12 Febbraio 1080 - La Madonna di San
Costanzo in Conche (Bs)
MADRE DI MISERICORDIA
Tutti
gli abitanti della zona tra Concesio, Nave, Caino, fin
su dove la valle del Garza sabbraccia con la Val Gobbia,
conoscono e amano la chiesetta, il vecchio monastero, i prati,
il cielo, limmenso paesaggio
che spazia, nelle belle giornate, fino
allazzurro del Garda.1
Lassù in Conche, luogo
bello, ma isolatissimo, dove non giunge ancora la strada asfaltata
percorsa dalle macchine inquinanti e dalle moto ruggenti, nel
verde della natura e nel silenzio assoluto, nessuno avrebbe pensato
di costruire un Santuario, se non un santo. Si deve proprio alleremita
San Costanzo la costruzione, in quella solitudine a 1110 metri
sul mare, di una piccola cappella dedicata alla Vergine, la Madonna
di Conche.
San Costanzo
La figura di San Costanzo è
avvolta nella nebbia della leggenda, per cui risulta difficile
tratteggiarne contorni sicuri. La tradizione fissa la data della
sua nascita intorno al 1066, e lo vuole o francese, o italiano,
o meglio ancora bresciano, di sangue nobilissimo, conte o vassallo,
imparentato addirittura con la celebre contessa Matilde di Canossa,
in quegli anni signora anche di Mantova. Prestante ed ardimentoso,
ancora adolescente, Costanzo segue la carriera militare. In una
delle tante lotte tra i partigiani dellImperatore Enrico
IV ed i sostenitori della riforma della Chiesa nella lotte per
le Investiture, i seguaci del Papa Gregorio VII, rimane gravemente
ferito. Costretto dallinfermità allinazione,
Costanzo riflette sulla sua vita passata, sulla situazione penosa
della Chiesa dilaniata dalle
lotte interne.
Stanco di tanta agitazione
e desideroso di silenzio e di pace, avvolto da questi pensieri,
ha la sensazione di essere sprofondato in una bolgia infernale
tra fiamme orribili, bestemmie e grida di disperazione. Decide
allora di abbandonare tutto e di ritirarsi in completa solitudine
per dedicarsi alla preghiera ed alla meditazione. Venduto quanto
possiede e donato il ricavato ai poveri, si ritira in luogo solitario
per dedicarsi tutto a Dio.
La tradizione ci informa che,
mentre è in ricerca del luogo dove ritirarsi, Costanzo
è guidato da una bianca colomba che lo conduce tra il
verde della montagna di Conche dove si stabilisce e vive per
oltre quarantanni tra le più rigide penitenze, in
perfetta castità ed in costante e generosa carità
verso tutti i poveri e bisognosi, tanto numerosi in quei tempi
di guerra e di calamità naturali.
La Chiesa
e lantico convento di Monache
Animato da grande amore verso
Maria, la Madre della Misericordia, Costanzo decide di erigere
in suo onore una chiesa con accanto un piccolo convento di suore
che vivano in umiltà e castità, ed attendano alla
cura della chiesa.
Mentre, con alcuni carpentieri,
in località Pater, sta squadrando i tronchi
per le travi e le assi, Costanzo vede ricomparire la bianca colomba
che, con tranquillità, prende ripetutamente nel becco
un truciolo di legno e lo trasporta in volo verso il monte. Incuriositosi
della cosa, la segue e, giunto in località Conche, saccorge
che la colomba ha disposto le schegge ed i trucioli di legno
in modo da tracciare come il perimetro di un edificio. Alzando
gli occhi, Costanzo vede una Signora con il Bambino in braccio,
sollevata in alto sul perimetro segnato dalla colomba, che, con
sorriso materno, gli indica il tracciato. Non può avere
segno più chiaro della volontà divina! Costruisce
pertanto in quel luogo la
chiesa come prova della sua conversione
e del suo amore per la Vergine.
Eretti la chiesa ed il convento,
è subito un accorrere di fedeli da ogni parte per implorare
la protezione e le grazie della Madonna della Misericordia. La
vita austera delle suore in tanta solitudine suscita lammirazione
e limitazione di tanti uomini e donne che, lasciata ogni
cosa, salgono fin quassù per dedicarsi totalmente a Dio.
Costanzo centuplica la sua
carità esercitando le opere di misericordia verso tutti
i bisognosi, ed in modo speciale verso i peccatori che converte
e conduce allamore del Signore. Dopo una vita tanto virtuosa
e colma di opere buone, giunto alla più avanzata età,
il Signore lo chiama al premio nella gioia di una serena morte.
Il suo corpo viene sepolto presso laltare maggiore della
chiesa di Conche, ed è oggetto di venerazione da parte
dei numerosi fedeli e fonte di non pochi miracoli.
Attualmene non sappiamo quanto di vero vi sia nel racconto della
tradizione; di certo però vi è la costruzione del
convento e della chiesa, consacrata tra il 1110 ed il 1116 dal
Vescovo Arimanno, convinto sostenitore della riforma del Papa
Gregorio VII.
Il Santuario diviene in breve
un centro di viva pietà e di carità, con accanto
una Comunità femminile probabilmente sotto la Regola agostiniana.
Il flusso dei fedeli non si attenua nel corso dei secoli; nel
1465 e nel 1467 la chiesa è arricchita di sempre più
ampie indulgenze e, nel 1478 la costruzione è restaurata
con laggiunta di una navata laterale. Ad intensificare
il concorso dei fedeli contribuisce il ritrovamento nel 1481
delle reliquie di San Costanzo riposte poi nella Parrocchiale
di Nave, salvo un braccio riportato nella chiesa da lui costruita
a Conche. Il culto per San Costanzo non offusca però la
devozione alla Madonna di Conche.
Un documento del Cardinale
penitenziere Ludovico Borgia, del 13 maggio 1510, attesta i frequenti
miracoli e le grandi folle di fedeli: le grazie ricevute sono
attestate dai numerosissimi ex-voto esposti nel Santuario.
Straordinaria è stata la festa del 9 agosto del 1959 che
ha visto attorno al Vescovo di Brescia circa seimila fedeli.
Ma alla Madonna di Conche si ricorre sempre, sia nelle pubbliche
calamità, come nelle necessità personali, e sempre,
ormai da un millennio, Ella tutti accoglie e consola.
Don Mario Morra SDB
1 Antonio Fappani Conche
ed il suo Santo, Brescia, Tip. Squassina 1987.
IMMAGINI:
1 Il Santuario di Conche,
fondato da San Costanzo intorno al 1100.
2 La statua di San Costanzo
collocata il 9 agosto del 1959 allinterno del Santuario
di Conche, presente Mons. Bosetti, Vescovo ausiliare di Brescia.
3 Incisione rappresentante
San Costanzo e la Vergine Maria.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2006 - 2
VISITA Nr. 