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         Santuario-Basilica di Maria Ausiliatrice
   
    Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia


LA PASQUA:
CULMINE DELL'AMORE

Carissimi amici,

Fra non molti giorni nell’Est europeo si sentirà riecheggiare un particolare saluto, ripetuto spesso incontrandosi, rivedendosi, risentendosi: “Cristo è risorto!”.

Noi, in Occidente, ci faremo gli auguri con un “buona Pasqua”, ma forse non tutti e non sempre siamo coscienti di che cosa vuole significare questo saluto. Come ci può essere un augurio di “Buon Natale” senza Gesù Cristo, così ci può essere anche un “Buona Pasqua” senza di Lui!

La Pasqua è la festa liturgica più importante per il cristianesimo. Sentimentalmente, e purtroppo commercialmente, soppiantata dal Natale e da alcune tradizioni pagane più allettanti per la società moderna, la Pasqua rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali del cristianesimo: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Essa si pone come nucleo del patrimonio liturgico e teologico del cristianesimo.

La Pasqua è il punto centrale della nostra fede e Paolo lo afferma categoricamente: “se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede” (1 Cor 15,17). La Pasqua ci rivela l’amore di un Dio che si è inserito nella vita dell’uomo e, attraverso la “pasqua” del suo Figlio, ha ridato all’umanità la fiducia, la speranza, la consapevolezza della propria figliolanza e dignità, l’ha liberata dal peccato, ha squarciato il velo oscuro della storia e l’ha proiettata verso un “futuro pieno di speranza” (Ger 29,11). È la festa della vita!

L’umanità non è in balìa del caso, del dubbio, del buio, della sofferenza, della morte, ma è guidata da un progetto d’amore, talora misterioso, incomprensibile, che passa anche attraverso la fatica e il dolore, ma che tuttavia, proprio alla luce della risurrezione di Gesù, spalanca le porte alla vita, alla gioia vera, alla felicità piena e duratura.

Noi non siamo soli, non siamo abbandonati ed ancora Paolo che ce lo ricorda: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? ...

Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?... Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono, infatti, persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom 8,31-39). La Pasqua è il culmine di questo amore.

Entrando nella cappella Pinardi, qui a Valdocco ci accorgiamo che tutto parla di Pasqua. Non potrebbe essere diversamente: è il luogo dei giovani. Quel luogo ricorda l’arrivo di Don Bosco a Valdocco, dopo le sofferenze delle varie peregrinazioni del suo oratorio, proprio il giorno di Pasqua, 12 aprile 1846 (anche quest’anno Pasqua è il 12 aprile!), ricorda che egli è stato canonizzato il giorno di Pasqua, e ricorda che ai giovani bisogna annunciare la Pasqua, la vita, la speranza; bisogna annunciare Gesù!

A voi tutti, nella pienezza del suo significato, “Buona Pasqua” e un ricordo speciale in Basilica.

                                                D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it


 IMMAGINI:       
1 La Cappella Pinardi, presso la Casa Madre SDB di Torino-Valdocco 

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009 - 4  
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