Padre e Maestro
dei giovani:
Come la Chiesa e la Famiglia salesiana,
cercano di onorare Don Bosco, come santo, uomo di Dio e fondatore
della Famiglia salesiana?
Breve introduzione
sulla vita e opera di San Giovanni Bosco:
Il
nostro padre, nacque a Castelnuovo d'Asti né 1815. 194
anni fa. Fu educato dalla Madre, Mamma Margherita, alla fede
e all'esperienza del Vangelo. A soli 9 anni, intuì da
un sogno che avrebbe dovuto dedicarsi all'educazione della gioventù.
Le interpretazioni su questo sogno non mancarono, anche in famiglia.
Come ragazzo si
è preoccupato con entusiasmo della vita giovanile dei
coetanei: giochi, incontri, letture preghiere, scommesse ecc.
Tutto improntato a fare del bene, evitare il male e dare sfogo
allo spirito giovanile.
Divenuto sacerdote
del 1841, scelse come programmò di vita " da mihi
animas caetera tolle". Iniziò il suo servizio apostolico
tra i ragazzi, giovani poveri, immigrati dalla campagna piemontese,
fondando l'Oratorio e mettendolo sotto la protezione di San Francesco
di Sales.
Con il suo stile educativo e esperienza pastorale, dopo la sua
formazione nel Convitto ecclesiastico di Torino, organizza questo
stile, integrando tre realtà che formano la sintesi del
suo pensiero ed azione in mezzo ai giovani: ragione, religione
e amorevolezza: in questo modo, diede luce ad un significativo
metodo di educazione ed evangelizzazione, chiamato "Il sistema
preventivo"
In sostanza, importava
portare avanti gli adolescenti e i giovani, alla riflessione,
all'incontro con Gesù e con i fratelli, all'educazione
della fede, alle celebrazioni dei sacramenti, specialmente della
confessione e della eucaristia, e all'impegno apostolico tra
i compagni; più avanti, aggiungerà la formazione
tecnico-professionale.
Tra i più
bei frutti della sua pedagogia, in altre parole, tra i suoi allievi
più fedeli, emerge Domenico
Savio. Adolescente
di forte volontà dedicato a Dio, esempio tra i suoi compagni.
Sorgente della sua infaticabile attività educativa e della
fecondità dell'azione, in Don Bosco, fu una sua costante
"unione don Dio" (formula che vuole sintetizzare la
sua dedizione al Padre d'ogni misericordia), espressione d'alto
e consistente contenuto spirituale e una fiducia illimitata in
Maria Ausiliatrice, che Don Bosco considerava e insegnava come
ispiratrice e sostegno di tutte le sue opere e della sua iniziativa.
A i suoi figli salesiani,
lascia in eredità una forma di vita consacrata e religiosa,
semplice ed esigente, intraprendente e solidamente fondata sulle
virtù cristiane: gioia, lavoro, temperanza: queste virtù,
diceva D. Bosco, faranno fiorire la Congregazione.
Anche tra i suoi
principali collaboratori- alle volte giovani- D. Bosco, cerca
di dare perennità ai suoi propositi promozionali, educativi
e pastorali; crea, fonda la Società di San Francesco di
Sales (sdb).
Insieme alla Madre
Maria Mazzarello, fonda l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice
fma, come un monumento di gratitudine alla Madonna.
Per i laici e laici,
cristianamente operosi, fonda i Cooperatori salesiani, come salesiani
nel mondo, collaboratori responsabili e sostenitori delle opere
al servizio dei giovani. Anche in questo modo, Don Bosco si è
anticipato alle nuove forme dell'apostolato dei laici.
Per promuovere la
devozione alla Madonna Ausiliatrice, da origine all'Associazione
dei Devoti di Maria Ausiliatrice (ADMA) , come vanguardia promotrice di questa
devozione mariana in tutto il mondo, come oggi è di fatto.
La sede principale di quest'associazione mariana è propria
questo Santuario e Basilica dove noi ritrovano.
A proposito della
Famiglia salesiana, oggi nel mondo, esistono 25 gruppi, congregazioni,
movimenti, associazioni che s'ispirano a Don Bosco, nel suo spirito,
intuizioni e creatività nel rispondere alle diverse domande
giovanile che sorgono nel mondo.
Nel centenario della
morte di Don Bosco,
31 gennaio 1888,
(123 anni fa) Il Papa Giovanni Paolo II, lo ha dichiarato "Padre
e Maestro della Gioventù"
stabilendo che con
tale titolo è stato onorato, invocato, da quanti si riconoscono
i suoi figli spirituali e devoti.
Nell'anno 2015,
Dio volente, celebreremo, 150 anni della fondazione della congregazione
salesiana di Don Bosco.
Da questa succinta
e veloce visione sulla vita ed opere di Don Bosco, qualche riflessione
ci vengono in mente. Leggiamo nelle Costituzioni Salesiane:
"Questa congregazione
è nata- in senso ampio- non da solo progetto umano, ma
per la iniziativa di Dio (MO 16), per contribuire alla salvezza
della gioventù" (MB II,45) , lo Spirito santo, suscitò
con l'intervento materno di Maria, San Giovanni Bosco. Formò
in lui un cuore di padre e di maestro, capace di una dedizione
totale: "Ho promesso che fin l'ultimo respiro sarebbe stato
per miei poveri giovani (MB XVIII, 258).
Per prolungare nel
tempo la sua missione, lo Spirito Santo lo guidò nel dar
vita a varie forze apostoliche, prima fra tutte, la società
salesiana. La Chiesa ha riconosciuto in questo, l'azione di Dio,
soprattutto approvando le Costituzioni e proclamando santo il
Fondatore
"Da questa presenza attiva dello Spirito
Santo, attingiamo l'energia per la nostra fedeltà e il
sostegno della nostra speranza" (C 1).
Siamo nel terreno
e nella proprietà di Dio, della Madonna e di Don Bosco,
la presenza, la manifestazione e i messaggi di Don Bosco, vanno
letti in spirito di fede, di umiltà e di grande sensibilità
spirituale tenendo conto della situazione attuale dei giovani.
Ci possiamo domandare,
cosa farebbe oggi Don Bosco per rispondere alle numerose proposte
dei giovani in un mondo pieno di problemi seri, sfide da non
finire?
Nel mondo, nella
situazione socio-politica del suo tempo, D. Bosco seppe rispondere
con coraggio e lungimiranza ai problemi dei giovani oggi saremo
noi capaci di portare i giovani al vero Dio, saremo in questo
modo imitatori del fondatore? ( SCL)
In questa novena
del 2009 non faremo uso della drammaticità della vita
di Don Bosco, come si è fatta l'anno scorso. Ma cercheremo
di approfondire alcuno aspetti della sua importante attività.
D. Sergio A. CUEVAS sdb