiate d’oro con tratti sicuri, che disegnano fitte pieghe. Il sandalo del piede destro del Bambino è slacciato e sospeso.
A destra e a sinistra, nella parte superiore, vi sono due Angeli. Quello di sinistra è l’Arcangelo San Gabriele che, in atto di adorazione, con le mani coperte da un lembo del pallio, presenta la Croce e i chiodi della Passione. Quello di destra è l’Arcangelo San Michele che, in eguale atteggiamento, porge il vaso dell’aceto e le aste della lancia e della spugna. Per questo l’Icona in origine era venerata sotto il titolo di Vergine della Passione. In alto si leggono le sigle greche «Madre di Dio», «Gesù Cristo», ed i nomi dei due Arcangeli.

Le vicende storiche

L’Icona della Vergine della Passione proviene dall’isola di Creta che, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, nei secoli fu occupata successivamente dai Greci, dai Persiani, dai Romani, dagli Arabi ed infine dai Veneziani. Il Cristianesimo giunse nell’isola con la predicazione di San Paolo, reduce dal viaggio in Spagna, con il fedele discepolo Tito che lasciò poi come vescovo della comunità di quei primi cristiani.

Nell’agosto del 1204 Venezia diventa padrona di Creta e, superate non poche difficoltà, nel corso di lunghi anni favorisce la fusione degli abitanti del luogo con i coloni, i commercianti e gli artigiani provenienti da Venezia e da altre parti.

Fioriscono così le arti ed un efficiente gruppo di pittori Veneto-Cretesi è in grado di produrre una quantità di Icone pregiate che si diffondono ben presto in Oriente, in Europa, in Italia soprattutto, e nei Balcani.

Sul finire del 1400, un mercante veneziano che vive in Creta per i suoi commerci, dovendo ritornare a Venezia, porta con sé l’Icona, sottratta ad una chiesa. Durante la navigazione però, una terribile tempesta minaccia di travolgere l’imbarcazione sulla quale si trova. Il mercante, pentito dell’atto sacrilego compiuto, si rivolge alla Madonna e promette di restituire l’Icona ad una chiesa del paese al quale approdasse.

La tempesta si placa, la nave può approdare sul litorale di Roma, ed il mercante pensa a mantenere la sua promessa, ma la scelta della chiesa a cui affidare l’Icona è lunga ed incerta.

Dopo qualche tempo si ammala e, prima di morire, lascia l’Icona ad un amico presso il quale alloggia, con l’esplicita promessa di consegnarla ad una chiesa ove venga onorata.

Ma anche l’amico con la famiglia indugia parecchi anni nella scelta della chiesa, finché, dopo non poche peripezie e diversi segni manifestati dalla Madonna stessa, l’Icona viene consegnata ai Padri Agostiniani che officiano l’antica Chiesa di San Matteo in Merulana, posta tra le Basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano.

Era questa la volontà manifestata dalla Madonna stessa: essere venerata «tra la mia diletta Chiesa di Santa Maria Maggiore e quella del mio figlio adottivo San Giovanni in Laterano».

All’inizio del 1800, demolita dal governo francese la Chiesa di San Matteo, l’Icona della Madonna rimane quasi dimenticata nell’Oratorio di Santa Maria in Posterula, chiesa attualmente abbattuta per i lavori del Lungo Tevere nel quartiere dell’Orso.

Finalmente nel 1866 viene portata nella Chiesa di Sant’Alfonso all’Esquilino, dove è venerata sotto il titolo di Madonna del Perpetuo Soccorso, ed il 23 giugno 1867 è solennemente incoronata.1
                                                                                      
 Don Mario Morra

1 Cinquant’anni dalla prima esposizione dell’antica e prodigiosa Immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso nella Chiesa di Sant’Alfonso M. de’Liguori all’Esquilino in Roma, Roma, Tip. Dell’Unione Editr. 1916.
E. Buschi C.SS.R. Santa Maria del Perpetuo Soccorso, Veroli, Sc. Tip. Città bianca 1968.


IMMAGINI:
1-2 
 Altare su cui è posta l’icona della Madonna di origine bizantina del tardo ’400, venerata nel Santuario. L’effigie è di provenienza cretese. Da qui un mercante veneziano l’avrebbe prelevata per condurla con sé.
Abside maggiore del Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso di Roma.

       RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2008 - 6
     
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