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       Nostra Signora della Rovere / San Bartolomeo al mare (IM)
      AVANTI NEI LAVORI

Il 23 dicembre del 1820, il cappellano ed i responsabili del Santuario, ottengono dal Capitolo della Basilica Vaticana l’autorizzazione per l’incoronazione della statua di “Santa Maria della Rovere”, venerata da tempi remotissimi. Viene delegato il vescovo di Albenga, monsignor Carmine Cordiviola, che compie la solenne incoronazione l’8 settembre 1821 sul sagrato della Chiesa, affollato dalle popolazioni provenienti da Porto Maurizio, Oneglia, Diano, Cervo, Andora e da altri paesi vicini.

Il “Santuario di Nostra Signora della Rovere”, è tra i più antichi e rinomati Santuari della Liguria, sia per le guarigioni miracolose ivi avvenute, sia per il flusso di pellegrini e di turisti che ogni anno vi si recano in preghiera.

È adagiato nella vasta conca compresa tra Capo Cervo e Capo Berta della Riviera dei Fiori, nel comune di San Bartolomeo al Mare, poco lontano dalla Via Aurelia.

È una perla incastonata in un borgo medioevale, tra alberi di rovere e di ulivi, di pini, palme, oleandri e gerani, tra siepi di buganville e viali odorosi d’aranci e di limoni.

Un bosco antico

Cinque piante enormi di rovere che ancora oggi attorniano il “Santuario della Rovere”, sono gli ultimi esemplari di un antico bosco pagano di età romana. La Soprintendenza Archeologica della Liguria ha riportato alla luce, a nord della chiesa, i ruderi di una “statio romana”, di un sito cioè di sei vani, destinato alla sosta di truppe e al cambio di cavalli. Inoltre, durante i lavori di consolidamento della parte destra della facciata della chiesa, sono state scoperte tre tombe del III-IV secolo dopo Cristo, e resti di un piccolo villaggio.

Ciò autorizza a pensare che esistesse, in quel luogo, un edificio sacro, di epoca paleocristiana o almeno bizantina. Di questa antica origine restano pochi indizi storici, cioè parte di abside della primitiva chiesa, e una statua di Maria col Bambino, trovata su una quercia, o forse realizzata con il legno della quercia sulla quale si dice sia apparsa la Madonna.1

La Statua è formata da un tronco massiccio di legno di quercia e raffigura la Madonna, maestosamente seduta su scanno, che tiene in grembo il Bambino Gesù benedicente. Un ampio mantello, color del mare, le avvolge tutta la persona conferendole un aspetto solenne e ieratico; il volto leggermente sorridente ispira filiale fiducia.

Le apparizioni della Madonna

Diverse sono le apparizioni documentate della Madonna che rendono celebre il Santuario della Rovere. Nel luglio 1608 la Vergine appare da una finestra del Campanile, eretto pochi anni prima. Il vescovo Luca Fieschi incarica subito il prevosto di Diano di raccogliere tutte le informazioni necessarie per documentare l’autenticità dell’accaduto.

Il 18 aprile 1671 la Madonna appare a Giacinto Perato, un contadino cinquantenne di Rollo paralizzato ad un braccio. Mentre sta pascolando un suo giumento, gli appare una donna, dimessa nel vestito, che lo interroga sul male che lo affligge.

Egli con semplicità risponde che ha intenzione di recarsi la settimana seguente al Santuario della Rovere a chiedere la guarigione alla Madonna. La donna gli fa notare che, quando si ha una buona intenzione che riguarda un affare importante, non la si tramanda, ma si attua quanto prima. Fatti poi pochi passi, la donna scompare.

Il giorno dopo, Giacinto con la moglie, si reca pellegrino al Santuario della Rovere, dove, dopo la celebrazione della Messa, si sente guarito. Comprende allora che la donna che gli ha parlato il giorno innanzi era la Madonna.
Con l’aiuto dei compaesani di Rollo inizia subito la costruzione di una cappella sul luogo dell’apparizione, a ricordo del prodigio; sorgono in seguito difficoltà per cui la costruzione viene sospesa, e la Madonna apparendogli nuovamente gli domanda il perché della sospensione e lo esorta a proseguire.

Nell’archivio della Curia vescovile di Alberga si conservano le testimonianze raccolte su queste apparizioni e su altre nove guarigioni avvenute nel 1671.

Il Crocifisso catalano

In fondo alla navata destra del Santuario, in una stupenda cornice di marmi policromi, spicca il Crocifisso catalano, di epoca quattrocentesca. La storia di questo Crocifisso è legata al passaggio di un gruppo di pellegrini francesi, probabilmente una compagnia di “flagellanti” che si fermano per trascorrere la notte presso la chiesa della Rovere.

Il mattino seguente entrati in chiesa per riprendere il crocifisso, lo trovano così saldamente conficcato nel pavimento, in terra, che non possono muoverlo.

Mentre pregano sforzandosi di alzarlo, sentono la voce del Cristo che dice: “Dov’è la Madre può stare il Figlio...”. Così il Crocifisso in legno d’ulivo restò nella chiesa.

                                                                                          Don Mario Morra


1 Luciano Calzamiglia, Le strade di Maria. Santuari mariani nella Liguria occidentale (Imperia, Dominaci editore 1988).

IMMAGINI:
Il Santuario sorge sul luogo di un antico bosco venerato in tempi pagani..
 Rappresentazione dell’immagine della Vergine del Santuario di San Bartolomeo..
3  
Santuario di Nostra Signora della Rovere, Sant Bartolomeo al mare
4  Crocifisso catalano di epoca quattrocentesca.

       RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2007 - 11
     
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