23
giugno: LA MADONNA DEL SASSO E DEL BUOIO IN BIBBIENA (AREZZO)
BRILLA
NEL BUIO
Tra Tevere ed Arno, nel Casentino,
a undici chilometri dalla Verna, sotto Bibbiena, sorge isolato
il Santuario della
Madonna del Sasso, dove si venera anche,
nella Cappella inferiore, la Madonna del Buio. La chiesa è
ricordata già dal 1204, ma è stata ricostruita
nelle forme rinascimentali tra la fine del 400 e gli inizi
del 500. Lannesso Monastero domenicano, oggi abitato
anche da una comunità di monache domenicane, pare sia
stato fondato dal Savonarola; insigne benefattore sia del Santuario
sia del Monastero è stato Lorenzo de Medici, il
Magnifico. Linterno del Santuario è un gioiello
di eleganza rinascimentale, ricco di opere darte, segno
della grande devozione mariana che esso ha rappresentato per
il Casentino nei secoli.
In questa località
solitaria, abitata solo da un eremita camaldolese, nel 1347 viene
notata, per più giorni consecutivi, una bianca colomba
che sistematicamente si posa su uno dei grandi sassi che si trovano
tra il verde della zona. I contadini tentano ripetutamente di
avvicinarsi e di toccarla, ma la colomba vola via. Anche leremita
non riesce a toccarla, né tanto meno a catturarla. Solo
i bambini possono avvicinarsi al sasso e toccare la bianca colomba.
Questo per trenta giorni, poi la colomba sparisce.
Il 23 giugno, una donna di
Bibbiena scende con la figlioletta Caterina al torrente che scorre
vicino al masso della colomba, per lavare i panni. Mentre è
intenta al suo lavoro, la piccola Caterina, vagando
per il verde prato a raccogliere fiori
campestri, si avvicina al masso e vede meravigliata una Signora
vestita di bianco che soavemente la saluta, la esorta alla purezza
e allamore di Dio. Poi le riempie il grembiulino di baccelli
colti in un campo vicino. La piccola corre dalla mamma e le racconta
ogni cosa, ma la donna non dà peso alle sue parole, giudicandole
fantasie puerili. Si avviano verso casa e cammin facendo Caterina
si lamenta che i baccelli le pesano in grembo, ma la mamma, carica
a sua volta del bucato, la esorta a farsi forza e coraggio. Giunte
in casa, la donna prende i baccelli ed inizia a sgranarli per
poi cuocerli per la cena. Ma un grido le sfugge di gola: i baccelli
sono pieni di sangue, presagio di sciagura, di calamità
di guerra, di pestilenza!
Lanno seguente infatti
in Toscana scoppia la terribile e famosa peste descritta dal
Boccaccio nel Decamerone, e che, a detta di SantAntonino,
nella sola Firenze colpisce sessantamila persone, cioè
i due terzi della cittadinanza.
Quellapparizione, quel sangue sono un avvertimento della
Madonna: occorre pregare molto, emendarsi dai peccati, fare penitenza.
Gli abitanti di Bibbiena si recano processionalmente ai piedi
del sasso e deliberano di costruire in quel luogo una chiesa
votiva. Sorge così la chiesetta chiamata dellEremita
Martino che esiste ancora oggi. I prodigi si moltiplicano:
sovente appaiono globi di
fuoco, compare nuovamente la bianca
colomba, miracoli, guarigioni e grazie spirituali sono frequenti.
Cresce la devozione alla «Madonna del Sasso», e ad
essa si aggiunge la devozione alla «Madonna del Buio».
La storia di
questa seconda Madonna è ricca di particolari pieni di
grazia e di soavità. Allinizio del cinquecento si
pensa di collocare alla base del masso dellApparizione,
una statua lignea policroma della Madonna, fatta scolpire da
un bravo artista.
Nel 1511 gli
abitanti di Bibbiena chiedono ai monaci di poter avere la bella
statua per la loro chiesa di Santo Spirito. Con grande solennità
la statua viene processionalmente portata nella chiesa di Santo
Spirito, ma il giorno dopo viene ritrovata al suo posto primitivo.
Riportata in
Bibbiena, nonostante la vigilante sorveglianza notturna, la statua
scompare, ed impronte sulla neve della notte conducono al Sasso.
La tradizione popolare così tramanda lavvenimento:
la santa statua della Vergine se ne venne al Sasso, piede
e piede, camminando sopra la neve, e quivi giunta, a porte chiuse
entrò e al suo primiero luogo si pose. La statua
viene allora definitivamente
collocata nella chiesa
inferiore, notoriamente buia, vicino alla cappella dellEremita
con la scritta significativa in tenebris lucet, da
cui il titolo «Madonna del Buio».
Dalla Verna, dove si è
recato in devoto pellegrinaggio il 17 settembre del 1993, Giovanni Paolo
II rivolge questo saluto
ed augurio a tutti i devoti della «Madonna del Sasso»
e della «Madonna del Buio»:
«...
Sulla via della gioia vera, a cui il vostro cuore anela, vi guidi
Maria, Madre di Gesù, Madre di Francesco e di tutti i
Santi. Maria, costantemente invocata dalle popolazioni di questa
regione ricca di santuari e cappelle a Lei dedicati. Mi piace
ricordare, in particolare, lantico e suggestivo Santuario
di Santa Maria del Sasso, che si trova a pochi chilometri da
qui e che rappresenta un importante punto di riferimento per
la devozione mariana dellintero Casentino.
Ai Padri Domenicani, custodi
di quel sacro tempio, alle Religiose Claustrali dello stesso
Ordine, che costituiscono allombra del Santuario una silenziosa
ed orante presenza, come pure a tutti i devoti della Vergine
lì venerata sotto il titolo di Madonna del Sasso
e di Madonna del Buio, giunga il mio cordiale saluto
ed una speciale benedizione».
Don
Mario Morra SdB
IMMAGINI:
1 Il Santuario
della Madonna del Sasso e del Buio di Bibbiena, si trova sulle
amene colline dArezzo a 450 metri sul livello del mare.
2 Il sasso dellapparizione,
attorno a cui è stato costruito il Santuario.
3 Affresco della
Madonna del Sasso di Bicci Lorenzo.
4 Madonna del Buio. Statua
della scuola fiorentina del 1500, venerata nella cripta del Santuario.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2005-6
VISITA Nr. 