LA
MADONNA DI VALVERDE / CATANIA
NON TOCCARE IL MIO DEVOTO
Posto su un ridente altopiano
alle falde dellEtna, dallincantevole panorama sulla
lussureggiante Valle Verde, fino allazzurra distesa del
mare Ionio, il Santuario della Madonna di Valverde è da
sempre meta di numerosi e devoti pellegrinaggi.
Limmagine di Maria, che vi si venera su un pilastro, è
bellissima tanto da essere attribuita non a pennello duomo;
la Liturgia la dice divinitus formata, fatta divinamente!
La tradizione la fa risalire
allapparizione della Vergine ad un feroce brigante che
si converte. Siamo in tempi sanguinosi e drammatici per la storia
della Sicilia. È lepoca in cui si fronteggiano tre
civiltà: quella Araba che vi domina da oltre due secoli,
quella Bizantina che tenta di riconquistare lantico dominio,
e la giovane civiltà Normanna che riuscirà vincitrice.
In questo grandioso e drammatico scenario si succedono guerre,
distruzioni, banditismo, piraterie, furti, assassinii ed ogni
genere di violenza.
La Madonna
e il brigante
Le truppe Normanne, alleate
di quelle Bizantine, ma indignate per lingiusta ripartizione
del bottino tolto agli Arabi nella
prima
battaglia, si ritirano nella loro contea di Aversa.
Un soldato però, un certo Dionisio, forse ligure di origine,
attratto dallamenità e ricchezza del luogo, e più
ancora per la cupidigia di facili guadagni, rimane nellisola
e si dà ad una vita di brigantaggio, appostandosi nel
folto del bosco che costeggia la via che da Catania porta allantica
Aci, in prossimità della sottostante Vallis viridis.
Questa zona diventa teatro dei suoi furti, delle sue aggressioni
ed assassinii. Ma proprio qui lo attende la Madonna, Madre di
misericordia!
Un pio cittadino di Catania di nome Egidio, dovendo recarsi ad
Aci, pur temendo il pericolo, ma fiducioso nella protezione della
Madonna, della quale è gran devoto, si mette in viaggio.
Ha già percorso un buon tratto di strada, quando allimprovviso,
dal folto della boscaglia gli piomba addosso lassassino
che con il pugnale alzato lo minaccia di morte.
Allimprovviso una voce, da un globo di luce, si fa sentire.
Dionisio, Dionisio, non toccare il mio devoto!. A
quella voce il brigante trattiene il braccio, si guarda attorno,
poi alza lo sguardo in alto: Deponi quellarma
si sente ancora dire e cessa questa vita di brigantaggio.
A queste parole Dionisio rientra in se stesso, comprende in un
baleno la mostruosità della sua vita, riconosce il suo
errore,
scaglia lontano larma omicida e si prostra ai piedi della
vittima, chiedendo perdono. È il primo miracolo: Egidio
è salvo e Dionisio è convertito!
La Madonna appare in seguito a Dionisio che piange i propri peccati
nella caverna dove abita, lo conforta esortandolo ad avere fiducia
nella bontà e nella misericordia di Dio: si presenti al
sacerdote per ottenere il perdono ed inviti sacerdoti e fedeli
di Aci a salire processionalmente sul colle di Valverde.
Acqua per
costruire e per guarire
Maria avrebbe indicato, con
un prodigio, il luogo dove desiderava che si costruisse una chiesa
con i soldi acquistati con la violenza. Quando, alcuni giorni
dopo, la devota processione del clero e del popolo di Aci giunge
sul colle, uno stormo chiassoso di gru volteggia nel cielo e
si posa sul posto dove ora sorge il Santuario: è il segno
che Maria desidera avere lì la sua casa!
I lavori per la costruzione della primitiva cappella iniziano
subito con grande fervore, ma procedono assai lentamente per
la mancanza di acqua. La fede di Dionisio si rivolge ancora una
volta alla Madonna che interviene ordinando di picconare alla
base della roccia che forma la grotta dellantico brigante.
Ne scaturisce una polla dacqua che non solo permette il
proseguimento dei lavori di costruzione della cappella, ma diventa
ben presto fonte di guarigione per molti ammalati.
I lavori, iniziati nel 1038 sono ultimati due anni dopo, nel
1040, ma la chiesetta rimane ancora priva di un segno della presenza
di Maria.
Limmagine
miracolosa
Una notte di agosto, mentre
è assorto in preghiera, Dionisio è colpito da un
raggio di intensa luce e da una nube nella quale vede la Madonna
attorniata da Angeli. Quando la nube si alza, e la luce scompare,
una bellissima immagine di Maria è impressa sulla ruvida
parete di un pilastro della chiesa.
La Madonna appare «Seduta su di una scranna a larga spalliera,
vestita con tunica rossastra a fregi doro, stretta ai fianchi
con cintura alla nazzarena. Un candido velo le copre il capo,
lasciando vedere gli abbondanti capelli, che par si possano contare
a uno a uno sulla spartitura della fronte.
Un manto, dal color celeste scuro, ricco di trine doro,
le copre con grazia le spalle e le ginocchia, dandole unespressione
di maestosa dignità, il volto è di una bellezza
di cielo: guance vermiglie e piene, breve la fronte, naso profilato,
bocca pronunziata e ridente, occhi neri, vivacissimi, che fissano,
parlano, conquidono, innamorano.
Con la destra sorregge il Figlioletto Gesù, dal volto
di una ingenuità affascinante, dai capelli inanellati,
bellissimo, vestito di una tunichetta bianca, sciolta al seno:
le siede in grembo poggiandosi su di un cuscinetto verde-rosso
a fregi doro. Con la manina destra benedice gli astanti
guardandoli amorosamente, e con laltra carezza una piccola
gru, che timidamente si nasconde nella mano sinistra della Vergine
bella. In alto due angioletti sorreggono un aureo triregno sul
capo di Maria, quasi dicano che Essa è la Regina della
Vallis Viridis fortunata e dellEtna maestoso».1
Don Mario Morra SDB
1 Anonimo, Cenni storici
popolari del Santuario di Valverde, La Nuovagrafica, Catania,
1962.
IMMAGINI:
1 Catania : Santuario di Valverde.
2 Catania : Santuario di Valdverde : Interno.
3 Immagine della Madonna di Valverde venerata presso
il Santuario.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2005-1
VISITA Nr. 