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       Basilica Maria Ausiliatrice - Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco

   24 maggio 2013  |  ORE 18,30: Celebrazione per il MGS (Mov. giov. Sales. - d. PASCUAL CHAVEZ V.


"Donna, ecco il tuo figlio!"
Omelia nella Festa di Maria Ausiliatrice
At 1,12-14; Ef 1,3-6.11-12; Gv 19,25-27

Carissimi fratelli e sorelle, membri tutti della Famiglia Salesiana e giovani

celebriamo oggi con gioia e gratitudine la festa di Maria Ausiliatrice, proprio a casa sua, da dove - come è scritto nell'epigrafe della facciata di questa bellissima basilica costruita dal nostro amato fondatore padre don Bosco - è uscita la sua gloria.
Oggi in tutto il mondo salesiano sparso su 132 paesi del mondo innalziamo al Signore il nostro inno di lode per le meraviglie operate dalla Madonna in questa nostra famiglia spirituale apostolica e, attraverso noi, in migliaia e migliaia di famiglie e di giovani.
Per noi la devozione a Maria Immacolata Ausiliatrice è un elemento costitutivo della nostra vita salesiana, come lo fu per Don Bosco.

1. La presenza di Maria nella vita e missione di Don Bosco

In effetti, parlare della presenza di Maria nella storia del nostro Padre significa, in pratica, considerare tutta la sua vita. Una sintesi stupenda ci viene offerta dalle Costituzioni dei Salesiani, là dove, all'articolo 8, troviamo tre verbi centrali che inquadrano la presenza materna di Maria nella vita del Fondatore: ha indicato a Don Bosco il suo campo di azione tra i giovani e l'ha costantemente guidato e sostenuto, specialmente nella fondazione della nostra Società.

Ci viene detto, prima di tutto, che Maria "ha indicato a Don Bosco il suo campo di azione tra i giovani"- Ciò costituisce indubbiamente una rievocazione del sogno dei 9 anni.
Uno degli aspetti che più mi impressiona in questo "racconto di fondazione" è lo stretto vincolo che unisce il Signore Gesù con sua Madre, Maria. Quando Giovannino fa una doppia domanda, la prima relativa all'identità del misterioso Personaggio e la seconda al nome che lo identifica, in entrambi i casi il rimando è a Maria:
Ma chi siete voi, che parlate in questo modo?
Io sono il Figlio di Colei, che tua madre ti ammaestrò di salutar tre volte al giorno.
Mia madre mi dice di non associarmi con quelli che non conosco, senza suo permesso; perciò ditemi il vostro nome.
Il mio nome domandalo a mia Madre.
È questa "Donna di maestoso aspetto, vestita di un manto, che risplendeva da tutte parti, come se ogni punto di quello fosse una fulgidissima stella", colei che spiega la visione e indica la missione che Dio gli affida: "Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte, robusto; e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo pei figli miei".
Quest'ultima espressione è quanto mai significativa: ricevendo il mandato per mezzo di Maria, Giovannino la identifica come Madre dei giovani più poveri, abbandonati e in pericolo;
Non solo riceve l'"indicazione del campo di azione e dello scopo per cui lavorare" ma anche del modo, ossia quell'"amorevolezza" che, declinata con ragione e religione, darà vita al metodo che, più avanti, Don Bosco chiamerà "preventivo": "Non colle percosse, ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici.".
In questa stessa prospettiva, anche se vent'anni dopo (1844), troviamo un sogno simile. Si presenta nuovamente Maria, sotto forma di una bella Pastorella che, mentre indica il campo della missione, suggerisce anche al giovane sacerdote il metodo per realizzare, in compagnia di altri collaboratori, questa missione.
"Allora mi accorsi che quattro quinti di quegli animali erano diventati agnelli. Il loro numero poi divenne grandissimo. In quel momento sopraggiunsero parecchi pastorelli per custodirli. Ma essi fermavansi poco e tosto partivano. Allora succedette una meraviglia. Molti agnelli cangiavansi in pastorelli, che crescendo prendevano cura degli altri. Crescendo i pastorelli in gran numero, si divisero e andavano altrove per raccogliere altri strani animali e guidarli in altri ovili".
Vorrei sottolineare, in questo testo, ciò che costituisce il "metodo tipicamente salesiano" di promozione vocazionale. Per noi, l'indicazione proviene dalla stessa Madre di Dio: "convertire alcune delle pecorelle in pastori".
Basta ricordare quel che segnalavo in occasione del 150° della fondazione della Congregazione: quasi tutti i giovani riuniti attorno al Fondatore rispondevano a quel "profilo" che Maria aveva indicato a Don Bosco 15 anni prima. "È una certezza: la Congregazione Salesiana è stata fondata e si è dilatata coinvolgendo giovani, che si lasciarono convincere dalla passione apostolica di Don Bosco e dal suo sogno di vita. Ciò spiega la tenacia (che a taluni pareva testardaggine) con cui Don Bosco applicava tale metodo, inusuale a quei tempi, quello cioè di attingere i futuri collaboratori dai giovani stessi, formandoli con cura del tutto particolare.
In intimo rapporto con l'azione mariana indicata dal primo verbo, troviamo nel testo costituzionale gli altri due: lo guidò e lo sostenne. Questa endiadi si può comprendere in rapporto alle due dimensioni fondamentali della persona: l'intelligenza e la volontà. Maria è la Madre e Maestra che illumina l'intelligenza di Giovannino, affinché possa comprendere progressivamente, e ogni volta a un livello più profondo (intus-legere), in che cosa consiste la sua missione ("A suo tempo tutto comprenderai"), fino ad arrivare al momento commovente in cui, celebrando l'Eucaristia nella Basilica del Sacro Cuore a Roma, confesserà: "Ora capisco tutto". D'altra parte, Maria lo sostenne durante tutta la sua vita, rinvigorendo la sua volontà affinché diventasse sempre più "forte e robusto": altrimenti non avrebbe potuto sopportare il peso e la durezza di quella missione.

2. L'accoglienza di Maria da parte di Don Bosco

Possiamo inoltre meditare sulla presenza di Maria nella vita di Don Bosco considerando i titoli che egli ha voluto privilegiare: IMMACOLATA - AUSILIATRICE. L'unione di questi due titoli non è casuale e meno di meno indifferente, giacché il nostro amore a Dio è inseparabile dall'amore e dal servizio ai fratelli e sorelle, specialmente ai giovani a cui il Signore ci invia.

Immacolata
Come ho detto in altra occasione, "sulla cupola del santuario di Maria Ausiliatrice si trova una bella statua dell'Immacolata. L'Immacolata all'esterno e l'Ausiliatrice all'interno. Sono i due titoli con cui Don Bosco ha voluto onorare la Madonna, perché tutti e due hanno a che vedere con il suo carisma e la sua missione: la salvezza dei giovani attraverso un'educazione integrale".
È bene ricordare il significato e l'importanza che il titolo di "Immacolata" ha per Don Bosco. Il dogma fu proclamato durante la sua vita, l'8 dicembre 1854, ma è certo che il riferimento all'Immacolata era già presente nella pietà popolare. Fu proprio alcuni anni prima della solenne proclamazione che l'Immacolata diede origine all'Opera Salesiana: l'8 dicembre 1841, nell'importante incontro tra Don Bosco e Bartolomeo Garelli, e l'"Ave Maria" con cui "tutto ebbe inizio".
Conviene ricordare, inoltre, come è stato vissuto, all'Oratorio, lo straordinario avvenimento della dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione. "Aveva fervorosamente pregato, aveva celebrato messe per affrettare la grazia di questa definizione dogmatica, che da lungo tempo desiderava; e continuò a pregare e a ringraziare il Signore per aver così glorificata in terra la Regina degli Angeli e degli uomini. La festa dell'Immacolata divenne la sua prediletta, benché con grande solennità continuasse a celebrare quella di Maria Assunta in cielo".
"In quello stesso 8 dicembre del 1885 il nostro Padre affermò che "di tutto noi siamo debitori a Maria" e che "tutte le nostre cose più grandi ebbero principio e compimento nel giorno dell'Immacolata"".
Ma non è solo una coincidenza storica o dogmatica quella che sottolinea il rapporto tra il titolo di "Immacolata" e Don Bosco. Alla base troviamo un elemento fondamentale del "Sistema Preventivo" che non è tanto una geniale intuizione pedagogica, quanto un "attingere alla carità di Dio che previene ogni creatura con la sua Provvidenza, l'accompagna con la sua presenza e la salva donando la vita". Per questo "Don Bosco ce lo trasmette come modo di vivere e di lavorare (…) Esso permea le nostre relazioni con Dio, i rapporti personali e la vita di comunità, nell'esercizio di una carità che sa farsi amare" (Cost 20).
Se Dio "previene ogni creatura col suo Amore provvido, ciò si è realizzato in forma piena in Maria, la "piena di grazia". "Grazia" è anzitutto Dio stesso; ma questa espressione può anche sottolineare la pienezza della gratuità dell'Amore di Dio in Maria. In questo senso, è bello poter contemplarla, Immacolata, come "il frutto più perfetto del sistema preveniente/preventivo di Dio".

Ausiliatrice
Quanto al titolo di "Ausiliatrice" (che appare nel Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium, unito a quello di "Madre della Chiesa"), sappiamo l'importanza che aveva per Don Bosco. Diceva don Egidio Viganò: "C'è poi una ragione dedotta da un aspetto caratteristico della devozione stessa all'Ausiliatrice: si tratta di una dimensione mariana che è, per natura, fatta appunto per i tempi difficili. Don Bosco stesso lo manifestava a don Cagliero con quella famosa affermazione: "La Madonna vuole che noi la onoriamo sotto il titolo di 'Auxilium Christianorum': i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana"".
Certo, le difficoltà del nostro tempo sono molto diverse da quelle che dovette affrontare il nostro Padre; ma diverse, per molti aspetti, anche da quelle che s'impongono a noi oggi: i tempi cambiano a ritmo vertiginoso, ed altrettanto la cultura giovanile con cui dobbiamo, ogni giorno, confrontarci. Una cosa però occorre sottolineare: invocando Maria con questo titolo, non pretendiamo che ci aiuti e ci difenda 'contro' nessuno.
Questo, però, non ci porta ad ignorare tante situazioni negative e tanti problemi inquietanti; per far fronte a ciò chiediamo il suo aiuto e la sua protezione, specialmente quando ci opponiamo al male, al peccato, alla "cultura di morte" così opposta alla vita di cui Maria, come donna e come madre, è simbolo trasparente e potente protettrice. Insieme alla gioia di poter constatare nelle diverse regioni del mondo la vitalità del nostro carisma e i suoi benefici effetti, affiora la tristezza nel considerare le devastazioni provocate da quelle potenze negative che, per mezzo di azioni, persone, strutture e istituzioni - espressioni tutte del "mysterium iniquitatis" - attentano alla felicità e compromettono la salvezza dei nostri giovani, specialmente di quelli meno protetti. È soprattutto a loro favore che chiediamo a Maria di essere Madre e Aiuto, "volto materno dell'Amore di Dio".
Possiamo approfondire questo titolo, cercando un'analogia con quello dell'Immacolata. Se la definizione dell'Immacolata Concezione riafferma, a livello dogmatico, tutto ciò che significa per Don Bosco il Sistema Preventivo, non sarebbe esagerato scoprire, nel dogma dell'Assunzione di Maria, proclamato da Papa Pio XII nel 1950, uno stretto rapporto col titolo di "Ausiliatrice".
Possiamo ritenere che l'Assunzione di Maria segni l'inizio della sua protezione e del suo aiuto materno a favore di tutti i cristiani, anzi, di tutti gli uomini e le donne del mondo. Questo modo di considerarla, oltre a collegare la nostra devozione a Maria attraverso i titoli di Immacolata-Ausiliatrice al Magistero della Chiesa, ci permette di comprendere perché, per Don Bosco, quella dell'Assunzione fosse una delle sue feste predilette, come indicava il testo delle 'Memorie dell'Oratorio', e questo non solo per la coincidenza (più simbolica che cronologicamente esatta) con la sua nascita, ma per il suo rapporto col titolo di "Ausiliatrice" ed il significato della sua devozione.
Cari fratelli e sorelle, carissimi giovani, questa maternità di Maria Ausiliatrice si rende visibile nella nuova primavera che sta vivendo la Chiesa sotto il pontificato di Papa Francesco. Egli ci ha invitato - sin dall'inizio del suo ministero petrino - a porre Cristo Crocefisso al centro della nostra vita cristiana e della nostra attività, con lo Spirito Santo come principale protagonista della storia, trasformando la Chiesa in una Chiesa missionaria, che cammina, edifica e confessa, uscendo da sé per andare alle frontiere geografiche, culturali ed esistenziali, non pretendendo di forzare il mondo ad entrare in essa come essa è, bensì accettando il mondo come questo è, guardandolo e avvicinandolo con una immensa simpatia, misericordia e tenerezza, perché la Chiesa, come la luna, non brilla con luce propria ma rispecchia la luce che le viene da Cristo, come alla luna dal sole.

Il mio più profondo desiderio è vedere tutta la Congregazione e l'intera Famiglia Salesiana entrando nella novità dello Spirito tornando all'essenziale, uscendo da noi stessi per andare all'incontro di chi più ha bisogno, nel caso nostro i giovani e, fra essi, i più poveri, bisognosi e a rischio.
Affidiamo a Maria Immacolata Ausiliatrice ci conceda la grazia di saper accogliere lo Spirito che il Signore ha inviato su di noi e a lasciarci guidare da Lui, perché compia in noi le meraviglie operate in Lei. Amen.

Pascual Chávez V., sdb - Torino-Valdocco, 24 Maggio 2013


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