Sabato 26 settembre,
al Colle Don Bosco (Asti) e domenica 28 settembre a Valdocco
in Torino si è svolta la 20ª edizione dellHarambée,
lincontro più significativo dellAnimazione
Missionaria Salesiana Italiana. Questanno aveva come titolo
Veramente non cè niente di più bello
che incontrare e comunicare Cristo a tutti, e si ricollegava
allenciclica Caritas in Veritate di Benedetto
XVI.
A questa edizione,
oltre ai giovani provenienti dalle Ispettorie salesiane dItalia,
hanno partecipato alcuni gruppi di Ispettorie europee. La scorsa
estate quasi tutti hanno vissuto un mese nelle Comunità
Salesiane o Diocesane in diverse parti del mondo.
Questa esperienza,
un cammino di formazione missionaria, ha permesso loro di condividere
la dedizione dei Salesiani verso i giovani, incontrare altre
culture, analizzare insieme le cause della povertà e contribuire
a definire nuovi progetti di sviluppo.
Proprio grazie
ai racconti di chi ha partecipato alle esperienze di formazione
missionaria, lHarambée è da sempre un appuntamento
intenso ed emozionante. È unoccasione per conoscere
la vita dei giovani nei Paesi in via di sviluppo e per comprendere
come, oggi, sia sempre più indispensabile la scelta di
un progetto di vita serio e definitivo.
Il termine
stesso Harambée parola presa in prestito dalla
lingua swahili, che significa lavorare insieme, incontro
o raduno festoso racchiude in sé il
senso più profondo di questo appuntamento annuale.
Per un mese, in missione, pagando di tasca propria tutte le spese,
quei giovani sono stati chiamati ad essere segno dellamore
di Dio. Adesso sono chiamati a continuare la loro missione
nei luoghi dove loro vivono.
Lemozione
che ogni volta lHarambée instilla nel cuore di ognuno
è il desiderio e la volontà di ascoltare con il
cuore la chiamata di Cristo verso la missione. Ogni anno, dopo
questo week end di confronto, riflessione e preghiera, aumenta
il numero dei giovani che chiedono di iniziare un discernimento
vocazionale per capire se la missione è la strada che
il Signore sta disegnando per loro.
LHarambée è rivolta a tutti, sia a chi è
partito per Paesi lontani, sia a chi ha animato i nostri oratori
e campi scuola: è unesperienza significativa di
Pastorale Giovanile, perché la consegna del crocifisso
e il mandato missionario testimoniano la vitalità della
congregazione e rafforzano il cammino vocazionale di coloro che
vi partecipano.
Nel pomeriggio
di sabato, presso il teatro del Colle Don Bosco, cè
stato il saluto di don Vaclav Klement, Consigliere Generale per
le Missioni. Poi, si sono alternate alcune testimonianze sullesperienza
estiva; a seguire, i giovani si sono ritrovati in gruppo per
confrontarsi sulle esperienze vissute e su come convertire il
bene ricevuto in missione in gesti concreti ora che sono ritornati
in Italia. Nella serata, si è svolta la prevista fiaccolata
aux flambeaux, la recita del rosario e la successiva
buonanotte di suor Alaìde Deretti, Consigliera
Generale per le Missioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Domenica mattina
i partecipanti si sono spostati a Torino-Valdocco, dove hanno
incontrato il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chávez
Villanueva, che ha sviluppato il tema dellincontro.
La due giorni si è arricchita del contributo di Massimo
Zortea, Presidente del VIS, che ha presentato i volontari della
ONG in partenza, e di don Franco Fontana, Animatore Missionario
Nazionale, che ha guidato tutta la manifestazione.
Nella basilica
di Maria Ausiliatrice in Torino, da dove l11 novembre 1875
Don Bosco inviò il primo gruppo di missionari in Patagonia,
il Rettor Maggiore ha presieduto lEucaristia, e con un
gesto rituale di Don Bosco, che si ripete da 140 anni, accanto
a madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale delle Figlie di Maria
Ausiliatrice, ha consegnato il crocifisso e il mandato missionario
ad alcuni Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti
da tutto il mondo e in partenza per le missioni, ed ai laici
che presteranno servizio per due anni come volontari internazionali.
A loro don
Chávez ha ricordato che sono come quel gruppo di giovani
che il 18 dicembre 1859 scelsero di seguire il sogno di Don Bosco.
Lessere missionario/a è un dono dello Spirito
che chiama incessantemente tutti i cristiani ad essere discepoli,
testimoni ed apostoli del Signore Crocifisso e Risorto, ad andare
ovunque per annunciare la salvezza che Dio ci ha offerto nel
suo Figlio Diletto e a tradurla nellimpegno di rendere
più umana la vita di tutti attraverso la donazione della
propria vita nel campo dellevangelizzazione, delleducazione,
della promozione umana e dellimpegno sociale.
Questanno,
poi, data la concomitanza con il 150º anniversario della
Fondazione della Congregazione Salesiana, la spedizione missionaria
ha acquistato un significato speciale. Non resta che concludere
con le parole del Rettor Maggiore: Il cristianesimo non
è unetichettatura, ma una prassi di vita!.
Don Luca
Barone
Donatella Bosa
Ufficio Animazione missionaria
Salesiani Piemonte e Valle dAosta