SANTUARIO BASILICA MARIA AUSILIATRICE
TORINO-VALDOCCO
NOVENA di Padre T.A. CORONA CORTES SDB (2002)

L'AUSILIATRICE DI DON BOSCO…LA MADONNA DEI TEMPI DIFFICILI
SETTIMO GIORNO Martedì 21 Maggio

Maria: Prega per noi! nell'ultima ora della nostra vita,…
nell' ora della nostra morte

L'Ave Maria… La preghiera più familiare del credente

Una delle prime preghiere che abbiamo avuto in bocca, imparata dalle labbra delle nostre Mamme, certamente è stata l'Ave Maria.
Dalla nostra infanzia in poi, nella continua recita dell' Ave Maria abbiamo rivolto fiduciosi la nostra preghiera alla Madre di Dio.
Ogni volta che recitiamo il Rosario e che abbiamo presso in mano quella corona, siamo stati portati a meditare ripetutamente i misteri dell' annunciazione, della morte, della risurrezione del Signore… La nostra bocca e il nostro cuore per ben cinquanta volte ha pronunciato con amore e devozione le parole dell' Ave Maria. E ogni volta che recitiamo l'Ave Maria, la nostra preghiera finisce invocando a Maria e chiedendo la sua assistenza nell'ora della nostra morte.

L'Ave Maria diventa così la più bella ed efficace preghiera della Buona Morte del cristiano. Nella preghiera a Maria è presente il finale della nostra esistenza, chiediamo ripetutamente la sua materna presenza nel momento dell'incontro, nella fine del nostro camino terreno, al tramonto del nostro passo per il tempo… nel nostro incontro con la beata eternità. La presenza di Maria fa sì che la preghiera di ognuno di noi, nel momento supremo dell' addio possa essere la stessa di Gesù sulla Croce: "O Padre, ho compiuto l'opera che mi hai affidato" (Gv 19,30), Consummatum est… (Gv 7,4) Tutto è compiuto. In manus tuas Domine, commendo spiritum meum (Lc 23,46)… Nelle tue mani, Signore, consegno il mio spirito.

Qui elucidant me… vitam aeternam habebunt (Sir 24,31)
Quegli che mi onorano… avranno la vita eterna.
Dal libro santo della Sapienza la tradizione della Chiesa ha presso questo testo e lo ha applicato in bocca di Maria, facendolo diventare promessa per i suoi devoti.Onorare Maria, invocare Maria, vivere la nostra vita con Maria è garanzia di vita eterna.
È la forza di questa convinzione che per lunghi secoli ha riempito di gioia, di speranza, di fiducia l'incontro finale del credente, il momento decisivo della vita, la morte del cristiano. E Maria fa diventare realtà l'invocazione che anche nei secoli è stata attribuita a Lei. Maria, infatti, è stata invocata: La Porta del cielo, la Causa della nostra Allegria. Maria diventa per il credente la Stella del Mattino che vince le tenebre della notte, annunzia il nuovo giorno, inizia l'aurora e ci assicura che dietro di Lei c'è il suo Figlio Gesù, il sole che illumina, che riempie di vita, che da luce, calore e amore all'umanità. Ciò vuol dire che onorare Maria, invocare Maria, è per noi pegno di salvezza. L' invocazione: prega per noi nell'ora della nostra morte, si unisce alla disposizione del nostro essere per far presente nel vissuto quotidiano al Signore. La nostra vita ha senso davanti a Dio che illumina le nostre decisioni, accompagna i nostri sforzi, e ci da la forza per superare tutto ciò che può allontanarci da Lui.

La morte di Maria… il suo transito e dormizione

Con insistente preghiera invochiamo la protezione di Maria nell'ora della nostra morte… persuasi che Maria, la prima credente, la Madre del Signore, è stata la prima a vivere il privilegio della sua maternità divina, proprio nella fine della sua vita terrena.
Tre parole s'intrecciano nella contemplazione di questa realtà: morte, dormizione, e transito di Maria.

San Francesco di Sales, nel suo trattato dell'amore divino,dedica un capitolo alla contemplazione della morte di Maria. Una morte che ci fa capire l'amore dolce, tenero, pacifico, tranquillo di Maria verso il suo Figlio Gesù. Maria che dopo la Pentecoste impegnava la propria esistenza, contemplando l'opera ammirevole della predicazione degli apostoli e viveva intensamente l'amore al Figlio, senza nessun turbamento. Maria presente nella vita della Chiesa nascente la cui vita era vita di fede, di amore, di speranza. Maria contemplava il mistero nel quale era stata chiamata come protagonista. Questo atteggiamento di contemplazione la faceva crescere in grazia davanti a Dio, senza nessun ostacolo… guardava con intenso amore la redenzione compiuta dal Figlio, e le miserie del genere umano nel quale doveva a sua volta incarnarsi il Vangelo di Gesù.
Questo periodo di tempo troviamo a Maria Immacolata, sempre preservata da ogni peccato, povera e piena di umiltà di cuore, purissima, e sempre serena e in perfetto equilibrio nella sua natura umana. (Teotimo SFS VII,14).

L'attrazione che Gesù faceva sull'amore della sua Madre, ancora in terra, era una forza, dice SFS, che diventava a sua volta esigenza di una efficace unione eterna con il suo Figlio. La vita di Maria, dopo l'Ascensione di Gesú al cielo, si trovava piena di un incomparabile dolcezza e desiderio immenso di unirsi al suo Figlio Gesù, provocando quello che è stato chiamato il transito di Maria, la dormizione di Maria, che ha preceduto la sua Assunzione in anima e corpo glorioso in cielo. Quando i santi ci parlano della morte di Maria… ci fanno riflettere sul fatto che: non poteva soffrire la corruzione del sepolcro colei che aveva generato senza macchia originale il Divino Salvatore, non poteva distruggersi il Tempio vivo di Dio,… il Tabernacolo dello Spirito Santo, dove per nove mesi si è racchiuso il Figlio di Dio, il Messia, il Signore della storia, il Dio della Vita…

La morte di Maria.. nel Calvario accanto alla croce di Gesù.

E in questo senso la sua morte non è stata una morte con quelle caratteristiche di dolore e rottura che ha questa realtà per tutti noi… La morte di Maria si era avverata sul Calvario… insieme alla morte del Figlio… giacché: "Presso la croce, l'amore aveva causato a Maria i supremi dolori della morte… che alla fine li hanno meritato di godere il dono della suprema delizia dell'amore del suo Figlio" La morte di Maria, dunque, o il suo transito o dormizione, diventano una esperienza dolce e ricca. La esperienza del ponte tra l'umano e il divino… tra il tempo e l'eternità, tra la storia terrena e la trascendenza del Regno di Dio. La Madonna è portata dalle realtà di questa terra, dalla mortalità e debolezza della nostra carne, alla pienezza della salvezza, alla esperienza dell' incontro con il suo Figlio. Maria gode per i meriti della morte e risurrezione del Figlio…la Beata Eternità. (SFS Teotimo VII,14). La morte di Maria, dunque non è stato il finale comune e ordinario di una creatura mortale.

Se dai primi cristiani si diceva che avevano un cuor solo ed un anima sola, (At 4,32) per il loro reciproco affetto, se San Paolo non viveva più lui, ma Gesù Cristo viveva in lui (Gal 2,20), per la stretta unione del suo cuore a quello del Signore, quanto più è vero, ci dice San Francesco di Sales che la Santa Vergine e suo Figlio avevano una sola anima, un solo cuore, una sola vita, in modo tale che vivendo, non viveva lei stessa, ma suo Figlio viveva in Lei… Con quanta forza e ardore doveva esclamare quella Madre: non ho altra vita che la vita di mio Figlio…(cfr. Gal.2,20), la mia vita è tutta nella sua e la sua tutta nella mia… una vera unità di cuore, di anima e di vita tra quella Madre e quel Figlio Gesù.

Maria: Prega per noi… nell'ora della nostra morte.

Possiamo capire, dove si trova dunque la fonte che durante i secoli ha fatto sì, che ogni credente affidi la propria morte, la propria fine a questa Madre. Maria infatti ebbe il privilegio di vivere cosi unita al suo Figlio, che anche partecipando alla sua morte, meritò per noi insieme a Gesù, davanti al Padre, la grazia di consegnare la nostra vita sotto la sua presenza. Questa è la grazia che oggi contempliamo e chiediamo per ognuno: la sua presenza al momento dell'incontro definitivo con l'eternità di grazia e di pienezza, di gioia e di speranza che a tutti ci aspetta. L'Ave Maria, dunque, è la preghiera che ci apre le porte del cielo. È la preghiera che esprime il vero affidamento del credente, dell'uomo che ha camminato nella fede, che è stato fedele, forte, fermo nella speranza e nell'Amore. L'Ave Maria è la preghiera di chi affida al Signore, nelle mani di Maria, sua Madre, questo importante momento, il momento decisivo e definitivo della nostra vita… il momento, come amava dire Don Bosco che fisserà la nostra sorte per tutta l'eternità.

Invocazione finale

La nostra fede ci faccia pregare sempre, con intensità fiduciosa, la preghiera della buona morte.
Ogni Ave Maria della nostra vita…diventi per noi fonte di pace e di gioia.
Affidiamo a Maria l'unica vera preoccupazione riguardo alla nostra fine, la salvezza eterna.
Garanzia di questa buona morte sia la fedeltà alla grazia, la disponibilità al adempimento della Volontà del Padre, la sincera riconciliazione con il Signore, l'impegno quotidiano.


· O Maria: Prega per noi… nell'ora della nostra morte.
· Cara Madre, Vergine Maria, fa che io salvi l'anima mia…
· Gesù, Giuseppe Maria, affido a voi la mia ultima agonia…
· Gesù, Giuseppe, Maria: riposi in pace con voi l'anima mia.

O Maria, sii la nostra Madre. Accogli l'anima nostra nel momento del supremo incontro. Il tuo Ausilio di Madre ci riempia di speranza e di fiducia. Presto o tardi, o Madre… lì ci troveremo… vogliamo che Tu sia per ognuno di noi la PORTA DEL CIELO. AMEN
                                                    Sia lodato Gesù Cristo


IMMAGINE: Don Bosco che prega la Vergine Ausiliatrice
        
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