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SANTUARIO-BASILICA
MARIA AUSILIATRICE 1.- Don Bosco fu molto apprezzato come uomo, come persona, saggio educatore, sacrificato fondatore. Certo la santità è un dono di Dio, anche la risposta eroica alla sua chiamata è santa. Ma Dio è infinitamente rispettoso della personalità di tutti, anche dei santi; la azione di Dio, la sua grazia e amore, attraversa la natura umana, la rispetta, non la limita. 2.- Cito una interessante testimonianza del Papa Pio XI, quando semplice sacerdote, ha visitato Don Bosco, qui a Valdocco (1883) "noi l'abbiamo veduta da vicino questa figura, in una visione non breve (tre giorni trascorsi a Valdocco), in una conversazione non momentanea; una magnifica figura che l' umiltà, l'insondabile semplicità non riusciva a nascondere, una figura di gran lunga dominante, e trascinante; una figura completa, una di quelle anime che per qualunque via fossi messa avrebbe certamente lasciato grande trascina di sé, tanto egli era magnificamente attrezzato per la vita." 3.- Splendide qualità umane, certamente sublimate dalla grazia. Si poteva, infatti, affermare che era insieme gioioso e austero, schietto e rispettoso, esatto e libero di spirito, umile e magnanimo, tenace e duttile tradizionale e moderno, ottimista e previdente, formale e sincero, povero e fa la carità, coltiva l'amicizia ma non fa preferenze, rapido nelle concessioni, prudente nell'esecuzione, ama le cose ben fatte ma non è perfezionista, vede in grande, ma ha il senso del concreto, audace fino alla temerità, avanza con circospezione, sa farsi amico dell'avversario, ma non abdica ai suoi principi, dinamico ma non manipola le persone, educa prevenendo e prevede educando, fugge dal mondo, ma vuole essere all'avanguardia del progresso, ecc." 4.- Tutto è umano in Don Bosco, e nello stesso tempo tutto sprigiona misteriosamente una luce sopranaturale. Possiamo ancora rilevare che D. Bosco possedeva una volontà indomita e flessibile, la bontà fraterna ma esigente, la sensibilità profonda unita ad una gran fortezza d'animo. Nello sforzo di formazione umana, c'è ancora la sua integrità come persona unita in se stessa, aperta ai doni che Dio elargisce lungo la sua vita, nel servizio ai ragazzi bisognosi del tempo.
" S.Giovanni Bosco sentiva di aver ricevuta una speciale vocazione e di essere assistito e quasi guidato per mano, nell'attuazione della sua missione, dal Signore e dall'intervento materno della Vergine Maria. La sua risposta fu tale che la Chiesa lo propose ufficialmente ai fedeli quali modelli di santità. Egli eccelle per molti aspetti: è l'iniziatore di una vera scuola di nuova e attraente spiritualità apostolica, è il promotore di una speciale devozione a Maria, Ausiliatrice dei Cristiani e Madre della Chiesa, è il testimone di un leale e coraggioso senso ecclesiale manifestato attraverso mediazioni delicate nelle allora difficile relazione tra la Chiesa e lo Stato, è l'apostolo realistico e pratico, aperto ai contributi delle nuove scoperte, specialmente nel settore tecnico, è l'organizzatore zelante delle missioni con sensibilità veramente promozionale ed apostoliche, è in modo eccelso, l'esemplare di un amore educativo preferenziale per i giovani in modo singolare per i più bisognosi, a bene della Chiesa e della società, è il maestro di un'efficace e geniale prassi pedagogica lasciata come dono prezioso da custodire e sviluppare. E' un educatore santo, s'ispira ad un modello san Francesco di Sales, è discepolo di un maestro spirituale santo, San Giuseppe Cafasso e s formare tra i suoi giovani, un allievo santo, San Domenico Savio. Nella chiesa e nel mondo, la visione educativa integrale, che vediamo incarnata in Giovanni Bosco, è una pedagogia realista della santità. Urge ricuperare il vero concetto di santità, come elemento della vita d'ogni credente. L'originalità e l'audacia della proposta di una santità giovanile, è intrinseca all'arte educativa di D.Bosco, come maestro di spiritualità giovanile. Il particolare secreto per quello di non deludere le aspirazioni profonde dei giovani (bisogno di vita, d'espansione, di gioia, di libertà, di futuro) gradualmente e realisticamente ad esperimentare che solo nella "vita de grazia", in altre parole nell'amicizia con Cristo, si attuano un pieno gli ideali più autentici. (Cfr. Giovanni Paolo II, lettera Iuvenum Patris, 1988(AA 580) pag. 969-987.
" è importante che ogni salesiano sì spire continuamente in D. Bosco: che lui sia conosciuto, studiato, imitato, invocato, che sappia assumere la stessa passione apostolica che sorge dal cuore di Cristo il carisma di Don Bosco è un dono dello Spirito per tutto il popolo di Dio possibilmente sia interpretato e farlo attuale e fecondo. S, Giovanni Bosco è un santo della passione unica: la gloria di Dio e la salvezza delle anime; è necessario superare la dispersione dell'attivismo e arrivare all'unità della vita spirituale attraverso l'assimilazione di una profonda mistica e di una robusta ascesi. Questo alimenta l'impegno apostolico ed è garanzia della fecondità pastorale: diventa un cammino di santità c'è bisogno di aiutare i giovani a valorizzare le risorse che possiedono interiormente come dinamismo e desiderio positivo: portarli presso le proposte ricche in umanità nei valori evangelici: sapere stimolare per una partecipazione attiva in società attraverso il lavoro, la collaborazione e l'impegno in bene comune."( Benedetto XVI, Messaggio al capitolo generale dei salesiani, 03 marzo 2008.)
Il Papa Benedetto
XVI, commentando
le beatitudini, afferma:
Si tratta di comprendere la proposta di Dio: proposta che illumina, qualifica, guida e fortifica e accompagna l'offerta e la missione della persona interessata nel servizio al Regno di Dio. Certamente è un segno della predilezione di Dio, cosi in Don Bosco e in genere nei santi anche non canonizzati. Da questo momento è lo Spirito di Dio il primo responsabile di questa consacrazione. Don Bosco rispondendo a Dio, già dai nove anni, al modo di ragazzo saggio, accetta questo dono e man mano che comprende questa prima decisione, diventa lui stesso, un'autentica manifestazione dell'esperienza di Dio. Gia sacerdote comprende meglio questa sua consacrazione: appartenere totalmente a Dio, guidando, educando e salvando i suoi giovani e ragazzi. La presenza delle giovani forme parte, come motivazione e stimolo, nello sviluppo della sua esperienza di Dio. La sua presenza e opera, e anche la nostra vocazione e presenza non potrebbero essere feconde storicamente se non con una totale apertura a Dio, per lavorare per lui, nella presenza anche attiva dei giovani.
Pensiamo alle esigenze della pedagogia e del lavoro educativo salesiano. Pensiamo alla qualità di vita, di servizio professionale, di maturità psicologica, sapienziale e religiosa che esige la vocazione salesiana. Pensiamo alla nostra
stessa conoscenza del Fondatore; impegno nostro che crea delle
convinzioni, che illumina i nostri sentimenti di fedeltà
e sopra tutto fa maturare la nostra esperienza di vita religiosa
, apostolica, consacrata o laicale. D. Sergio A. CUEVAS sdb HOME PAGE | HOME PAGE - ITA | ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUS. | S. GIOVANNI BOSCO | INFO VALDOCCO Webmaster: MARIO SCUDU scudum@tiscali.it - Visita Nr. |