LA PASQUA:
CULMINE
DELL'AMORE
Carissimi
amici,
Fra non molti
giorni nellEst europeo si sentirà riecheggiare un
particolare saluto, ripetuto spesso incontrandosi, rivedendosi,
risentendosi: Cristo è risorto!.
Noi, in Occidente,
ci faremo gli auguri con un buona Pasqua, ma forse
non tutti e non sempre siamo coscienti di che cosa vuole significare
questo saluto. Come ci può essere un augurio di Buon
Natale senza Gesù Cristo, così ci può
essere anche un Buona Pasqua senza di Lui!
La Pasqua è
la festa liturgica più importante per il cristianesimo.
Sentimentalmente, e purtroppo commercialmente, soppiantata dal
Natale e da alcune tradizioni pagane più allettanti per
la società moderna, la Pasqua rappresenta e celebra i
tre momenti fondamentali del cristianesimo: la Passione, la Morte
e la Resurrezione di Cristo. Essa si pone come nucleo del patrimonio
liturgico e teologico del cristianesimo.
La Pasqua è
il punto centrale della nostra fede e Paolo lo afferma categoricamente:
se Cristo non è risorto, è vana la vostra
fede (1 Cor 15,17). La Pasqua ci rivela lamore di
un Dio che si è inserito nella vita delluomo e,
attraverso la pasqua del suo Figlio, ha ridato allumanità
la fiducia, la speranza, la consapevolezza della propria figliolanza
e dignità, lha liberata dal peccato, ha squarciato
il velo oscuro della storia e lha proiettata verso un futuro
pieno di speranza (Ger 29,11). È la festa
della
vita!
Lumanità
non è in balìa del caso, del dubbio, del buio,
della sofferenza, della morte, ma è guidata da un progetto
damore, talora misterioso, incomprensibile, che passa anche
attraverso la fatica e il dolore, ma che tuttavia, proprio alla
luce della risurrezione di Gesù, spalanca le porte alla
vita, alla gioia vera, alla felicità piena e duratura.
Noi non siamo
soli, non siamo abbandonati ed ancora Paolo che ce lo ricorda:
Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato
per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con
lui? ...
Chi ci separerà
dunque dallamore di Cristo? Forse la tribolazione, langoscia,
la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?...
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per
virtù di colui che ci ha amati. Io sono, infatti, persuaso
che né morte né vita, né angeli né
principati, né presente né avvenire, né
potenze, né altezza né profondità, né
alcunaltra creatura potrà mai separarci dallamore
di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore (Rom 8,31-39).
La Pasqua è il culmine di questo amore.
Entrando nella
cappella Pinardi, qui a Valdocco ci accorgiamo che tutto parla
di Pasqua. Non potrebbe essere diversamente: è il luogo
dei giovani. Quel luogo ricorda larrivo di Don Bosco a
Valdocco, dopo le sofferenze delle varie peregrinazioni del suo
oratorio, proprio il giorno di Pasqua, 12 aprile 1846 (anche
questanno Pasqua è il 12 aprile!), ricorda che egli
è stato canonizzato il giorno di Pasqua, e ricorda che
ai giovani bisogna annunciare la Pasqua, la vita, la speranza;
bisogna annunciare Gesù!
A voi tutti,
nella pienezza del suo significato, Buona Pasqua
e un ricordo speciale in Basilica.
D. Franco LOTTO, Rettore
| E-mail: fralotto@tiscali.it
IMMAGINI:
1 La Cappella Pinardi,
presso la Casa Madre SDB di Torino-Valdocco