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        Santuario-Basilica di Maria Ausiliatrice
   
   Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia



       VERSO LA QUARESIMA...
      
IL DIGIUNO QUARESIMALE

Carissime Lettrici e Lettori della nostra Rivista,

“Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo”. Lo scrive il Papa nel messaggio per la Quaresima 2009. Benedetto XVI ci invita a riscoprire la pratica di donare ai poveri i frutti delle rinunce dei ­fedeli.
Penso, utile per il nostro cammino, in sintonia con tutta la Chiesa, condividere alcune riflessioni che emergono dalle parole del Papa per sottolineare il valore e il senso del digiuno cristiano.

Egli si chiede: quale valore e quale senso ha per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento? La Parola di Dio e tutta la tradizione cristiana insegnano come prima cosa che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce.

Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, non un atteggiamento formale, esteriore, ma un orientamento profondo del cuore. Il vero digiuno è compiere la volontà del Padre, il quale «vede nel segreto, e ti ricompenserà» (Mt 6,18).

Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po’ della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo.

Per i credenti invece è in primo luogo una “terapia” per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio.

Il significato autentico e perenne di quest’antica pratica penitenziale, è che essa può aiutarci a mortificare il nostro egoismo, a relativizzare le cose, a diventare padroni di noi stessi e ad aprire il nostro cuore all’amore di Dio e del prossimo.

La pratica del digiuno contribuisce a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato, ad essere libera dalle passioni e a crescere nell’intimità con il Signore.

Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un’interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza e a metterla quotidianamente in pratica nella vita. Il digiuno rappresenta allora una pratica ascetica importante, un’arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi.

Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dal peccato, i cui effetti negativi investono la persona.

Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli e sorelle. Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente. Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo.

La Vergine Maria, totalmente distaccata da sé, aperta al progetto di Dio, dopo il suo “sì” all’angelo, senza esitazione parte per andare a servire la cugina nel bisogno. Il “sì” a Dio diventa subito un “sì” al prossimo. Sia lei ad accompagnarci in questo cammino.
Per tutti voi il nostro ricordo e la nostra preghiera in Basilica.

                                                D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it


 IMMAGINI:       
1 Il Buon Samaritano 

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009-3  
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