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mar. 1510: Manifestazione della Madonna dei Miracoli in Motta
di Livenza (TV) (nota 1)
LA PENITENZA OTTIENE DA DIO
LA
MISERICORDIA
ED IL PERDONO DEI PECCATI
Intorno allanno 912 d.C.,
le popolazioni che abitano il territorio di quello che oggi è
Portogruaro, distrutta la città di Opitergio (Oderzo),
si ritirano alla confluenza del fiume Monticano nella Livenza,
e, per difendersi dalle continue invasione barbariche, costruiscono
un castello, cioè una semplice fortificazione su un rialzo
di terra, che chiamano Motta.
Le vicende storiche di quei tempi tempestosi convincono gli abitanti
del castello a mettersi sotto la protezione della Repubblica
di Venezia, da cui ricevono sicurezza, ma della quale debbono
pure seguire le tante peripezie, condividendone tutte le dolorose
conseguenze delle guerre contro i popoli invasori che tutto mettono
a ferro e fuoco; tuttavia, in mezzo a tante stragi e rovine,
gli abitanti di Motta preferiscono soffrire i trattamenti più
crudi anziché sottrarsi alla Repubblica Veneta dalla quale
sempre sperano protezione e difesa.
Con il trascorrere dei secoli il Castello di Motta si abbellisce,
diventa potente e glorioso, dando i natali a famiglie illustri
per censo e per dottrina, ma lavvenimento che più
lo rende glorioso è il fatto straordinario che si verifica
allinizio del 1500.
LApparizione
Lungo la strada che da Motta
va verso Oderzo, ad un crocicchio, cera, e vi è
ancora sul fianco dellattuale Santuario, una Cappella,
un Capitello così chiamato, con lImmagine della
Madonna con in braccio il Bambino. Un certo Giovanni Cigana di
Motta, un contadino semplice e devoto, padre di sei figli che
ha saputo educare cristianamente, quando il tempo glielo permette,
è solito fermarsi davanti a questa Immagine della Madonna
per recitare il Santo Rosario.
La sera di venerdì 8
marzo 1510, il Cigana sta preparando gli arnesi per arare, il
giorno seguente allalba, un campicello di sua proprietà,
quando giunge lAmministratore del signor Girolamo Moro,
al quale presta
servizio, che gli ordina a
nome del padrone di recarsi il giorno seguente, con altri due
operai, a Porto Buffolè, distante da Motta circa 15 chilometri,
a prendere certe tavole. Il Cigana fa presente il suo lavoro
già programmato per il giorno seguente, ma inutilmente;
deve obbedire e cambiare ogni progetto a malincuore. Pensando
però tra sé come poter mettere insieme lordine
del padrone con il desiderio di arare il suo piccolo campo, gli
viene in mente un certo Luigi Facchini, uomo abile e generoso,
che abita proprio nelle vicinanze del campo, poco distante dal
Capitello della Madonna. Certamente lamico accetterà
di aiutarlo!
Il giorno seguente, di buonora
si mette in cammino e giunto davanti al Capitello, nonostante
la fretta,
si
ferma per recitare qualche Pater, Ave e Gloria come per impetrare
lintercessione della Madonna. Quando si alza per proseguire
il viaggio, getta lo sguardo a destra, su di un campo seminato
a frumento, e vede seduta a terra, davanti a sé, una fanciulla
con le mani incrociate sulle ginocchia e la testa inclinata a
sinistra: ha le vesti bianche come la neve, sfavillanti di luce,
le guance rosee, ed il capo coperto da un velo. Pensando sia
una ragazza del posto, le rivolge in dialetto, il saluto solito
di quelle parti «Dio vi dia il buon giorno», al quale
la fanciulla risponde «Buon giorno e Buon Anno» e
continua «Uomo dabbene, dove intendete andare?».
Con tutta naturalezza luomo risponde «Voglio andare
a parlare ad uno perché venga ad ararmi un piccolo tratto
di terreno». La giovane continua «Oh quello verrà
volentieri e vi servirà volentieri, perché anche
voi siete solito aiutarlo; e vi ripeto che verrà volentieri
e vi servirà volentieri».
Il Cigana si meraviglia che
la fanciulla gli abbia detto per ben due volte «vi ripeto
che verrà volentieri e vi servirà volentieri»,
ma colmo di una gioia che non sa spiegarsi, esclama con devozione
«Sia
ringraziato Iddio e la Vergine, giacché verrà così
volentieri»!
Come pronuncia queste parole,
i suoi occhi si aprono ed il cuore gli dice che quella fanciulla
non riconosciuta è realmente la Madonna, la Vergine Maria.
Indescrivibile è la commozione del povero uomo che confuso
si butta in ginocchio, mentre lApparizione si leva in piedi
e gli parla, lasciandogli tre ordini:
per
tre sabati consecutivi, digiuni con la propria famiglia;
per nove giorni di seguito inviti i compaesani
ad unirsi al suo digiuno, per ottenere la misericordia ed il
perdono di Dio;
parli a suo nome e comunichi
che è suo desiderio che in quel luogo venga eretta in
suo onore una chiesa in legno, che in seguito sarà trasformata
in Tempio stabile di pietra.
Se lapparizione della
Madonna ha riempito di commozione il cuore del Cigana, gli impegni
che gli vengono dati lo spaventano e, con tanta umiltà
esclama «Madonna mia, nessuno mi vorrà credere né
prestare fede». Ma lApparizione lo assicura «Questa sera
stessa darò nel sole un segno straordinario che serva
ad autenticare le tue parole».
Riavutosi alquanto dallo stordimento, il bravo uomo resta incerto
se continuare il suo viaggio o mettersi subito ad annunciare
quanto la Madonna gli ha ordinato; si decide di raggiungere la
casa del Facchini,
non
molto distante, e di chiedergli il favore di arare il campicello.
Udita la richiesta, subito il Facchini gli risponde di sì,
ripetendogli per ben due volte con le stesse parole usate dalla
Vergine, la sua disponibilità.
Il primo
segno
Rientrato in casa, il Cigana
annuncia ai familiari ed ai conoscenti la visione avuta, le richieste
della Madonna e soprattutto il segno promesso a conferma dellapparizione
avvenuta. Verso il tramonto di quello stesso giorno, 9 marzo
1510, il sole dopo essere stato quasi nascosto per unora
dalle nubi, appare di un rosso così vivo che sembra uscire
da un bagno di sangue (nota 2).
La devozione verso la Madonna,
già grande nel cuore del Cigana, esplode e si diffonde:
a tutti parla della visione avuta, ma soprattutto delle richieste
della Vergine riguardanti il digiuno dei tre sabati consecutivi,
per ottenere perdono dei peccati e misericordia da Dio, e la
costruzione della piccola chiesa. Gli abitanti di Motta e dei
paesi vicini, già spaventati dallo spettro dellepidemia
di peste che da parecchi anni infierisce nella zona mietendo
numerose vittime, e dalla minaccia di continue guerre sempre
incombenti, accolgono con entusiasmo le parole del Cigana ed
eseguono le richieste della Madonna. Lentusiasmo cresce
oltre ogni misura, le grazie si moltiplicano; in pochi giorni
è costruita in legno la piccola Chiesa.
LAutorità ecclesiastica
interviene ed istituisce un regolare processo canonico; loriginale
del Verbale si trova nella Biblioteca Comunale di Treviso. Numerose
sono le testimonianze rese dalle persone interessate dei fatti
ed oggetto di grazie ottenute per intercessione della Madonna.
Lultima testimonianza, resa il 13 maggio del medesimo anno,
è quella del Podestà di Motta, Girolamo Venier,
scritta di suo pugno. In essa il Venier dichiara che, dopo aver
sofferto per quattro anni una dolorosa malattia ed aver esperimentato
ogni
genere di medicina, dopo la promessa fatta alla Madonna di contribuire
alla costruzione della Chiesa nel luogo dellapparizione,
rimane completamente libero da ogni infermità.
Il grande
Santuario
Il concorso crescente dei fedeli
e la loro ardente devozione alla Madonna convincono subito le
autorità civili a costruire un tempio maggiormente degno
alla Gran Madre di Dio. Sono chiamati ad animare il Santuario
i Francescani Osservanti, e la costruzione del Tempio è
affidata a Jacopo Tatti, il Sansovino, che realizza una grandiosa
opera darte, che, a giudizio dei competenti, è una
delle sue migliori opere per larmonica semplicità
delle parti, per la purezza e la sobrietà delle linee.
Opere dei più celebri artisti di tutti i tempi abbelliscono
le pareti del Santuario e dellattiguo Convento.
Cuore del Santuario è la Cripta, il luogo dove è
apparsa la Madonna e dove i pellegrini provenienti da ogni parte
venerano lantica Immagine della Vergine con il Bambino,
incoronata nel 1859 dal Papa, il Beato Pio IX.
Don Mario Morra
SDB
1 Clemente Candotti, Il
Santuario della Madonna dei Miracoli presso Motta di Livenza,
Motta di Livenza, stab. Fezzuti & Figli, 1909.
2 Dagli Atti del Processo canonico.
IMMAGINI:
1 LApparizione della Vergine, attribuita
alla scuola del Tiepolo (1696-1770).
2 Quadro della Madonna Assunta
in cielo, attribuito alla scuola di Palma il Giovane (1548-1628).
3 Immagine del
gruppo statuario della Madonna dei Miracoli venerata nel Santuario
di Motta di Livenza.
4 Visione
dallalto, dellinterno e del chiostro della Basilica
della Madonna dei Miracoli, eretta nel XVI secolo.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2006 - 3
VISITA Nr. 