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  SANTUARIO-BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
  Via Maria Ausiliatrice 32   | 10152 Torino-Valdocco, Italia

  NOVENA DI PREPARAZIONE: 15 - 23 MAGGIO 2009
  ANIMATORE: D. PIERO PONZO sdb / Comunità Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco


9° giorno: DON BOSCO MAESTRO DI DEVOZIONE MARIANA,
                  COME GARANZIA DI SANTITA'

Scriveva il 7° Successore di don Bosco, don Egidio Vi-ganò, nella sua prima lettera circolare ai Salesiani "Prendiamo la Madonna in casa":

"Sppiamo che San Giovanni Bosco "è nato ed è stato educato in un ambiente profondamente mariano per tradizione di Chiesa locale e di pietà familiare. Basti ricordare, come alcuni giorni dopo la sua vestizione chiericale nel'ootobre 1835, alla vigiglia della sua partenza per il seminario, Mamma Margherita lo chiamò e gli fece quel memorando discorso: Giovannino mio…

Quando sei venuto al mondo ti ho consacrato alla Beata Vergine Maria; quando hai iniziato i tuoi studi ti ho raccomandato la devozione a questa Madre, e se diventerai sacerdote, raccomanda e propaga sempre la devozione a Maria"

Don Bosco è stato fedele a questa raccomandazione della mamma: é cresciuto alla scuola di Maria, l'ha sentita vicina in tutti i momenti della sua vita. L'ha data come Madre ai giovani, ai Salesiani, alle FMA, ai Cooperatori.
Ha fondato una Associazione per diffonderne la devozione. L'ha fatta amare!

Don Bosco, però, non è arrivato per caso alla devozione all'Ausiliatrice: essa si presenta, piuttosto, la maturazione di tutta una linea spirituale e apostolica che si è andata preci-sando e sviluppando negli anni. Una tale devozione alla Madre di Dio è la concretizzazione pratica di quella santità del-l'azione che ha caratterizzato la spiritualità di don Bosco.

Questa devozione alla Vergine l'ha lasciata ineredità ai suoi figli:

"Oh se potessi un poco mettere in voi, diceva in una Buona Notte, questo grande amore a Maria e a Gesù Sacra-mentato, quanto sarei fortunato! Vedete, dirò uno sproposito, ma non importa niente. Sarei disposto, per ottenere questo, a strisciare con la lingua per terra da qui fino a Superga. È uno sproposito, ma io sarei disposto a farlo. La lingua andrebbe a pezzi, ma non importa niente; io allora avrei tanti giovani santi".

Don Bosco quindi abbina la santità alla devozione al-l'Ausiliatrice nella lotta titanica tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra la luce e il peccato.

1 - Affidiamoci a Maria
Affidarsi a Maria è un gesto che rivela sicura fiduacia, pienezza di amore e appartenenza totale. Affidiamoci dunque a Maria che, come dice il Concilio Vaticano II: "Assunta in cielo… continua ad ottenere la grazia della salute eterna… si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti alla patria beata (LG, 62).

2 - Imitiamo Maria
Come cristiani, riconosciamo che Maria, per beneplacito di Dio, "occupa un posto singolare nella storia della salvezza e nella costruzione della Chiesa lungo i secoli, posto sinteticamente descritto nell'ultimo capitolo della "Lumen genrium".
In quanto è stata la prima redenta e la prima cristiana, Maria si presenta a noi come il modello più perfetto, dopo Cristo stesso, e quindi noi troviamo in Lei il modello più riuscito della santità.

Descriviamo, allora, gli "atteggiamenti e i sentimenti" che dobbiamo 'contemplare' e 'ricopiare' in Lei:

* La sua fede: il suo modo, cioè di "accogliere la Parola" e "custodirla nel cuore".
* La sua gioia per le meraviglie operate dal Padre: questo ci richiama il canto del "Magnificat" e ci uggerisce l'atteg-giamento interiore di lode e di adorazione per Dio che ci colma di tanti doni.
* La sua sollecitudine per i bisognosi".Pensiamo alla Vergine della Visitazione e alla sua presenza materna alle nozze di Canaan.
* La sua fedeltà nell'ora della Croce, momento decisivo della sua patecipazione alla "salvezza" del mondo: "Presso la Croce stava sua Madre" (IO,19. 25).

3 - La risposta della nostra devozione:
Dalla contemplazione di Maria nei due misteri tramandataci più frequentemente dalla nostra tradizione (Immacolata - Ausiliatrice) noi ricaviamo due serie di benefici:
" In qunato Immacolata, Essa "ci educa alla pienezza della nostra donazione al Signore".
" In quanto Ausiliatrice Essa ci educa al servizio del-l'espansione del Regno del Figlio suo. Essa ci stimola a dedi-carci all'apostolato a favore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.
La nostra devozione alla Madonna si manifesta, inoltre, in atteggiamenti e atti che esprimono la gioia di aver ricevuto dal Signore il dono di questa Madre.
Si tratta di una devozione "filiale e forte": due aggettivi che indicano insieme la "tenerezza" verso Colei che è 'Madre amabile' e il "coraggio" di imitarla nella sua totale dedizione alla volontà di Dio.

4 - Presenza di Maria nell'itinerario cristiano
Nell'itinerario del cristiano il rapporto con Maria si impone come imperativo della fede, ma anche quale elemento di santità e stimolo di impegno e di speranza. Esso promuove infatti gli scopi di ogni autentica azione pastorale: liberare dal peccato, aiutare l'assimilazione degli atteggiamenti evangelici, sostenere la crescita dell'amicizia con Dio.
* Liberazione dal peccato:La vita di comunione con Maria esige anzitutto il distacco dal proprio egoismo, radice di ogni peccato. "Ella che è libera dal peccato, a questo conduce i suoi figli: a debellare con energica risoluzione il peccato" (MC. 57).
* Assimilazione degli atteggoiamenti evangelici: Inoltre la Vergine Maria attrae i fedeli nel solco della sua santità, portandoli ad assumere le solide virtù evangeliche da Lei praticate nel contesto di una spiritualità biblica di ascolto e di adorazione di Dio, di lettura profetica e di impegno attivo per i fratelli.
* Infine la piena di Grazia,cui Dio ha rivolto il suo sguardo di amore, provoca i cristiani ad "onorare in se stessi lo stato di grazia, cioè l'amicizia con Dio, la comunione con Lui, l'inabitazione dello Spirito Santo per essere artefici, nsieme al Cristo uomo nuovo, della nuova umanità. Accogliere Maria nella propria vita resta dunque un segno di apertura ad un dono di Dio offerto al discepolo di Gesù per rafforzare e rendere più maturo e perseverante il suo amore per Lui.

5 - Conclusione

Nel 1867 fu collocata sul vertice della cupola della Basilica di Maria Ausiliatrice una grande statua della Madonna.
"È alta quasi 4 metri, scrisse don Bosco, ed è sormontata da dodici stelle. È di rame dorato. Essa risplende luminosa a chi la guarda da lontano al momento in cui è riverberata dai raggi del sole. Sembra che parli e voglia dire: io sono qui per accogliere la preghiera dei miei figli, per arricchire di grazie e di benedizioni quelli che mi amano".

"La Madre di Gesù, afferma la 'Lumen Gentium', sulla terra brilla innanzi al popolo di Dio quale segno di futura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore" (LG, 44).
Amiam la Madonna, prendendola in casa, perché sia per ognuno di noi guida sicura verso la santità, ricordandoci quanto dice ancora il Concilio:

"La vera devozione non consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né in una qual vana credulità, ma bensì procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti ad un filiale amore verso la Madre nostra e nell'imitazione delle sue virtù" (LG, 44).

                                                   
D. PIERO PONZO SDB, Torino-Valdocco
                                                                    
E-mail: pponzo@salesiani-icp.net


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