Carissime
Lettrici e Lettori della nostra Rivista,
A tutti un
felice anno nuovo, ricco di grazia e di serenità!
Siamo a gennaio: mese salesiano! Alcune
date ci fanno sentire particolarmente caro questo mese:
la memoria
del beato Don Luigi Variara (il 15), missionario in Colombia
tra i lebbrosi e fondatore delle Figlie dei Sacri
Cuori,
la memoria della beata Laura Vicuña, frutto delleducazione
salesiana (il 22), la festa di San Francesco di Sales, patrono
della Famiglia salesiana, da cui la stessa prende il nome (il
24), e infine la solennità di Don Bosco (il 31).
Il pensiero
a Don Bosco, al suo essere tutto per i giovani (Io per
voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, sono disposto anche
a dare la vi­ta), e al suo carisma edu-
cativo non possono non farci riflettere su quella che oggi viene
chiamata lemergenza e­ducativa.
Non possiamo
misconoscere lurgenza di una seria riflessione e di una
fattiva azione per rispondere in modo adeguato allattuale
problematica situazione giovanile, che è sotto gli occhi
di tutti.
Così
si esprimeva il
Papa, in piazza San Pietro, nel discorso ai giovani e agli educatori
il 24 febbraio 2008:
Non pochi
genitori e insegnanti sono tentati di rinunciare al proprio compito,
e non riescono più nemmeno a comprendere quale sia, veramente,
lopera a loro affidata... Troppe incertezze e troppi dubbi
circolano infatti nella nostra società e nella nostra
cultura, troppe immagini distorte sono veicolate dai mezzi di
informazione sociale... Diventa difficile proporre alle nuove
generazioni
qualcosa di valido e di certo, delle regole di comportamento
e degli obiettivi per i quali meriti spendere la propria vita...
Siamo qui oggi, però, anche e soprattutto perché
ci sentiamo sostenuti da una grande speranza e da una forte fiducia:
dalla certezza cioè che quel sì, chiaro e definitivo,
che Dio in Gesù Cristo ha detto alla famiglia umana, vale
anche per i nostri ragazzi e giovani, vale per i bambini che
oggi si affacciano alla vita.
Alla luce dellesempio
di Don Bosco non possiamo lasciarci prendere dal pessimismo,
essere rinunciatari; come lui dobbiamo anche noi credere nei
giovani e nella loro possibilità di crescere come onesti
cittadini e buoni cristiani, come lui si esprimeva sinteticamente
per presentare la sua opera educativa.
Anche ai suoi
tempi la situazione non era facile; anche allora tanti giovani
rischiavano di essere travolti dalla durezza e dallo smarrimento
di una società e di una cultura in pieno cambiamento.
Don Bosco non si è tirato indietro, non si è trincerato
dietro a facili considerazioni e a sterili lamentele; si è
rimboccato le maniche e si è buttato nella mischia in
mezzo ai giovani, rischiando con la fede dei santi: Nelle
cose che tornano a vantaggio della pericolante gioventù
o servono a guadagnare anime a Dio, io corro avanti fino alla
temerità (MB XIV, 662).
Lasciamoci
provocare dal suo esempio e, ognuno come può, si senta
partecipe di questa difficile, ma importante missione. Don Bosco
benedica! Con un ricordo per tutti in Basilica.
D. Franco LOTTO, Rettore
| E-mail: fralotto@tiscali.it
IMMAGINI:
1 Stemma della Società
di San Francesco di Sales (Salesiani di Don Bosco)
2 Don Bosco - Quadro del pittore Mario Caffaro Rore