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        Santuario-Basilica di Maria Ausiliatrice
   
    Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco | Italia


Carissime Lettrici e Lettori della nostra Rivista,

A tutti un felice anno nuovo, ricco di grazia e di serenità!
Siamo a gennaio: mese salesiano! Alcune date ci fanno sentire particolarmente caro questo mese:

la memoria del beato Don Luigi Variara (il 15), missionario in Colombia tra i lebbrosi e fondatore delle Figlie dei Sacri Cuori, la memoria della beata Laura Vicuña, frutto dell’educazione salesiana (il 22), la festa di San Francesco di Sales, patrono della Famiglia salesiana, da cui la stessa prende il nome (il 24), e infine la solennità di Don Bosco (il 31).

Il pensiero a Don Bosco, al suo essere tutto per i giovani (“Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, sono disposto anche a dare la vi­ta”), e al suo carisma edu-
cativo non possono non farci riflettere su quella che oggi viene chiamata “l’emergenza e­ducativa”.

Non possiamo misconoscere l’urgenza di una seria riflessione e di una fattiva azione per rispondere in modo adeguato all’attuale problematica situazione giovanile, che è sotto gli occhi di tutti.

Così si esprimeva il Papa, in piazza San Pietro, nel discorso ai giovani e agli educatori il 24 febbraio 2008:

“Non pochi genitori e insegnanti sono tentati di rinunciare al proprio compito, e non riescono più nemmeno a comprendere quale sia, veramente, l’opera a loro affidata... Troppe incertezze e troppi dubbi circolano infatti nella nostra società e nella nostra cultura, troppe immagini distorte sono veicolate dai mezzi di informazione sociale... Diventa difficile proporre alle nuove generazioni qualcosa di valido e di certo, delle regole di comportamento e degli obiettivi per i quali meriti spendere la propria vita... Siamo qui oggi, però, anche e soprattutto perché ci sentiamo sostenuti da una grande speranza e da una forte fiducia: dalla certezza cioè che quel sì, chiaro e definitivo, che Dio in Gesù Cristo ha detto alla famiglia umana, vale anche per i nostri ragazzi e giovani, vale per i bambini che oggi si affacciano alla vita”.

Alla luce dell’esempio di Don Bosco non possiamo lasciarci prendere dal pessimismo, essere rinunciatari; come lui dobbiamo anche noi credere nei giovani e nella loro possibilità di crescere come “onesti cittadini e buoni cristiani”, come lui si esprimeva sinteticamente per presentare la sua opera educativa.

Anche ai suoi tempi la situazione non era facile; anche allora tanti giovani rischiavano di essere travolti dalla durezza e dallo smarrimento di una società e di una cultura in pieno cambiamento. Don Bosco non si è tirato indietro, non si è trincerato dietro a facili considerazioni e a sterili lamentele; si è rimboccato le maniche e si è buttato nella mischia in mezzo ai giovani, rischiando con la fede dei santi: “Nelle cose che tornano a vantaggio della pericolante gioventù o servono a guadagnare anime a Dio, io corro avanti fino alla temerità” (MB XIV, 662).

Lasciamoci provocare dal suo esempio e, ognuno come può, si senta partecipe di questa difficile, ma importante missione. Don Bosco benedica! Con un ricordo per tutti in Basilica.

                                                D. Franco LOTTO, Rettore | E-mail: fralotto@tiscali.it


 IMMAGINI:       
Stemma della Società di San Francesco di Sales (Salesiani di Don Bosco)
2 Don Bosco - Quadro del pittore Mario Caffaro Rore

RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009-1  
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