LA MADONNA DELLA CASTAGNA
O DELLE CASTAGNE

Nei tempi andati, le popolazioni delle nostre montagne vivevano quasi esclusivamente di castagne. Il pane di frumento era un lusso; tutt’al più si poteva avere un po’ di segala per il pane ed un po’ di grano turco per la polenta. La base dell’alimentazione però era data dalle castagne e dal latte di pecora o capra.

Il bosco di castagni secolari era curato in ogni particolare, tenuto come un salotto; le foglie servivano per la stalla, i ricci ed i rami secchi per il focolare e la dolce castagna, nelle più diverse forme, per il cibo.

Quanti ricordi attorno alla scodella fumante colma di latte e castagne, all’inizio delle mattinate fredde d’inverno!

Non fa quindi meraviglia trovare tra i tanti Santuari Mariani, anche quelli della Madonna della Castagna o delle Castagne. La Madonna si degna di incontrare i suoi figli nell’ambiente in cui vivono, soccorrerli nella fatica di ogni giorno per il pane quotidiano, ed esortarli al bene ovunque.

Ne vogliamo citare alcuni che si riferiscono al mese di Aprile o di Maggio, senza naturalmente avere la pretesa di ricordarli tutti.

La Madonna del Bosco o del Riccio in Imbersago (Lecco)

Il Santuario della Madonna del Bosco, appena fuori Imbersago, provincia di Lecco, tanto caro ai Beati Card. Ildefonso Schuster e Papa Giovanni XXIII, è forse uno dei più significativi.

Il luogo dove oggi sorge il Santuario veniva chiamato Valle o Sorgente del lupo, perché vi zampillava la sorgente che ancora esiste, e perché a quei tempi era infestato dai lupi. Intorno alla fonte si ergevano maestosi tre grandi castagni secolari, sulla cima dei quali era corsa la voce che apparisse una Signora.

 

 

 

 

Il 9 maggio 1617 la Madonna appare proprio seduta su di uno di essi con in braccio il Bambino Gesù, a tre piccoli pastorelli che stanno pascolando il loro gregge nel grande bosco di castagni.

Uno dei ragazzi, Pietro, emozionato e con gli occhi rivolti all’albero sul quale siede la Madonna, scorge un bel riccio, più grande degli altri. Subito si arrampica, spicca il riccio, discende e lo apre: vi trova castagne colorite e fresche. La meraviglia è grande per tutti nel vedere in maggio castagne così belle e mature.
La fama del fatto ben presto si diffonde, la devozione cresce, giungono pellegrini da ogni parte a venerare la Madonna del Bosco, o come allora era chiamata la Madonna del Riccio e sorge il grande Santuario che oggi ammiriamo.

La Madonna della Castagna di Ripalta (La Spezia)

Il 2 aprile del 1779, la Madonna appare a tre pastorelli che pascolano il loro gregge nei pressi di una vecchia chiesa diroccata situata nel bel mezzo di un bosco di castagni, nel territorio di Ripalta, castello medioevale alle spalle di Borghetto di Vara, in provincia di La Spezia.

La tradizione vuole che, in epoca imprecisata, su quella antica strada detta “romea”, un gruppo di monaci abbia costruito una chiesetta con accanto un ospizio. Un quadro, andato perduto insieme alla cappella distrutta dall’alluvione del Vara nel 1752, rappresentava la Madonna seduta sul tronco di un castagno a ricordo di una sua precedente apparizione.

La chiesa viene ricostruita, il quadro viene rifatto per ordine del Vescovo, e ricollocato nel nuovo Santuario nel 1789. La devozione a Nostra Signora della Castagna di Ripalta Ligure (Boccapignone) continua fiorente, soprattutto tra le popolazioni liguri, anche se furti recenti hanno spogliato questa chiesa, come tante altre, dei pochi oggetti di valore presenti, compresa l’immagine della Vergine che la ritraeva seduta, con il Bambino, ai piedi di un castagno.1

La Madonna delle Castagne di Bergamo

Il 28 aprile 1310 in un bosco, alla periferia di Bergamo, di proprietà del sacerdote Giovannino Moroni, la Madonna appare ad un umile contadino che vi sta lavorando, e gli affida l’incarico di promuovere tra la popolazione dei paesi vicini la costruzione in quel luogo di una chiesa in suo onore. Saputa la notizia, il sacerdote proprietario del terreno, felice per tanto onore, raduna i maggiorenti di Breno, di Ossanego, di Fontana, e dona il suo podere perché vi costruiscano una chiesa in onore della Madonna. Ottenuta la piena approvazione del vescovo diocesano, si iniziano subito i lavori con l’erezione di un altare e, in seguito, anche della chiesa.

Questa, secondo i documenti notarili, l’origine storica della chiesa di Santa Maria della Castagna.
Ma la costante tradizione locale aggiunge un particolare trascurato dagli storici. Sostiene, cioè, che l’apparizione non fu a un contadino soltanto, ma a due: e che la Madonna avrebbe fatto improvvisamente coprire di foglie verdi e di ricci col frutto già maturo una pianta di castagno che ha dato poi il nome al Santuario.

Questa poetica tradizione è confermata da un antico affresco murale conservato in una cappella poco distante della chiesa. Il prof. Tacchi scrive: «In esso si vedono due contadini in atto di grande riverenza, l’uno in ginocchio, l’altro in piedi con le mani giunte e col rastrello ai suoi piedi.

Poi si ammira la Beata Vergine loro apparsa che alza il dito verso un alto castagno sul quale, in mezzo alle foglie, si vedono i ricci che mostrano i frutti già maturi. In un angolo è dipinto il Santuario della Vergine».2

                                         Don Mario Morra SDB

1 F. M. Bussetti, G. Costa Maura, I Santuari della Liguria, Genova, AGIS 1980.
2 Liberato Da Sellere, Bianchi Battista, Santuari Mariani Bergamaschi, Albino, Breda & Carrara, 1958.


IMMAGINI:
1-5
Il Santuario di Imbersago si trova a 310 metri sul livello del mare ed è immerso in una splendida cornice naturale. Il Santuario era meta preferita del seminarista Angelo Giuseppe Roncalli, tanto che scrisse: «Quante grazie e quante ispirazioni debbo alla Madonna del Bosco». 
Suggestiva visione delle Cinqueterre, nelle cui vicinanze si trova la chiesa di Ripalta.
7-8 Interno della chiesa della Madonna delle Castagne di Bergamo.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2006 - 4
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