PETTORAZZA PAPAFAVA (RO):
LA MADONNA DELLE GRAZIE
Il 1° dicembre 1923 il
Cardinale Raffael Merry del Val, il Capitolo ed i Canonici della
Sacrosanta Patriarcale Basilica di San Pietro in Roma hanno decretato
che la santissima Immagine della B. V. Maria, sotto il titolo
Madonna delle Grazie in Pettorazza Papafava, «la quale
è intensamente venerata con grandissima ed ardente devozione
da tutti i cittadini del paese e paesi vicini... con rito solenne
venga incoronata con corona doro». (1)
La soave Immagine della Madonna
che si venera nel Santuario di Pettorazza Papafava è dipinta
su un muro di cm 65u75. Laffresco, di autore ignoto di
scuola padovana del 1500, è stato ritagliato da un antico
pilastro che segnava il confine tra la Repubblica Veneta e i
Carraresi di Padova.
«La Vergine
è dipinta seduta, con Gesù bambino tra le braccia.
Il volto è di una soavità ineffabile, gli occhi
sono socchiusi, le mani leggiadre sostengono, o meglio, accarezzano
il corpicino del bimbo. Questi si sporge, roseo, tra le pieghe
dellampia veste della Madre, in un movimento simmetrico
con il volto e il collo della Vergine. Il braccio sinistro poggia
su quello della Madonna, il destro si protende in avanti e, col
ditino puntato, segna una direzione, o meglio, un confine, quel
contestato confine che per anni era stato oggetto di discordia
tra le potenze limitrofe».
Il pilastro con lImmagine
della Madonna è stato voluto espressamente dai rappresentanti
della
Serenissima,
inviati nel 1519 a mettere pace tra i contendenti. Da allora,
la pace fu sempre mantenuta; anzi il luogo diviene meta di devoti,
e lImmagine continuamente ornata di fiori e di ceri.
Ben presto attorno al Pilastro, si costruisce una Cappella affidata
ad un certo Frate Elia, ricordato nel verbale della Visita pastorale
del Vescovo Jacopo Nacchianti, compiuta nel 1546. Da questo verbale
veniamo a sapere che Frate Elia si trova in quel luogo già
da 16 anni e che la Cappella è denominata Santa Maria
del capitello. Ciò conferma lesistenza di una chiesa
capace di accogliere i fedeli per il culto, nella quale è
collocato laffresco ritagliato dal pilastro. LImmagine
della Madonna dipinta sul muro è detta miracolosa e molti
sono gli ex voto, anche di argento, appesi alla parete, che testimoniano
le grazie ricevute.
Il Santuario costruito nel
1691, centro di grandi manifestazioni di amore alla Beata Vergine,
nei momenti tristi delle tante guerre che hanno imperversato
nella regione, è quasi totalmente distrutto in un bombardamento
aereo il 23 aprile 1945. Con meraviglia di tutti, laltare
della Madonna, con tutta la suppellettile, rimane illeso; nessun
oggetto è spezzato, nemmeno le lampadine elettriche, ed
anche il cristallo che protegge la sacra Immagine rimane illeso.
Le case del paese sono per due terzi distrutte, ma in tanta distruzione,
solo quattro persone perdono la vita. Due giorni dopo giunge
la bella notizia della liberazione. Nel giro di tre anni il nuovo
Santuario è ricostruito, sono ricuperate e restaurate
tutte le opere darte.
Interessante è scorrere
la narrazione di alcune tra le tante grazie ricevute dalla Madonna
di Pettorazza. La zona è solcata da diversi corsi dacqua,
tra i quali lAdige, per cui frequenti, sono nel corso della
storia, le inondazioni. Memorabile per i disastri provocati rimane
quella del 1600: si è ai primi di giugno, le messe biondeggiano
e prossimo è il raccolto. Lalluvione minaccia di
distruggere tutto. Un contadino, atterrito dalla violenza delle
acque si rivolge alla Madonna e le promette una spiga doro,
se il raccolto, ormai maturo, sarà salvato. Il grano nei
campi rimane miracolosamente salvo ed il contadino offre al Santuario
una spiga di oro massiccio che si conserva ancora oggi, a perenne
gratitudine.
Altra calamità che si
abbatte con frequenza sulla popolazione, nei tempi passati, sono
le epidemie: la peste, il colera. Una imponente processione,
lungo la riva sinistra dellAdige, fino al Santuario, dal
1730 al 1900 ricordava la liberazione dalla peste, ottenuta per
intercessione della Madonna. Ancora oggi una festa mariana, il
lunedì di Pasqua ne esprime la riconoscenza a Maria.
La cornice dargento che orna la miracolosa Immagine della
Madonna è la riconoscenza della popolazione di Pettorazza
salvata dalle terribili epidemie di colera del 1855 e 1857 che
colpirono le zone limitrofe.
La festa votiva che si celebra
la terza domenica di luglio è ricordo perenne di gratitudine
per un altro segno della benevolenza della Madonna. Il 26 luglio
1901 un pauroso ciclone si abbatte improvviso sulla zona, proveniente
dai Colli Euganei. Un vero uragano che distrugge ogni cosa; la
chiesa è scoperchiata, scardinate le porte e le finestre;
parecchie case distrutte, il granoturco e le viti rasi al suolo;
un vero disastro, ma tra tanta distruzione materiale, nessuna
vita umana, tutti sono salvi!
Le tavolette votive poi, dipinte da mano ingenua ed inesperta,
nella loro semplicità ci richiamano scene di vita quotidiana
ed esprimono la fede di tanti devoti che si rivolgono alla Madonna
in situazioni tristi e disperate.
Cè la donna che
recatasi sulle rive dellAdige a sciacquare la biancheria,
colta da malore o perduto lequilibrio, cade nelle acque
del fiume che la travolgono. La donna si rivolge con fede alla
Madonna che la salva.
Unaltra tavoletta ricorda la preghiera accorata di una
mamma per il proprio figlio ammalato; il consulto medico lo dichiara
inguaribile. Ma la mamma si rivolge con fede alla Madonna che
lo guarisce.
Domenica 28 gennaio 1911, Berton Lucinda, con le sue compagne,
rientra dal Catechismo. Mentre attraversa il ponte sul Gorzone,
cade nel canale. Le amiche urlano per la disperazione, la gente
accorre e si raccomanda alla Madonna. Miracolosamente la bambina
non affonda, ma è quasi cullata sulle acque e si salva.
Numerose sono poi le lettere
di soldati dal fronte, durante la Grande Guerra del 1915-18
e durante la Guerra mondiale 1940-45, che attestano la protezione
visibile della Madonna in situazioni disperate; ritornati sani
e salvi dal fronte, ringraziano la Madonna per essersi dimostrata
sempre per loro Madre e Protettrice.
Una tavola votiva riassume tutte le invocazioni rivolte alla
Madonna, da parte dei giovani soldati feriti, sui campi di battaglia.
In alto a sinistra lImmagine della Madonna di Pettorazza,
in basso il campo di battaglia disseminato di corpi dei soldati
feriti od uccisi, tra bagliori di fiamme.
Don Mario Morra sdb
Alfredo Mozzato,
La Madonna delle Grazie di Pettorazza Papafava-Rovigo, a 60 anni
dallincoronazione (1985).
IMMAGINI:
1 Santuario della Madonna delle Grazie
a Pettorazza.
2 Limmagine della Madonna delle Grazie è
stata dipinta sul muro da un autore padovano del 1500.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2006
- 11
VISITA Nr. 