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  26 marzo 1776: Trasporto Campanile del Santuario Madonna del Palazzo Crescentino (VC):
  IN QUESTA FONTE

Sui ruderi dell’antico “Pala­ tium“ romano sorge il piccolo, ma grazioso Santuario della Madonna del Palazzo, a un chilometro e mezzo dal famoso Castello medioevale di Verrua Savoia. La miracolosa Statua della Madonna fu portata a Crescentino da Sant’Eusebio di Vercelli, Vescovo e Martire, che la donò a Placilla, donna di sangue imperiale, esiliata a Crescentino da Giuliano l’Apostata, perché non voleva tradire la sua fede cattolica e diventare ariana.

La nobile donna ripose in una stanza la venerata Immagine, alla quale accorsero ben presto i primi cristiani del luogo, e proprio perché venerata in una camera del Palazzo romano, prese il nome di Madonna del Palazzo.

Le orde barbariche che, in quegli anni invadono l’Italia e tutto distruggono, radono al suolo la fortezza romana, ma risparmiano la Statua della Madonna e la sua Cappella.
La pietà degli abitanti di Crescentino e delle popolazioni circostanti conservano e difendono il piccolo Santuario, attraverso le oscure e burrascose vicende di quei tempi.

Nel 1525, dopo la battaglia di Pavia tra Francesco I, Re di Francia e Carlo V, Imperatore di Germania e Re di Spagna, gruppi vaganti di Lanzichenecchi Luterani, che stanno assediando il Castello di Verrua Savoia, vogliono abbattere la Statua della Madonna e distruggerla con il fuoco. Ma la scure, dato il primo colpo, si rompe con fragore; i soldati fuggono atterriti e la Statua scompare.

Non lontano dalla Cappella una sorgente di acqua limpida e fresca rallegra ancora oggi la zona circostante. A questa fonte una giovinetta sorda e muta, ma candida e ardente di amore per il Signore, viene ogni giorno ad abbeverare il suo piccolo gregge. All’improvviso una Signora, raggiante di luce, la saluta e con infinita dolcezza le dice: «Va’ ed annuncia al Parroco che in questa fonte, dove sei solita abbeverare le tue giovenche, si trova la venerata Immagine».
La fanciulla, riacquistata la parola, corre ad annunciare la notizia al Parroco ed agli abitanti di Crescentino.

Con grande solennità e con straordinario concorso di popolo, la Statua viene ricuperata e collocata nell’antica sua Cappella.
La fama del Santuario cresce ogni giorno di più. Intere popolazioni corrono ai piedi della Madonna, si depongono odi e rancori. Una lapide, con iscrizione latina, ricorda come dopo quattro secoli di discordia e di guerra, per motivi di confine, gli abitanti di Verrua e quelli di Crescentino si stringono la mano in un patto di amicizia.

Per il crescere dei pellegrinaggi, il Santuario ben presto risulta piccolo ed incapace di contenere la folla dei fedeli. Viene quindi provveduto un primo ampliamento con la costruzione del Campanile svelto, alto circa 27 metri, ed elegante.

Ma quando, anni dopo, si rende necessario un secondo ampliamento del Santuario, il Campanile costituisce un impedimento. Rincresce abbatterlo ed allora si pensa di spostarlo intero e ritto. Ma chi ardisce tanto?

Sarà Crescentino Serra, semplice capomastro del luogo, intelligente ed esperto nell’arte muraria, a tentare l’impresa.
Il 26 marzo 1776, giorno fissato per l’esecuzione del tentativo, sicuro dell’esito dell’impresa, per dissipare ogni sorta di timore degli spettatori, il Serra ordina al proprio figlio dodicenne di salire sul campanile e di suonare a festa le campane, mentre egli esegue il meraviglioso trasporto.
L’evento corrisponde alle a­spettative: il Campanile, obbediente agli impulsi, si muove lentamente ed in meno di un’ora viene posato sulle nuove fondamenta, alla distanza di quattro passi dal luogo dove prima sorgeva. Vittorio Amedeo III, saputo il fatto, affida al Serra l’incarico di compilare un progetto per il trasporto di una vecchia torre in via Dora Grossa (attuale via Garibaldi) in Torino, progetto che, per varie circostanze, non venne attuato.

                                                                         
 Don Mario Morra


 IMMAGINI:
1-2 
 Santuario di Crescentino / Crescentino Serra il 26 marzo 1766 spostò il campanile del santuario tra la meraviglia del popolo.
La statua della Vergine che venne ritrovata nelle acque di un torrente da una pastorella sordomuta improvvisamente guarita.

       RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2008 - 3
     
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