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        Casa Madre Salesiani di Don Bosco
    Santuario-Basilica di Maria Ausiliatrice

   
     Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia


IN MARCIA VERSO IL REGNO

Carissimi amici,

un caro saluto dalla nostra Basilica, che da aprile, quando è iniziata l’ostensione della Sindone, fino alla festa di Maria Ausiliatrice, ha visto un continuo affluire di pellegrini. L’accoglienza ha richiesto un notevole impegno, ma con l’aiuto di tanti siamo riusciti a creare un clima dove ciascuno si è sentito a casa, accolto da Don Bosco e dall’Ausiliatrice.

La festa di Maria Ausiliatrice ha concluso felicemente tutto con grande partecipazione e devozione. Inoltre la presenza di 100 Vescovi salesiani, provenienti dai vari continenti, ha donato alla festa un tono di grande ecclesialità e di mondialità.

Il mese di giugno è il mese illuminato dal ricordo del Sacro Cuore e, collegato ad esso, del Cuore Immacolato di Maria. Don Michele Rua, primo successore di Don Bosco, di cui celebriamo il centenario della morte, fu un apostolo della devozione al Cuore di Gesù e fu lui a volere in Basilica la cappella del Sacro Cuore, a sinistra di chi entra, a cui si accostano tanti fedeli in preghiera.

Proprio don Rua volle che nella notte tra il 31 dicembre del 1899 e il 1º gennaio del 1900 i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Cooperatori e tutti i giovani delle opere salesiane compissero la consacrazione al Sacro Cuore.

Nel Santuario di Maria Ausiliatrice, lui stesso insieme ai Superiori maggiori, ai Salesiani e ai giovani, trascorse quella notte in preghiera, e a mezzanotte la sua voce unita a quelle di tutti i presenti, pronunciò adagio e solennemente l’atto di Consacrazione.

Don Bosco diceva che “l’educazione è cosa del cuore, e solo Dio ne possiede la chiave”; egli tradurrà con la parola “amorevolezza” tutta la ricchezza della parola “cuore”, proprio pensando al Cuore di Gesù.

Oggi quando si parla di cuore si rischia di banalizzare, di dare ad esso una connotazione di sentimentalismo, di emotività. Per noi cristiani parlare di cuore significa parlare di amore, ma di amore profondo, di dono, di servizio, di accoglienza, di ascolto, di decisione, di capacità di rinuncia.

Così il Signore si è manifestato: “Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla per essi ha risparmiato sino a consumarsi per dar loro segni del suo amore”. Il cuore è il luogo delle decisioni, dei valori fondanti, dell’incontro con il mistero della vita e della grazia, il luogo dell’incontro profondo con Dio e con i fratelli.

Ecco perché il cuore più vicino a quello del Signore è stato il Cuore di Maria ed ecco perché la Chiesa ha collegato le due ricorrenze. L’impegno è allora di conservare il nostro cuore, unito al Cuore del Signore, nella trasparenza e nella limpidezza, libero da ogni egoismo e allora sarà vera per noi la Parola di Gesù: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8).

A tutti il nostro saluto e il nostro ricordo.

                                                D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it


      IMMAGINI:       
     
1 Cortile di Valdocco pieno di pellegrini durante la Sindone 

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2010 - 6  
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