9 giugno 1573:
Maria SS. della Fontenuova - Monsumanno Terme (PT):
MARIA, MADRE DI MISERICORDIA
Monsummano Terme, città
natale del poeta Giuseppe Giusti, è una cittadina amena
ed importante della provincia di Pistoia, a due chilometri dalla
rinomata Montecatini Terme, stazione idro-minerale e climatica
estivo-autunnale. Le sue origini sono molto antiche. Il primo
nucleo di abitanti si stabilisce sul colle vicino, dove ancora
si ammirano i resti dellantico castello, perché
la valle altro non è che una palude acquitrinosa e malsana.
I contadini a gruppi, dalle colline dove abitano, scendono a
coltivare i pochi campi contesi faticosamente alle macchie boscose
ed agli acquitrini, ed a sera ritornano sulle alture. Nel 1500,
ad opera dei Signori di Firenze, si intraprende lopera
di bonifica della pianura; sorgono quindi i primi nuclei abitati
e le strade che li collegano. Lungo le strade vengono costruite
delle Margini o Tabernacoli dove sono venerate immagini
sacre, specialmente di Maria SS. con il piccolo Gesù in
braccio.
Una di queste si trova nella località
chiamata Pozzo vecchio o Renatico; vi
è dipinta una devota immagine di Maria che tiene sulle
ginocchia Gesù Bambino, circondata da quattro santi, riconosciuti
comunemente come San Nicolao, San Marco, San Sebastiano e San
Rocco. Laffresco viene fatto risalire al secolo XIV, cioè
tra il 1327 e il 1348, collegato alla grande pestilenza descritta
dal Boccaccio, ma più verosimilmente è opera di
un pittore del 1500, buon conoscitore dellanatomia. Ai
piedi di questa Immagine sostano in preghiera i contadini che
scendono al piano per i loro lavori, e alla sera prima di risalire
al castello.
La tradizione racconta che una pastorella, di nome Jacopina Mariotti,
il 9 giugno 1573, si ferma a pregare davanti allImmagine
della Madonna, come è solita fare ogni giorno, e dimentica
di vigilare il gregge. Quando si alza per tornare a casa, non
trova più le sue pecore; piangendo ritorna ai piedi di
Maria e chiede con fiducia di poterle ritrovare. Alzando gli
occhi pieni di lacrime, Jacopina vede lImmagine animarsi:
la Madonna muove gli occhi e stendendo il braccio le indica dove
si è radunato il gregge. Aggiunge pure di recarsi al castello
e di dire al rettore della Chiesa di San Nicolao di costruire
una chiesa lì dove si trova il Tabernacolo.
La notizia del fatto si diffonde con rapidità, i devoti
accorrono numerosi da ogni parte, tanto che le autorità
comunali e religiose decidono di costruire sul luogo una piccola
cappella. Ogni anno, il 9 giugno, la popolazione di Monsummano
viene in devota processione alla Madonna del piano
e la devozione popolare va crescendo.
I Ricordi inediti di Don Simone Casciani, rettore
della chiesa di San Nicolao, scritti di proprio pugno dall11
maggio 1602 al 30 maggio 1604, ci tramandano altri fatti prodigiosi.
Come ogni anno il 9 giugno 1602, la comunità di Monsummano
si reca in processione alla Madonna del piano venerata
per essersi più tempo (cioè anni prima) se
mostrata miracolosa in tal giorno (il 9 giugno 1573) .
Il giorno seguente che noi vi eravamo andati in pricissione
(sic!), che fu il lunedì alli dieci di Giugno,
racconta Don Casciani una ragazza inginocchiatasi
avanti a detta Madonna sentì nel tabernacolo di detta
Madonna ammodo di uno pianto duno bambino, et detta fanciulla
volendosi chiarire, cominciò a rizzarsi per meglio vedere,
et drento (= dentro) non vide niente et girando dreto (= dietro)
a detto tabernacolo ancora non vide dintorno né sul tetto
cosa alcuna....1 Spaventata la ragazza corre a casa e Don
Casciani ha modo di interrogarla e di certificare quanto detto.
Nel Ricordo del 7 luglio 1602 Don Casciani ci informa
di un altro prodigio:
«Addì 7 di luglio 1602».
«Ricordo come questa mattina quando si diceva la Messa
alla Vergine Maria di piano apparve costì dintorno a detta
Madonna di verso Monte Summano in un pezzo di terra che è
dellopera della Chiesa di San Nicholò di Monte Summano
una polla dacqua buona et in quantità, et subbito
se ne cominciò a bere et era veramente di quella bontà
et freschezza che rispetto al tempo et luogho pareva essere;
et io Simone Chasciani Rettore della Chiesa di San Nicholò
sopradetto ne ho bevuta per divotione et tutto il resto del popolo.
Per memoria».1
Da allora lImmagine di Maria è chiamata «Madonna
della Fonte Nuova». Questo titolo appare nei documenti
del marzo 1603 e quindi in tutti gli altri dal 9 aprile 1604.
Questi Ricordi di Don Casciani sono importanti perché
confermano che la Madonna del piano è venerata
da tempo per essersi mostrata miracolosa in quel giorno, cioè
il 9 giugno 1573. Da questa manifestazione, e dagli altri avvenimenti
prodigiosi, sono iniziati il concorso di popolo, i pellegrinaggi
e quindi la costruzione del Santuario, del quale è posta
la prima pietra il 30 dicembre 1602. Una lapide, collocata sulla
facciata del Santuario, ricorda lavvenimento con questa
scritta in latino: Cosimo (II) primogenito, per comando
di Ferdinando (I) e di Cristina, Granduchi di Toscana, pose la
prima pietra del tempio da erigersi alla Vergine Madre di Dio,
il 30 dicembre dellanno del Signore 1602.1
La Chiesa, a croce latina circondata parzialmente da un loggiato,
è edificata in breve tempo; terminata nel 1605 la costruzione,
negli anni seguenti sono eseguiti il pavimento, gli altari marmorei,
il soffitto a cassettoni in legno dorato, ornato di tre tele
a soggetto mariano, il coro in legno, lorgano e le restanti
suppellettili sacre. La Chiesa e lAltare maggiore sono
consacrati il 30 aprile 1616 da Mons. Pietro Giovan Battista
Puccini, vescovo di Montepulciano.
Il 25 agosto del 1782 lImmagine della Madonna della Fonte
Nuova viene solennemente incoronata con la preziosa corona donata
già nel 1608 da Cosimo II de Medici, e con decreto
del Papa Paolo VI, il 25 agosto del 1963 è dichiarata
Patrona della Diocesi di Pescia.
Don Mario Morra
1 Carlo Natali, Il santuario di
Maria SS. Della Fontenuova, Patrona della Diocesi di Pescia (Monsummano
Terme 1963).
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-6
VISITA Nr. 