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  SANTUARIO-BASILICA MARIA AUSILIATRICE
   Via Maria Ausiliatrcie 32   /  10152 Torino-Valdocco | Italia



    
FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO 2009:
    
NOVENA DI PREPARAZIONE:
   
 Animatore: D. Sergio A. CUEVAS, Comunità Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco


 
 
   26 gennaio  |  La santità di San Giovanni Bosco: un tema gradito a noi

1.- Don Bosco fu molto apprezzato come uomo, come persona, saggio educatore, sacrificato fondatore. Certo la santità è un dono di Dio, anche la risposta eroica alla sua chiamata è santa. Ma Dio è infinitamente rispettoso della personalità di tutti, anche dei santi; la azione di Dio, la sua grazia e amore, attraversa la natura umana, la rispetta, non la limita.

2.- Cito una interessante testimonianza del Papa Pio XI, quando semplice sacerdote, ha visitato Don Bosco, qui a Valdocco (1883) "noi l'abbiamo veduta da vicino questa figura, in una visione non breve (tre giorni trascorsi a Valdocco), in una conversazione non momentanea; una magnifica figura che l' umiltà, l'insondabile semplicità non riusciva a nascondere, una figura di gran lunga dominante, e trascinante; una figura completa, una di quelle anime che per qualunque via fossi messa avrebbe certamente lasciato grande trascina di sé, tanto egli era magnificamente attrezzato per la vita."

3.- Splendide qualità umane, certamente sublimate dalla grazia. Si poteva, infatti, affermare che era insieme gioioso e austero, schietto e rispettoso, esatto e libero di spirito, umile e magnanimo, tenace e duttile tradizionale e moderno, ottimista e previdente, formale e sincero, povero e fa la carità, coltiva l'amicizia ma non fa preferenze, rapido nelle concessioni, prudente nell'esecuzione, ama le cose ben fatte ma non è perfezionista, vede in grande, ma ha il senso del concreto, audace fino alla temerità, avanza con circospezione, sa farsi amico dell'avversario, ma non abdica ai suoi principi, dinamico ma non manipola le persone, educa prevenendo e prevede educando, fugge dal mondo, ma vuole essere all'avanguardia del progresso, ecc."

4.- Tutto è umano in Don Bosco, e nello stesso tempo tutto sprigiona misteriosamente una luce sopranaturale. Possiamo ancora rilevare che D. Bosco possedeva una volontà indomita e flessibile, la bontà fraterna ma esigente, la sensibilità profonda unita ad una gran fortezza d'animo. Nello sforzo di formazione umana, c'è ancora la sua integrità come persona unita in se stessa, aperta ai doni che Dio elargisce lungo la sua vita, nel servizio ai ragazzi bisognosi del tempo.

Sentiamo la testimonianza del
Papa Giovanni Paolo II su Don Bosco e sulle sue opere:

" S.Giovanni Bosco sentiva di aver ricevuta una speciale vocazione e di essere assistito e quasi guidato per mano, nell'attuazione della sua missione, dal Signore e dall'intervento materno della Vergine Maria. La sua risposta fu tale che la Chiesa lo propose ufficialmente ai fedeli quali modelli di santità.

Egli eccelle per molti aspetti: è l'iniziatore di una vera scuola di nuova e attraente spiritualità apostolica, è il promotore di una speciale devozione a Maria, Ausiliatrice dei Cristiani e Madre della Chiesa, è il testimone di un leale e coraggioso senso ecclesiale manifestato attraverso mediazioni delicate nelle allora difficile relazione tra la Chiesa e lo Stato, è l'apostolo realistico e pratico, aperto ai contributi delle nuove scoperte, specialmente nel settore tecnico, è l'organizzatore zelante delle missioni con sensibilità veramente promozionale ed apostoliche, è in modo eccelso, l'esemplare di un amore educativo preferenziale per i giovani in modo singolare per i più bisognosi, a bene della Chiesa e della società, è il maestro di un'efficace e geniale prassi pedagogica lasciata come dono prezioso da custodire e sviluppare.

E' un educatore santo, s'ispira ad un modello san Francesco di Sales, è discepolo di un maestro spirituale santo, San Giuseppe Cafasso e s formare tra i suoi giovani, un allievo santo, San Domenico Savio. Nella chiesa e nel mondo, la visione educativa integrale, che vediamo incarnata in Giovanni Bosco, è una pedagogia realista della santità. Urge ricuperare il vero concetto di santità, come elemento della vita d'ogni credente.

L'originalità e l'audacia della proposta di una santità giovanile, è intrinseca all'arte educativa di D.Bosco, come maestro di spiritualità giovanile. Il particolare secreto per quello di non deludere le aspirazioni profonde dei giovani (bisogno di vita, d'espansione, di gioia, di libertà, di futuro) gradualmente e realisticamente ad esperimentare che solo nella "vita de grazia", in altre parole nell'amicizia con Cristo, si attuano un pieno gli ideali più autentici. (Cfr. Giovanni Paolo II, lettera Iuvenum Patris, 1988(AA 580) pag. 969-987.

Il Papa Benedetto XVI,
ha presentato San Giovanni Bosco come un dono per tutta la chiesa.

" è importante che ogni salesiano sì spire continuamente in D. Bosco: che lui sia conosciuto, studiato, imitato, invocato, che sappia assumere la stessa passione apostolica che sorge dal cuore di Cristo…il carisma di Don Bosco è un dono dello Spirito per tutto il popolo di Dio…possibilmente sia interpretato e farlo attuale e fecondo. S, Giovanni Bosco è un santo della passione unica: la gloria di Dio e la salvezza delle anime; è necessario superare la dispersione dell'attivismo e arrivare all'unità della vita spirituale attraverso l'assimilazione di una profonda mistica e di una robusta ascesi.

Questo alimenta l'impegno apostolico ed è garanzia della fecondità pastorale: diventa un cammino di santità…c'è bisogno di aiutare i giovani a valorizzare le risorse che possiedono interiormente come dinamismo e desiderio positivo: portarli presso le proposte ricche in umanità nei valori evangelici: sapere stimolare per una partecipazione attiva in società attraverso il lavoro, la collaborazione e l'impegno in bene comune."( Benedetto XVI, Messaggio al capitolo generale dei salesiani, 03 marzo 2008.)

Cosa pensare sulla santità in questo tempo?
Quello che scrive un giornale francese: La Croix 1.11.2008:

La Chiesa dirige costantemente una chiamata alla santità ad ogni persona.

Il santo è chi porta una vita indiscussa, da ogni punto di vista, sia conforme alla legge morale come alla religione. La santità è riservata ad un'elite?

In un primo approccio, la santità può essere riferita ad una questione d'austerità, per alcuni la santità, quando piccoli sembrava una mortificazione, uno sforzo o anche una senso di colpa, la santità non è un addobbo, un ornamento secondo un servizio compiuto. E' una grazia che si dona, senza distinzione di persona. Non conviene confondere santità con canonizzazione.

La santità si vive nel quotidiano
Madre Teresa, insegnava: " noi siamo tutti destinati, tu, io, tutti gli altri. E' un impegno aperto, poiché imparando a amare, impariamo a essere dei santi. Questa lezione si nutre con le nostre imperfezioni, e attraverso l'imperfezione umana, Dio agisce. Il santo che quello che lascia trionfare Dio in lui.

Sì l'ideale della santità sussiste oggi. Anche tra i giovani, la grande difficoltà risiede nella assenza di un sistema di vita morale su quale si possa poggiare. Cosa fare in una società che ha per parola d'ordine e della sua ragione di essere, l'efficacia, la riuscita personale e l'autosufficienza ad ogni prezzo? Quando Dio vede la nostra impotenza, allora vuole lavorare in noi e con noi. Siamo nel terreno dell'umiltà.

La santità è quel seme che permette all'uomo
crescere e arrivare alla migliore dimensione del suo essere, di
acquistare altezza spirituale.

La santità è per tutti gli uomini, " Allora Gesù dissero ai suoi discepoli:
Se qualcuno vuol venire dietro a me,rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà , ma chi perderà la propria per causa mia, la troverà".

Il Signor Gesù rimane il modello da seguire.

Il Papa Giovanni Paolo II, nella lettera sul millennio. Offre 5 parole che integrano un programma di santità: Parola, preghiera, perdono, pane, presenza.
In una scuola di spiritualità, invita della santità. si scopre il valore della preghiera personale. Poi, l'Eucaristia,che unifica la preghiera al perdono. Rende forte la nostra speranza davanti alle nostre fragilità, la presenza e la parola, è un invito a rimanere nel suo amore.

La santità ha bisogno di scelte, di rinunce, di gioia.
Una gioia che si diffonde, diventa carità, amore verso gli altri.

Il Papa Benedetto XVI, commentando le beatitudini, afferma:
" Per diventare santo, non si tratta di compiere delle azioni o delle opere straordinarie, neppure di possedere dei carismi eccezionali, ma semplicemente è necessario seguire Gesù, ascoltarlo, accompagnarlo, senza lasciarsi abbattere dalla difficoltà"

Cosa capita quando la persona
si lascia invadere dalla grazia di Dio, dal suo infinito Amore?

Si tratta di comprendere la proposta di Dio: proposta che illumina, qualifica, guida e fortifica e accompagna l'offerta e la missione della persona interessata nel servizio al Regno di Dio. Certamente è un segno della predilezione di Dio, cosi in Don Bosco e in genere nei santi anche non canonizzati. Da questo momento è lo Spirito di Dio il primo responsabile di questa consacrazione.

Don Bosco rispondendo a Dio, già dai nove anni, al modo di ragazzo saggio, accetta questo dono e man mano che comprende questa prima decisione, diventa lui stesso, un'autentica manifestazione dell'esperienza di Dio. Gia sacerdote comprende meglio questa sua consacrazione: appartenere totalmente a Dio, guidando, educando e salvando i suoi giovani e ragazzi. La presenza delle giovani forme parte, come motivazione e stimolo, nello sviluppo della sua esperienza di Dio.

La sua presenza e opera, e anche la nostra vocazione e presenza non potrebbero essere feconde storicamente se non con una totale apertura a Dio, per lavorare per lui, nella presenza anche attiva dei giovani.

Poi, aggiunge Don Piero Stella:
La persuasione di essere sotto una pressione singolarissima del divino, domina la vita di Don Bosco…La fede d'essere strumento del Signore per una missione singolarissima fu in lui profonda e salda…
Ciò fondava in lui l'atteggiamento religioso caratteristico del servo biblico, del profeta che non può sottrarsi ai voleri divini." Cf. P. Stella, Don Bosco nella storia della religiosità cattolica, II, Pas, 1969, p. 32)

Ancora art. cost. 21, segnala:
"Non diede passo, non pronuncio parola, non mise mano ad impresa che non avesse di mira la salvezza della gioventù… Realmente non ebbe a cuore altro che le anime"( D.Rua, 1 24,8. 1894.)

Pensiamo alle esigenze della pedagogia e del lavoro educativo salesiano. Pensiamo alla qualità di vita, di servizio professionale, di maturità psicologica, sapienziale e religiosa che esige la vocazione salesiana.

Pensiamo alla nostra stessa conoscenza del Fondatore; impegno nostro che crea delle convinzioni, che illumina i nostri sentimenti di fedeltà e sopra tutto fa maturare la nostra esperienza di vita religiosa , apostolica, consacrata o laicale.
C'è ancora spazio per molti santi e beati nella Famiglia salesiana. (scl)

                                                                                           D. Sergio A. CUEVAS sdb



                                              
SAN GIOVANNI BOSCO:  PREGA PER NOI

     
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