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  SANTUARIO-BASILICA MARIA AUSILIATRICE
   Via Maria Ausiliatrcie 32   /  10152 Torino-Valdocco | Italia



          
FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO 2009:
          
NOVENA DI PREPARAZIONE:
       
 Animatore: D. Sergio A. CUEVAS, Comunità Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco


          25 gennaio  | IL PROBLEMA DELLA CONVERSIONE:

Secondo l'esperienza di Don Bosco, quale scelta da fare?

Stiamo celebrando la conversione di San Paolo, apostolo delle genti.

Ci sono diversi spiegazione sul fatto della conversione cristiana di una persona. Generalmente è un percorso che si fa per tappe o piccoli traguardi, un cammino al seguito di chi è stato scoperto come il Salvatore.
Una grazie della fede. Una coscienza di un amore infinito è arrivato d'un colpo, fa vedere la realtà in modo totalmente diverso.

Man mano che viene la radicalità della fede, si scopre diverse domande, come il valore della preghiera, del pentimento, della misericordia di Dio, il valore dell'amore verso Dio, verso gli altri e verso se steso. Si fa presente il desiderio d'essere buono, di crescita nel bene, nella volontà dell'impegno personale, di uscire da se stesso per andare incontro verso gli altri, emerge il bisogno di comunicare anche agli altri quello che succede nella propria interiorità. Forte il bisogno di Dio, di essere sua appartenenza, proprietà, Trasformare l'amore verso Dio in una apertura verso gli altri, il suo prossimo.

Ogni persona che si converte, generalmente fa un percorso proprio, alle volte, originali, incomprensibili.
La conversione diventa un atteggiamento interiore. Marcato per un forte desiderio di Dio, della sua amicizia. Totale preferenza per Dio, al posto degli antichi idoli.

Questo ritorno a Dio, anche chiamata, conversione del cuore, sovente è repentino, come nel caso di Saulo, sul cammino di Damasco; però anche può capitare con delle tappe, come una presa di coscienza progressiva del proprio peccato, dopo una decisione per accogliere la grazia o il dono di Dio: Nel vangelo appaiono alcuni de questi esempi: Zaccheo, che restituisce o da la metà dei suoi bene ai poveri; lo stesso Paulo che va al di là di una illuminazione interiore, che domanda il battessimo a un amico.
La conversione si fa sotto i segni dello Spirito; e un'opera della grazia del Signore che fa cambiare i cuori.

La conversione è un'opera di una vita, Qualunque sia stato il punto di partenza, il percorso nella vita si prolunga nella sua misura. La idea di una prima grazia. Insieme al Signore si fa cammino di amore, tutti i modi dell'amore vengono confrontasti con il vero orizzonte dell'amore. Si scopre anche la conversione non presenta un motivo nell'avere realizzato qualche cosa, ma lasciarsi trasformare per lo stesso amore.

Anche si senti dire che la conversione precisa di un combattimento, esercitazioni sulla giustizia, difesa dei poveri, del diritto della persona, riconciliazione, correzione fraterna, revisione di vita, esame di coscienza, ecc.

La conversione, contiene una certa ascesi, ma più che penitenza, va riferita ad un esercizio de rinnovamento. E'necessario che lo sforzo in atto serva para liberare l'uomo nuovo. Si sente il bisogno di lavorare a poco a poco; viene vaporato il tempo dedicato a Dio, mentre si prende coscienza della filiazione divina. Devo prendere atto di questa situazione, e anche delle conseguenze che appariranno in rapporto ai fratelli.

Si riceve un dono ed è naturale che emerga un atteggiamento di responsabilità per il dono ricevuto. Percepita la fedeltà di Dio, è logico che anche la mia fedeltà di faccia presente. La conversione si giudica per gli atti che produce e per la coscienza del soggetto che in questo momento è e anche coscienza di quello che diventerà.

La conversione personale e la conversione comunitaria se complimenta vicendevolmente. La chiesa costantemente si richiama alla conversione, ma anche il singolo cristiano. Riceve l'aiuto della predicazione e dei sacramenti: chiamata e aiuto nel cammino de la propria conversione.
Ritorniamo al concetto espresso prima sulla conversione, in questo caso vogliamo accompagnare Don Bosco, in uno dei suoi momenti di approfondimento della sua conversione.

Ricordiamo le prime malattie di Don Bosco, quasi in pericolo di morte, i suoi collaboratori insieme ai ragazzi, chiedono a Dio la salute del loro padre e guida; alcuni di loro, arrivano ad offrire a Dio la loro stessa vita por D. Bosco. Certamente che le loro suppliche hanno ottenuto da Dio la guarigione totale del loro maestro.

Don Bosco, sa di questo miracolo ed espressi cosi la sua gratitudine ai ragazzi: " Io vi ringrazio delle prove d'amore che mi hanno dato durante la malattia. Vi ringrazio delle preghiere fatte per la mia guarigione Io sono persuaso che Dio concesse la mia vita, alle vostre preghiere e perciò la gratitudine vuole che io spenda la mia vita, tutta a vostro vantaggio; così prometto di fare, finché il Signore mi lascerà su questa terra".

Come legge, anche Don Bosco è vissuto questo processo di cambiamento personale, interiore ed esterno, da momento che deve lasciarsi trasformare per Dio, attraverso una malattia, per donarsi totalmente ai giovani. Su questi cambiamenti Do Bosco stesso ci ha lasciato delle testimonianze, quando ha dovuto cambiare il suo carattere, già in seno alla famiglia, con le decisioni di vita, negli studi, nel cambio di casa, nel discernimento vocazionale.

In mezzo ai suoi ragazzi diventa amabile, accogliente, interessato nella persona, paziente, generoso, pronto nel servizio a sua madre, ai compagni del seminario, a Don Cafasso, ai suoi giovani dell'Oratorio. Imparte a sopportare le difficoltà che provengono dalle autorità civili, ecclesiastiche. E religiose dallo stesso Vaticano.

Guardiamo la nostra conversione, forse non ci succede come a Saulo sulla strada di Damasco, ma è un fatto che Dio dalla stessa creazione accompagna la nostra vita perché siamo santi ed immacolati nella nostra esistenza. La conversione è un dono di Dio. Poi ci offre tanti mezzi per concretizzare da parte nostra il suo piano de salvezza. Certamente tiene conto della nostra libertà, delle nostre scelte.

Ci assiste, ci stimola, mette davanti a noi numerosi modelli e riferimenti validi, per favorire la nostra conversione. Dio mai chiede troppo, ma aspetta il nostro si, nell'opera della nostra salvezza. Quanto noi siamo, sappiamo e vi appartiene, sono messi al servizio dei nostri cambiamenti spirituali, morali e religiosi. Si può affermare che tutta la vita e impegnata in queste decisioni interiori, anche la nostra cultura, formazione, tradizione familiare e sociale.

Per noi educatori, pastori, animatori e responsabili familiari, e importante percepire, intuire e comprendere i processi di cambiamenti che si manifestano la vita dei nostri giovani, figli ed educanti. Come Davide, Paulo, Zaccheo, Don Bosco e i santi hanno avuto bisogno degli altri per essere aiutati nella loro conversione e ricerca di Dio e del prossimo.

Ci vuole la cultura della conversione anche per educare e guidare altre persone. E' una spiritualità questa della conversione che diventa opera apostolica, come anche educativa e sociale. Vale anche la pena coltivare la solidarietà per imparare ad accompagnare e guidare, con lo spirito del Signore, le persone che conosciamo e che vogliono servire con fedeltà e profondità il mistero di Dio.(scl).

                                                                                         D. Sergio A. CUEVAS sdb



                                          
 SAN GIOVANNI BOSCO:  PREGA PER NOI

     
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