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        Casa Madre Salesiani di Don Bosco
    Santuario-Basilica di Maria Ausiliatrice

   
     Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia


LA CARITA' SEGNA TUTTA LA NOSTRA VITA

Carissimi amici,

siamo in piena Quaresima, tempo privilegiato per un cammino di conversione, tempo di intensa preparazione per celebrare con verità la Pasqua, centro della nostra fede: “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la vostra fede” (1 Cor 15,14).

Il Vangelo del giorno delle Ceneri ci ha ricordato ancora una volta le tre piste di cammino per un’autentica Quaresima: la preghiera, il digiuno e l’elemosina, vissute in atteggiamento interiore, discreto, nascosto, ma forte e deciso. Vorrei con voi fermarmi sulla terza pista: la voce elemosina, che amplierei con il termine carità.

Che senso ha una preghiera che non sfocia nella carità?
Che senso ha il digiuno, il privarsi di qualcosa, se non diventa disponibilità alla condivisione?
Che significato assume un aiuto dato per tacitare la propria coscienza?
Gesù ha parole forti contro chi vive una religiosità esteriore, vuota d’amore, che cerca soltanto la lode della gente:
“Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba...
Quando digiunate non diventate melanconici per farvi vedere” (Mt 6,5-18).

Parlando della carità, il Signore ci invita a scoprire che tanti fratelli e sorelle soffrono, che non possiamo starcene tranquilli.
Un esempio: tutti siamo stati colpiti dal terremoto ad Haiti; ci siamo commossi e abbiamo cercato subito di alleviare quel dolore. Ci siamo anche sicuramente chiesti il perché, ma non abbiamo trovato risposte convincenti.

Al dolore, alla sofferenza, alla morte c’è solo una risposta: la croce del Signore! Non basta, però, l’emozione di un momento: “I poveri li avrete sempre con voi”, ci dice Gesù. La carità è una realtà che deve continuare sempre e segnare tutto il corso della nostra vita.

È triste osservare come nei giornali e nelle tv il dramma di Haiti sia passato dalla prima notizia alla quinta, alla sesta, e oggi non se ne parla quasi più. Non fa più notizia, ma ad Haiti la gente continua a soffrire.

Noi non dobbiamo rimanere inerti, il Signore ci invita ad aprire i nostri occhi, per guardare con sensibilità cristiana la realtà che ci circonda, qui e lontano di qui, facendo risuonare nel nostro cuore le sue parole:
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 24,31-46).

L’augurio è che un giorno possiamo sentire rivolte a noi queste parole!
Con un sempre vivo ricordo in Basilica.

                                                D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it


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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2010 - 3  
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