La Madonna dell'Umiltà
/ Pistoia
IL FIORE DI FUORI PORTA

Nel novembre
del 1549 è conclusa dal Vescovo Mons. Francesco da Gagliano,
con grande soddisfazione
di tutto il popolo, la ricognizione del miracolo della Madonna
dellUmiltà avvenuto in Pistoia il 17 luglio 1490
Santa Maria
fuori di porta
Tra la fine
del 1200 e gli inizi del 1500 corrono tempi tristissimi per gli
abitanti di Pistoia, a motivo delle continue lotte tra le varie
Famiglie potenti e prepotenti.
Grande però
è la devozione della popolazione per la Beata Vergine
Maria, sempre premurosa e materna, alla quale sono dedicate numerose
cappelle.
Tra queste,
poco fuori della cerchia antica delle mura della città,
presso Porta Lucchese Porta vecchia, sorge una piccola chiesetta
detta S. Maria fuori di porta.
È umile,
modesta, in mezzo ai prati ed agli orti, ma già Parrocchia
piccola, piccola, chiamata in alcuni documenti antichi, fin dai
primi del 200, Oratorio. Di essa rimangono due leoncini
in pietra, accasciati, di tutto rilievo, depoca romanica,
che dovevano appartenere, come mensole, al portale, a sostegno
dellarchitrave.
Una chiesetta
non vistosa, di quelle nelle quali, appena entrati, laccogliente
silenzio invita al raccoglimento ed alla preghiera devota.
Sulla parete
di un altare secondario, presso la porticina del campanile, un
pittore, certo Giovanni di Bartolomeo Cristiani (o secondo altri,
certo Fra Paolo o Barnaba da Modena), ha affrescata limmagine
della Madonna, la medesima che oggi si venera nella nicchia sullAltare
maggiore del Santuario.
Sotto un arco
tondo, dentellato che poggia su due pilastri quadrati, è
raffigurata la SS. Vergine, seduta su un cuscino, non in trono,
ma per terra, nellatteggiamento di allattare il Bambino
Gesù che stringe delicatamente con la destra al seno.
Il capo della
Madonna, leggermente chino, è circondato da unaureola
ornata di piccoli raggi; anche il capo del Bambino è ornato
di aureola. Sulla spalla sinistra è dipinta una stella,
e sotto i piedi, la luna.
In basso, a
sinistra del dipinto, è ritratta in ginocchio una donna,
lofferente, dallaspetto senile, con le mani giunte,
che guarda fissa nel volto amoroso e serio della Madonna.
Per questo
atteggiamento, il pittore ha dato allImmagine il titolo
dellUmiltà ed i fedeli lhanno sempre venerata
come Madonna dellUmiltà.
Il Miracolo
Le memorie
del tempo sono concordi nel riferire che il 17 luglio 1490, in
giorno di sabato, alcune pie persone, mentre assistono alla S.
Messa celebrata dal sacerdote Tommaso Benannati allaltare
della Madonna, al chiarore di un raggio di sole, vedono trasudare
dalla fronte dellImmagine alcune gocce di color vermiglio
che scendono fino ai piedi della Vergine, segnando una larga
striscia. Questo sudore dura per più settimane e mesi,
e le sue tracce sono tuttora visibili.
Lautenticità
del miracolo, dopo accurati esami, è confermata dal Vescovo
Niccolò Pandolfini, dal Podestà Pietro Vettori,
dal Capitano del Popolo, dal Gonfaloniere e dai Priori.
Lentusiasmo
e la devozione popolare verso la Madonna dellUmiltà
crescono a dismisura, tanto che subito sorge la necessità
di provvedere ad un ampliamento della piccola chiesa per contenere
le folle dei fedeli che vi accorrono da ogni parte.
Il Santuario
Basilica
Appena in Città
si profila lintenzione di erigere un tempio di grande mole
in onore della Madonna dellUmiltà, larchitetto
pistoiese Ventura Vitoni, desideroso di rendere omaggio alla
Vergine, prepara e consegna al Comune il 27 ottobre 1492 un modello
imponente in legno.
Il progetto
viene completato dalla consulenza di altri grandi architetti
del tempo quali Giuliano ed Antonio da Sangallo, Antonio Pollaiolo,
ed altri. Il 3 settembre 1495, con processione solenne che si
snoda dalla Cattedrale in
mezzo
ad una grande folla di popolo, il Vescovo benedice le fondamenta
già tracciate e la prima pietra il primo sasso
del Tempio.
I lavori, subito
iniziati, sono più volte interrotti, un po per la
peste e la fame che tormentano Pistoia ed il territorio per due
anni (1496-97), un po per i malumori ed i malcontenti dei
cittadini sospettosi gli uni degli altri, e più volte
lentamente ripresi.
In seguito
però alla morte del Ventura, avvenuta nel 1522, essi rimangono
definitivamente sospesi; sono completati labside ed il
vestibolo, mentre la parte centrale ottagonale è rimasta
ferma al secondo ordine di finestre.
Dopo il 1550,
il progetto viene affidato allarchitetto Giorgio Vasari
il quale, secondo il suo solito, modifica lo stile della cupola
che nel 1575 dovrà essere addirittura rinforzata da Bartolomeo
Ammannati.
Solo nel 1578,
il 19 dicembre, il Tempio può essere solennemente benedetto
ed aperto al pubblico, con il canto del Te Deum davanti allImmagine
della Madonna, e consacrato il 31 dicembre 1585.
Nonostante
i difetti nello stile architettonico e le parti rimaste incompiute,
per i fedeli di Pistoia «Santa Maria dellUmiltà
vale Santa Maria del Fiore».
Don
Mario Morra
1 Marcello Cagnacci, Impruneta
e la sua Basilica (Firenze, Tip. B. Pochini 1969).
IMMAGINI:
1 Interno del Santuario
della Madonna dellUmiltà a Pistoia.
2 Affresco del
XIV secolo che ritrae la Madonna dellUmiltà venerata
nel Santuario pistoiese.
3 Natività della
Vergine, affresco del sottarco nella Cappella Rospigliosi, attribuito
ad Alessandro Fei.
4 Presentazione di Gesù al Tempio,
affresco del sottarco della cappella Rospigliosi, attribuito
a Francesco Morandini.
5 Una splendida rappresentazione
della crocifissione di manifattura limosina del XVI secolo.

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2007 - 10
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