Breve visione
generale:
la
liturgia dedica a Don Bosco nei suoi testi un forte contenuto
di lode a Dio e di riconoscenza por il dono del Santo alla Chiesa.
Grazie all'impegno dei liturgisti salesiani, abbiamo dei testi
che segnalano le ricchezze spirituali e morali nella via di Don
Bosco,.
Dio è stato grande e misericordioso
con la Chiesa e con il mondo per il dono. Dio è unico
che potrebbe fare questo regalo alla sua Chiesa. Dio Padre buono
e misericordioso. Il dono è S.Giovanni Bosco come amico,
fratello e padre dei giovani. La qualità del dono invita
all'amicizia, alla fratellanza e alla paternità.
Questa paternità di Dio (
di cui più avanti faremo una riflessione più integra)
emerge come segno della sua provvidenza, che suscita dei santi
con capacità di rispondere ai bisogni dei tempi. Ecco
D. Bosco, fedele discepolo alla scuola della Madonna Ausiliatrice
(sogno dei 9anni) affronta il suo impegno con sguardo profetico
sui tempi nuovi, che educa i giovani preparandoli a far fronte
alle sfide della vita con onesta sapienza e con fede operosa,
dice il prefazio della messa.
Possibile impegno
che sorgono, meditando queste letture:
- Impegno di fedeltà alle
promesse del Battesimo,
- Camminare sempre nella fede, nella speranza e nell'amore.
- Operare per la salvezza delle anime, dei fratelli, di tutti.
- Servire con gioia, e c'è tanta mancanza in questi tempi.
- Partecipare un giorno all'eterna festa del cielo, Dio ci aiuti.
- Seguire con allegria l'esempio e gli insegnamenti di San Giovanni
Bosco.
Per quanto si riferisce alla prima lettura: a D. Bosco, è riferita la figura
del pastore che cerca le sue pecore, che ha cura d'esse, tiene
conto della loro situazione, le raduna, conduce esse la pascolo.
Cerca la pecora perdura e riconduce all'ovile quelle smarrite,
avrà cura della grassa e del forte.". Mie pecore,
sono il gregge del mio pascolo e io sono il,vostro Dio (Ez 14,11
ss)
Anche viene espresso il dono della
carità apostolica, attuata con operosità instancabile
per seguire con gioia l'esempio del Santo.
"la vita d'ogni persona sia un inno alla creazione e che
gli insegnamenti di D. Bosco c'illumini e ci conducano alla gloria
del Padre e cosi partecipare dopo all'eterna festa del cielo.
Dalla seconda
lettura: si può sottolineare
la allegria di cui vive il dono di Dio nella verità e
nella totale generosità verso di lui." "Fratelli,
rallegratevi nel Signore, sempre, ve lo ripeto ancora, rallegratevi.
La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore
è vicino. Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità
esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche
e ringraziamenti e la pace di Dio
custodiranno i vostri
cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Fratelli, tutto
quello che è vero, nobile, giusto, puro amabile onorato,
quello che è virtù e merita lode, tutto questo
sia oggetto dei vostri pensieri
e il Dio della pace sarà
con voi" Fil 4,4-9.
Quello che ha imparato nella scuola di Don, Bosco avrà
la fecondità della terra buona che potrà cambiare
quanto si oppone alle proposte di Dio.
Sul Vangelo:
" Il Signore chiamò
a sé un bambino lo pose in mezzo a loro e disse: se non
vi convertirete e non diventerete come i bambini non entrerete
nel regno dei cieli
e quello che sarà grande nel
regno dei cieli.: il valore di essere piccolo che accoglie il
Signore .
L'accoglienza ai più piccoli:
" E chi accoglie anche uno solo di questi bambini, in nome
mio, accoglie me. E aggiunge una frase forte per
"Chi scandalizza uno solo di questi piccoli che gli venga
appena una macina girata da asino e che sia gettato negli abissi
del mare.".