LA
CARITA' SEGNA TUTTA LA NOSTRA VITA
Carissimi
amici,
siamo in piena Quaresima, tempo
privilegiato per un cammino di conversione, tempo di intensa
preparazione per celebrare con verità la Pasqua, centro
della nostra fede: Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe
la vostra fede (1 Cor 15,14).
Il Vangelo del giorno delle
Ceneri ci ha ricordato ancora una volta le tre piste di cammino
per unautentica Quaresima: la preghiera, il digiuno e lelemosina,
vissute in atteggiamento interiore, discreto, nascosto, ma forte
e deciso. Vorrei con voi fermarmi sulla terza pista: la voce
elemosina, che amplierei con il termine carità.
Che senso ha una preghiera
che non sfocia nella carità?
Che senso
ha il digiuno, il privarsi di qualcosa, se non diventa disponibilità
alla condivisione?
Che significato assume un
aiuto dato per tacitare la propria coscienza?
Gesù
ha parole forti contro chi vive una religiosità esteriore,
vuota damore, che cerca soltanto la lode della gente:
Quando fai lelemosina, non suonare la
tromba...
Quando digiunate non diventate melanconici
per farvi vedere (Mt 6,5-18).
Parlando della carità,
il Signore ci invita a scoprire che tanti fratelli e sorelle
soffrono, che non possiamo starcene tranquilli.
Un
esempio: tutti siamo stati colpiti dal terremoto ad Haiti; ci
siamo commossi e abbiamo cercato subito di alleviare quel dolore.
Ci siamo anche sicuramente chiesti il perché, ma non abbiamo
trovato risposte convincenti.
Al dolore, alla sofferenza,
alla morte cè solo una risposta: la croce del Signore!
Non basta, però, lemozione di un momento: I
poveri li avrete sempre con voi, ci dice Gesù. La
carità è una realtà che deve continuare
sempre e segnare tutto il corso della nostra vita.
È triste osservare come
nei giornali e nelle tv il dramma di Haiti sia passato dalla
prima notizia alla quinta, alla sesta, e oggi non se ne parla
quasi più. Non fa più notizia, ma ad Haiti la gente
continua a soffrire.
Noi non dobbiamo rimanere inerti,
il Signore ci invita ad aprire i nostri occhi, per guardare con
sensibilità cristiana la realtà che ci circonda,
qui e lontano di qui, facendo risuonare nel nostro cuore le sue
parole:
Tutto quello che avete fatto a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lavete
fatto a me. (Mt 24,31-46).
Laugurio è che
un giorno possiamo sentire rivolte a noi queste parole!
Con un sempre vivo ricordo in Basilica.
D. Franco LOTTO, Rettore
| E-mail: fralotto@tiscali.it