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        Santuario-Basilica di Maria Ausiliatrice
   
   Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia


LE 'AVE' CHE RITMANO LA VITA

Carissimi amici,

Dopo la pausa estiva riprendiamo con serenità il nostro cammino e il nostro dialogo nelle pagine della rivista a cui siete affezionati.

Il mese di settembre è ricco di feste mariane, non c’è che l’imbarazzo della scelta: la Natività di Maria (8), il nome di Maria (12), la B.V.M. Addolorata (15), la B.V. della Mercede (24); sono tante occasioni per guardare a lei, orientare la nostra vita sul modello suo e invocarla nelle varie situazioni che incontriamo sul nostro cammino.
Ottobre sarà invece il mese del Rosario, preghiera antica, ma sempre attuale, da riscoprire e da valorizzare.

Il Rosario, imparato fra le braccia di mamma Margherita, ha alimentato tutto il cammino di Don Bosco, ha caratterizzato la sua devozione mariana e lo ha reso capace di seguire con coraggio Gesù. Il Rosario, infatti, anche se presenta una fisionomia mariana, è preghiera che orienta tutta l’attenzione su Gesù e concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, in una semplice, ma ricca sintesi. Alla scuola di Maria s’impara a contemplare la bellezza del volto di Gesù e della sua persona e si comprende la profondità del suo amore.

Sullo sfondo delle parole dell’Ave Maria passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi ci mettono in comunione viva con Lui attraverso il Cuore di sua Madre. Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario le tante realtà che compongono la vita di ognuno di noi, della nostra famiglia, della nostra comunità, della società, della Chiesa e dell’umanità intera. Vicende personali e vicende del prossimo, delle persone a noi più vicine e di quelle lontane, di tutti coloro che ci stanno più a cuore.

La semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana. Se guardiamo alle generazioni che ci hanno preceduto, vediamo che spesso nelle loro mani troviamo la corona del Rosario, recitato in famiglia la sera; una preghiera semplice, ma capace di dare forza per affrontare con fede e speranza la vita e le sue prove.

Il Rosario non è una preghiera vecchia, perché il Vangelo non è vecchio! Oggi vediamo, forse con un po’ di meraviglia, che tanti giovani stanno ritrovando questa preghiera popolare, la stanno amando e sono fedeli alla sua recita.

È certamente un segno di speranza per il futuro.
Giovanni Paolo II così concludeva la sua Lettera apostolica sul Rosario:

“Carissimi fratelli e sorelle! Una preghiera così facile, e al tempo stesso così ricca, merita davvero di essere riscoperta dalla comunità cristiana. Guardo a voi tutti, fratelli e sorelle di ogni condizione, a voi, famiglie cristiane, a voi, ammalati e anziani, a voi giovani: riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola alla luce della Scrittura, in armonia con la Liturgia, nel contesto della vita quotidiana. Che questo mio appello non cada inascoltato!” (43).

A tutti il nostro saluto e l’assicurazione del nostro ricordo in Basilica per voi.

                                                D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it


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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009 - 8  
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