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dicembre 1478:
S. MARIA DELLE GRAZIE O DEL LATTEIN S. GIOVANNI
VALDARNO (Arezzo)
PROVVEDI
TU!
Limminente festività
del Santo Natale porta alla nostra contemplazione la commovente scena
di Maria che dà alla luce il Bambino Gesù e lo
nutre con il suo seno immacolato.
Moltissimi artisti hanno voluto raffigurare la Madonna proprio
in questo atteggiamento profondamente materno. Quanto sono belle
le immagini della Madonna del Latte! La Madonna che allatta il
piccolo Gesù! Nella Mostra dei Presepi ne presentiamo
alcune, forse le più significative tra le tante, antiche
e moderne.
Ma la Madonna è Mamma sempre, e viene in aiuto, anche
in modo straordinario, alle mamme in difficoltà nello
svolgimento della loro funzione materna. Oggi, nei Paesi ricchi,
non mancano i mezzi per sopperire al sostentamento materno dei
neonati; non così purtroppo nei Paesi sottosviluppati,
e nelle situazioni di estrema povertà dei tempi passati.
Allorigine del Santuario-Basilica
Monumentale di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Valdarno,
troviamo un intervento straordinario della Madonna proprio in
questo senso, per cui la prima Grazia è stata quella del
latte per salvare la vita ad un neonato.
Il Castello di San Giovanni Valdarno è fondato nel 1296
dalla Repubblica di Firenze, contro gli Ubertini di Arezzo, su
disegno di Arnolfo di Lapo, celebre architetto del tempo, con
ventiquattro torri, «quattro porte di accesso sui lati
e solide mura di cinta... Ma oggi non si vedono più le
torri numerose, le quali furono demolite e trasformate in abitazioni
civili e, con quelle, scomparvero anche le porte, di cui una
sola, detta Porta di San Lorenzo, venne chiusa per lerezione
di un Oratorio che nel corso dei secoli, per la pietà
dei fedeli, è divenuto lattuale Basilica e Santuario
di Nostra Signora delle Grazie».1
Dal 1375 al 1478 Firenze è
in progressiva espansione ed in continue guerre; la terra di
San Giovanni, suddita ed alleata di Firenze, ne è di conseguenza
coinvolta; ma con le guerre si abbattono sul territorio i flagelli
della carestia, della fame e della peste. Particolarmente virulenta
è la pestilenza del 1478 che distrugge gran parte della
popolazione del paese.
Tra i superstiti di così grande flagello è rimasto
un bimbo innocente, di appena tre mesi, Lorenzo. La mamma Santa
ed il papà Francesco sono stati portati via dalla peste;
è rimasta solo la nonna paterna Mona Tancia, ultra settantenne,
impotente a sostentare il neonato, nella estrema povertà
in cui si trova. Ella cerca affannosamente una nutrice per il
bambino, ma nessuno ha il coraggio di avere rapporti con persone
superstiti del contagio.
La povera vecchia con il cuore
in tumulto, tremante di spasimo per la notte imminente, correndo
per le vie del paese, giunge alla Porta di San Lorenzo, ed alza
gli occhi pieni di lacrime verso lantica immagine della
Madonna con il Bambino dipinta sullunica Porta rimasta
delle mura della Città. Ricordando le tante volte che
si era rivolta con fiducia a quella benedetta immagine, si prostra
piangendo ed implorando a braccia aperte: Provvedi Tu a questa creatura
innocente!. Subito
sente un misterioso conforto che rianima il suo cuore e lapre
ad una profonda speranza. Corre alla povera casa, stanca e sfinita,
si butta sul letto con accanto il bambino che riprende a vagire
e a gemere cercando con ansia il seno materno. La nonna, quasi
inconsciamente, per acquietarlo porge alle sue labbra il proprio
seno arido, avvizzito, nellillusione di calmarlo, e sente
misteriosamente fluire in sé un flusso vitale ed esuberante:
il bambino si acquieta ed aderisce sempre più al seno
della nonna. Stupita per il fatto straordinario, non può
che attribuire il miracolo alla bontà della solitaria
Madonna del Castello, ed alle prime luci del giorno comunica
la sua riconoscenza a tutti i conoscenti. Il flusso del latte
è copioso ed abbondante, come fosse di una giovane mamma,
e tale continua per molti mesi.
La notizia del prodigio si
sparge in un baleno, la gente accorre da ogni parte, tutti si
prostrano davanti alla sacra immagine ardenti di fede e di riconoscenza.
Le grazie e i prodigi si susseguono e si moltiplicano; il concorso
dei fedeli cresce ogni giorno di più. Anche Lorenzo de
Medici vuole essere testimone oculare del fatto ed accorre di
persona. Viene eretta, attorno alla sacra immagine, una piccola
Cappella che subito prende il nome di Madonna delle Grazie per
i tanti fatti straordinari che vi si verificano. Con il passare
dei secoli la Cappella si trasforma nellattuale Santuario-Basilica
Monumentale.
Il piccolo Lorenzo cresce buono e sano, devotissimo della Madonna.
Veste labito di San Francesco, con il nome di Frate Egidio,
muore in concetto di santità, come risulta dal Martirologio
francescano, ed è sepolto in Madrid; sulla sua tomba viene
posta liscrizione: B. Egidius in Valle Arnensi in
Tuscia cioè B. Egidio in Valdarno in Toscana.
Don Mario Morra
1 Giovanni Tambosso, Linsigne
Santuario di Maria SS. delle Grazie in San Giovanni Valdarno,
Firenze, Tip. Francolini 1928.
IMMAGINI:
1 Santuario della Madonna del
Latte in Valdarno
2 Santa Maria delle GRazie
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-11
VISITA Nr. 