IN
MEMORIA DI DON LUIGI BASSET
Molti di noi
lo ricordano per la capacità di ascolto, altri per lattenzione
ai ragazzi e ai giovani, altri ancora per il tratto signorile
o per averlo apprezzato in una delle molte responsabilità
affidategli. Lo scorso 1º gennaio, un attacco cardiaco non
gli ha lasciato scampo.
Don Luigi Basset
era nato 68 anni fa a Visnadi Vazzola (Treviso), si era laureato
in lingue e letterature straniere e a soli 35 anni era stato
nominato direttore della casa di Peveragno (Cuneo).
Poi, era stato
Ispettore del Piemonte e Valle dAosta dal 1988 al 1993,
e come tale aveva accolto Papa Giovanni Paolo II nella casa di
montagna, in Valle dAosta. Dopo, era stato rettore della
nostra Basilica dal 1993 al 2004 e dal 2007 rettore del santuario
del Colle Don Bosco.
La liturgia
funebre è stata presieduta da Mons. Guido Fiandino, Vescovo
Ausiliare di Torino, mentre il Rettor Maggiore dei Salesiani,
don Pascual Chávez Villanueva, ha tenuto lomelia.
Don Chávez ha espresso la sofferenza per una morte
così improvvisa... e la nostra riconoscenza... Don Luigi
è stata una delle colonne più grandi di questa
Ispettoria...
Oggi lui non
chiude la sua storia: oggi don Luigi entra a far parte non di
una famiglia, non della Chiesa, non della Congregazione, ma dellassemblea
dei santi.
Insieme al cordoglio,
ha aggiunto don Chávez, la nostra riconoscenza...
Don Luigi ci ha fatto capire che la nostra vocazione è
proprio essere santi e immacolati.
Lunica
cosa che ci permette di adempiere alla nostra vocazione umana
sino in fondo non è il successo economico, non è
il successo industriale e politico, ma lamore: essere santi
e immacolati nellamore... E diventare non soltanto figli
di Dio, ma una riproduzione fedele sua.
Il Rettor Maggiore
ha ricordato anche limpegno di don Basset di essere
segno dellamore di Dio, verso i giovani. Proprio
durante la sua prima visita al Colle Don Bosco, subito dopo che
don Luigi era stato nominato rettore del santuario, gli disse:
Caro don Pascual, voglio che tu incontri i ragazzi.
Il Rettor Maggiore
ha poi concluso dicendo: Questa è stata la sua grandezza:
aver creduto a Dio, aver saputo accoglierne la chiamata. Vogliamo
fare nostro questo tragitto di fede... A tutti noi linvito
a vivere facendo della Parola di Dio una luce che illumina la
nostra esistenza.